società

La chiesa del Sacro Cuore ancora inagibile, la delusione della Diocesi

 

L'arcivescovo Boccardo ed il parroco Lucentini: 'Amareggiati per queste ripetute lungaggini'

 

La parrocchia del Sacro Cuore in Spoleto, la più popolosa dell’Archidiocesi, in festa per la ricorrenza del Sacro Cuore di Gesù. Ricco il programma preparato dai parroci mons. Alessandro Lucentini e don Mahimai Dass Irudayam e dal comitato della Festa. Fino a venerdì 28 giugno, alle ore 21.00 c’è la celebrazione della Messa in diversi quartieri della parrocchia. 


Sabato 29 giugno: ore 18.00 Celebrazione eucaristica e ore 21.00 solenne Processione in onore del Sacro Cuore di Gesù presieduta dall’arcivescovo mons. Renato Boccardo. Domenica 30 giugno, celebrazioni eucaristiche alle 8.00, 10.00, 11.30, 18.00.

Questo è il terzo anno che la festa del Sacro Cuore viene celebrata nella palestra adibita a chiesa e senza l’utilizzo dei locali parrocchiali. Infatti, la chiesa, la canonica e le stanze sottostanti sono inagibili a seguito del terremoto del 30 ottobre 2016. "La situazione della chiesa è grave e del suo recupero, come previsto dalla legislazione, se ne occupa la Diocesi", commenta il parroco mons. Alessandro Lucentini. "L’edificio adiacente – ossia la casa di noi sacerdoti e le stanze per le attività pastorali – hanno danni più lievi e potrebbero essere sistemate dalla stessa parrocchia, ma la pratica è ferma all’ufficio regionale speciale per la ricostruzione dal gennaio 2018. Chiediamo – prosegue il sacerdote - di velocizzare le pratiche, di alleggerire la burocrazia. Con l’arcivescovo Renato, a cui sta molto a cuore la situazione di questa parrocchia, abbiamo più volte fatto presente alle competenti autorità che è urgente recuperare la chiesa del Sacro Cuore. Essa, pur non avendo un particolare interesse storico-artistico, raccoglie però i fedeli della parrocchia più popolosa dell’intera archidiocesi di Spoleto-Norcia (circa settemila)".

"Ed è l’unica chiesa sul territorio della parrocchia", tiene a sottolineare don Alessandro. "Il complesso del Sacro Cuore – prosegue - ha una valenza pastorale significativa per la parte bassa della Città: trovandosi lungo Viale Marconi e avendo spazio sufficiente per parcheggiare è meta anche di fedeli cosiddetti di passaggio. Non possiamo poi trascurare – continua don Alessandro – che qui è il punto di riferimento per le persone in difficoltà di questa parte di territorio spoletino: bussano e trovano sempre qualcuno disposto all’ascolto o a distribuire pacchi alimentari e altro. La chiesa qui è l’identità della gente che ci vive e, infatti, generalmente si dice: “sono del Sacro Cuore” e non “sono di Viale Marconi o di Passo Parenzi”. Tutte le attività dal 30 ottobre 2016 le svolgiamo nell’Oratorio: la palestra è stata adibita a chiesa e le quattro stanze sopra ospitano tutte le attività pastorali. Siamo un po’ stretti e dopo quasi tre anni – conclude mons. Lucentini - la situazione inizia a pesare". L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, che sabato sera presiederà la processione per le vie della parrocchia del Sacro Cuore, rafforza le parole del parroco: "Sono deluso e amareggiato per queste ripetute lungaggini. Il Sacro Cuore ha bisogno quanto prima di riavere l’unica chiesa. E qui, tra l’altro, si potrebbe velocizzare il tutto non essendo un bene di elevato interesse storico-artistico".

Comunque la parrocchia del Sacro Cuore guarda avanti con fiducia e non mancano nel periodo estivo molte attività per i giovani: i Grest per i più piccoli; un pellegrinaggio a piedi verso Assisi per gli adolescenti passando per alcuni luoghi significativi della Diocesi: Santuario Madonna della Stella in Montefalco, Santuario Santa Chiara della Croce a Montefalco, Bevagna e le figure di S. Vincenzo e del beato Giacomo Bianconi; infine, un’esperienza di lavoro e di formazione nel mese di luglio per 13 ragazzi universitari – accompagnati dallo stesso don Alessandro Lucentini e dal parroco di Baiano don Nelson Abraham - in Tanzania nella missione dei Padri del Preziosissimo Sangue. 



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I commenti dei nostri lettori

Musedu

7 anni fa

Mi piacerebbe che la Chiesa spoletina oltre a sollecitare giustamente una ricostruzione rapida delle proprie chiese mostrasse contemporaneamente solidarietá alle tante persone da tre anni lontane dalle proprie abitazioni o luoghi di lavoro e agli studenti di diverse scuole ancora sparpagliati per la cittá. Non sono in grado di indicare cosa è prioritario nella ricostruzione post-sisma ma non trovo giusto che denunciando e protestando a ragione per le lentezze burocratiche qualcuno possa usufruire di corsie privilegiate e snellimento delle pratiche al contrario di coloro che, loro malgrado, seguono l’iter normativo rispettosi della legalitá. Meno burocrazia ma per tutti.

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