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Parte il progetto 'Usciamo dalle Gabbie': al carcere di Maiano un’area per preparare cuccioli e cani randagi alla vita in famiglia

 

Ottanta detenuti impegnati nel corso per diventare operatore di canile

 

Favorire la socializzazione di cuccioli abbandonati e garantire il recupero comportamentale di cani adulti traumatizzati aumentando così le possibilità di adozione. Si chiama “Usciamo dalle gabbie” il progetto realizzato dal Comune di Spoleto, la Fondazione "Cave Canem" e la Casa di Reclusione di Spoleto.


Alla presentazione, avvenuta la scorsa settimana, hanno partecipato le tre classi di detenuti selezionati da un’apposita commissione (circa 80 in totale) che frequenteranno il corso teorico - pratico della durata di un anno per operatore di canile tenuto da docenti esperti della Fondazione "Cave Canem". Il progetto è stato curato nella fase organizzativa dal Comandante dell’istituto di Spoleto Marco Piersigilli e dal responsabile dell’area trattamentale Pietro Carraresi, che seguiranno il coordinamento anche nella fase attuativa. Un percorso formativo che sarà incentrato, da una parte, sul corretto accudimento e recupero di soggetti con problemi comportamentali e, dall’altra, su una serie di aspetti giuridici relativi soprattutto alla gestione di soggetti sottoposti a sequestro giudiziale. 

Il progetto, che non vuole essere un'esperienza limitata nel tempo ma un’azione di lungo periodo volta a coinvolgere stabilmente i detenuti, consentirà ai partecipanti di ottenere la qualifica di operatore di canile. “E' un progetto di cui siamo molto orgogliosi – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Maria Rita Zengoni –perché si pone un duplice obiettivo: coinvolgere i detenuti in un percorso formativo e lavorativo che gli permetterà di acquisire nuove conoscenze e, allo stesso tempo, assistere ed educare cuccioli e cani randagi. Riteniamo possa essere un’ulteriore occasione per far partecipare i detenuti anche alle attività lavorative nel nostro territorio”. 

Durante le lezioni pratiche detenuti e docenti lavoreranno inizialmente con cani già inseriti in famiglia accompagnati dai proprietari; una volta che i detenuti avranno acquisito competenze, conoscenze e capacità, potranno supportare i professionisti coinvolti nelle attività di assistenza di cani e gatti senza famiglia. I detenuti saranno poi impegnati anche nella realizzazione dell'area esterna alla Casa di Reclusione destinata ad ospitare alcuni cani e cuccioli del canile rifugio di Spoleto che necessitano di particolare assistenza e la colonia felina già presente nella struttura penitenziaria; cani e gatti randagi avranno a disposizione cucce accoglienti, ampi spazi verdi e potranno contare sull’assistenza e il monitoraggio costante di educatori cinofili, medici veterinari, operatori e volontari già impegnati in altri canili rifugio. I lavori per la realizzazione dell'area inizieranno a settembre, contemporaneamente alle manutenzioni straordinarie che detenuti e agenti di Polizia Penitenziaria effettueranno anche presso il canile comunale.

“C’è grande entusiasmo intorno a questo progetto – sono state le parole del Direttore della Casa di reclusione di Spoleto dott. Giuseppe Mazzini – perché è il segno di un impegno fattivo e di ampio respiro, un’opportunità straordinaria per i detenuti che potranno acquisire una professionalità spendibile in futuro una volta scontata la pena. Ringrazio l'assessore Zengoni per aver lavorato con grande serietà, mettendo insieme un team composto da persone altamente professionali; il personale interno che non si è mai risparmiato, consentendo l'avvio del progetto nei tempi previsti ed il gruppo di professionisti della Fondazione "Cave Canem" per la loro competenza e disponibilità e per la messa a disposizione delle risorse economiche necessarie”.

Alla  presentazione ha partecipato anche l’educatore cinofilo Andrea Cristofori in rappresentanza del Centro Studio Cani e di Cassazione.net i cui professionisti hanno contribuito allo sviluppo del progetto.



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