politica

'No a un'Unione Europea della finanza, sì all'Europa dei diritti dei lavoratori'

 

Verso le Europee: Yuri di Benedetto (candidato nel centro-Italia) spiega le ragioni del Partito Comunista

 

In corsa per le europee anche se il PC si dice da sempre contro l'Europa: dunque perché vi candidate? "Sì, il Partito Comunista sarà presente in tutte le circoscrizioni italiane per le elezioni europee del 26 Maggio e io sarò il candidato umbro per la circoscrizione centro-Italia. Sono candidato


insieme a tanti altri giovani, studenti, lavoratori e lavoratrici per portare avanti la lotta contro l'Unione Europea al fine di dare ai lavoratori, alle classi popolari, all'Italia un'alternativa concreta e reale. Reputo la mia candidatura una grande responsabilità. Non solo: è un grande onore poter dare il mio contributo alla lotta contro l'Unione Europea e al rafforzamento del mio partito e del mio Paese. Per rispondere alla domanda sul perché ci candidiamo a questo tipo di elezioni, vorrei porre io una domanda: chi non userebbe qualsiasi mezzo a propria disposizione per cercare di portare le proprie idee a conoscenza del numero più ampio di persone? Questo è esattamente quello che noi facciamo. È vero: ad una lettura superficiale e, francamente fatta in malafede la nostra presenza alle Europee può essere vista come una dimostrazione di incoerenza, ma è esattamente l'opposto. Porteremo la nostra posizione, senza giri di parole e opportunismi. Non siamo mai stati tra coloro che pensano che l'Unione Europea e le istituzioni europee possano essere cambiate dall'interno. Quindi utilizzeremo queste elezioni e gli spazi che ci saranno concessi per far avanzare le nostre parole d'ordine per denunciare la natura dell'Unione Europea, che è funzionale agli interessi della finanza e schiaccia i lavoratori e le masse popolari europee. Lo faremo insieme agli altri partiti comunisti d'Europa con cui abbiamo sottoscritto una dichiarazione comune che dice chiaramente che nessuna Europa dei popoli dei lavoratori è possibile senza abbattere l'Unione Europea e l'Euro". 

Perché correte da soli? Come vedi il ruolo del PC nel panorama politico italiano, con la sinistra che scompare? "Come dicevo, il nostro obbiettivo principale non è il risultato elettorale in sé, ma la possibilità di utilizzare le elezioni come piattaforma per portare le nostre idee a un pubblico il più largo possibile. A tal proposito riteniamo le alleanze politiche non solo inutili ma anche dannose, in quanto noi ci muoviamo su un piano completamente diverso rispetto a tutte le altre forze politiche in campo. Costruendo il partito, lavoriamo per creare un sistema economico e sociale radicalmente alternativo. Le altre organizzazioni che si definiscono di sinistra o meno, si pongono come unico fine la partecipazione alle elezioni, ma non hanno alcun interesse a cambiare il sistema, in quanto sono perfettamente organiche al fallimento sistemico che ci circonda. Il termine "sinistra" oltre ad essere svuotato di ogni significato, non ha mai rappresentato nulla di per sè. Per questo noi ci definiamo comunisti piuttosto che di sinistra. La fase di arretramento attuale è dovuta a un capovolgimento totale della lettura della società. Oggi la sedicente "sinistra" ha scambiato la lotta di classe con battaglie di carattere individualista e/o moralistico: il tema dell'immigrazione, i morti sul lavoro, il progressivo e inesorabile smantellamento dei diritti sociali vanno letti correttamente: il mondo non è diviso in buoni e cattivi, ma in sfruttati e sfruttatori. Ma attenzione: questo non significa che noi respingiamo a priori le battaglie per i diritti civili. Tuttavia, è necessario adottare una scala di priorità: la storia ci insegna che i diritti civili avanzano realmente solo una volta che si sono difesi e rafforzati i diritti sociali, non comprendere ciò significa non capire gli interessi delle classi popolari e del Paese. Alla luce di questa analisi ritengo il Partito Comunista, il nostro partito, sia l'unica concreta alternativa per l'Italia".

Come avete accolto lo scandalo Sanitopoli? "L'abbiamo accolto come la cosiddetta scoperta dell'acqua calda. Più che sanitopoli dovremmo chiamarla concorsopoli, dato che coinvolge più tipi di concorsi ed è un fenomeno molto più ampio della sola sfera della sanità. Al di là della soddisfazione per il fatto che sia stata messa a nudo una scellerata pratica di malgoverno, e al di là delle reazioni isteriche di chi dovrebbe guardare in casa propria prima di ergersi a difensore della legalità e del buon governo, crediamo sia fondamentale evidenziare il fatto che la magistratura ha semplicemente certificato una situazione che gli umbri conoscono molto bene da anni: siamo fin troppo familiari con il sistema mafioso con cui il Partito Democratico gestisce il potere in Umbria. E sottolineiamo il termine "mafioso", perché la mafia, prima di essere criminalità organizzata, è innanzitutto gestione del potere attraverso squallidi metodi clientelari come quelli utilizzati dal PD nella nostra regione: metodi che vengono utilizzati per creare un sistema in cui politici, burocrati e imprenditori si alleano per banchettare indisturbati come sciacalli sulla pelle delle classi popolari. Bisogna dire a chiare lettere che quello su cui le indagini hanno acceso un faro è un sistema di potere che il Partito Democratico ha instaurato da anni in Umbria, sfruttando in modo spudorato e senza scrupoli lo stato di necessità di chi è alla ricerca di un lavoro, ricattando lavoratori e disoccupati attraverso un vergognoso "do ut des". Voglio rivolgermi anche a chi ancora vede il Partito Democratico come organizzazione di massa della "sinistra": diciamo con forza che questi personaggi sono agli antipodi di qualsiasi valore che possa anche lontanamente essere associato alla "sinistra" ed è proprio questo scandalo a confermare la necessità di un cambio radicale del sistema. Qui non ci vuole un'amministrazione virtuosa, qui ci vuole una rivoluzione! Oppure pensiamo che basti che una qualsiasi forza politica prenda il posto del PD per rompere questo sistema? Dobbiamo con forza cambiare radicalmente, ne va della qualità del nostro futuro".

L'Europa dei popoli contro l'Europa delle banche, del governo della finanza: sono i vostri slogan ma anche quelli, ad esempio, di Lega e Fratelli d'Italia... "Si sente dire spesso che il processo d'integrazione europea appartiene alla nostra tradizione politica. Nulla di più di sbagliato. Si tratta di uno degli argomenti più in voga utilizzati in questo momento dalla cosiddetta sinistra post-comunista, che oggi rivendica con fierezza il proprio contributo ideale a politico alla costruzione dell'Unione Europea. Questa "sinistra" è impegnata nella ricerca di un passato "nobile" della UE per meglio giustificare il sostegno all'integrazione europea che ha dato nel momento più alto della crisi economica, in cui l'opposizione alla UE era fortemente presente tra la popolazione. Come ogni storia che si rispetti il passare del tempo allenta la memoria collettiva, sbiadisce e distorce i fatti e ne altera la reale percezione. È un fenomeno molto diffuso nella sinistra di questi anni, che si riduce spesso a difendere posizioni una volta osteggiate, anche con forza, limitando i propri orizzonti in una spirale continua di sconfitte e arretramenti che conducono inevitabilmente alla capitolazione totale rispetto al proprio nemico di classe. A chi paragona il nostro antieuropeismo a quello della destra, è bene far capire oltre che ricordare di come i veri anti-europeisti siamo stati i comunisti da sempre. Quando nel 1957 venne chiesta alla Camera dei Deputati la ratifica del trattato di Roma per il mercato comune, il Partito Comunista votò contro, mentre i neofascisti del MSI votarono a favore. Nel 1992 i comunisti votarono contro il trattato di Maastricht mentre la Lega Nord votò a favore. Occorre smascherare l'ennesimo bluff della destra "sovranista". La differenza fondamentale sta nel fatto che, come dimostrano la fedeltà all'UE e alla NATO dichiarata in più occasioni da esponenti di punta della destra, nonché le politiche messe in atto dal governo gialloverde, le forze populiste e sovraniste non rappresentano alcuna alternativa, ma sono in realtà espressione di diversi settori del capitale in lotta per l'egemonia. Noi, al contrario, riconosciamo nell'UE una struttura asservita ai monopoli finanziari, pensata per schiacciare i diritti dei lavoratori e delle classi popolari europee. A differenza delle destre più o meno "sovraniste" noi proponiamo un modello sociale ed economico totalmente alternativo, sostenibile e di ampio respiro, che si può realizzare solo a patto di uscire, cambiando il sistema per intero. La soluzione di uscire dalla UE senza cambiare il sistema attuale, o tutt'al più uscendo soltanto dalla moneta unica, è pura follia. Si esce con il socialismo, coniugando il patriottismo con il coordinamento internazionalista dei partiti comunisti fratelli nel resto d'Europa, per realizzare, allora sì, l'Europa dei lavoratori.

Parliamo di lavoro e post-sisma: com'è possibile, secondo te, che in piena necessità di ricostruzione chiuda il cementificio di Spoleto e sia ridimensionata l'acciaieria di Terni, vale a dire due aziende importantissime del centro Italia, addirittura una delle quali è all'interno del cratere del sisma? "È possibile quando si ha una classe politica totalmente asservita agli interessi padronali. I due esempi posti nella domanda sono sintomatici. Se ci fosse un'economia controllata dalla politica avremmo potuto destinare ogni risorsa umana e produttiva alla risoluzione dei problemi contingenti: un'azienda come la ex Cementir, una produzione direttamente collegata alla ricostruzione che si trova in posizione strategica all'interno del cratere, non sarebbe mai stata sacrificata sull'altare della massimizzazione del profitto. Dobbiamo assolutamente comprendere questo aspetto: se si persegue il profitto privato di qualsiasi tipo, per un padrone italiano o straniero, chi perde è la collettività. Sappiamo, ad esempio, che le acciaierie di Terni rappresentano una parte fondamentale dell'economia sia umbra che nazionale, per il loro ruolo strategico. E cosa succede? Si permette che potenzialità produttive vengano ridotte progressivamente, andando ad incidere sull'occupazione e quindi sul futuro dei lavoratori, perché tale strategia fa parte dei piani di una multinazionale che considera il polo ternano un asset sacrificabile, riducendo i lavoratori a meri numeri su fogli di calcolo. Su quali basi economiche, logiche ed etiche dovremmo accettare una cosa del genere? Dovremmo espropriare aziende strategiche senza indennizzo, nazionalizzarle e successivamente affidare il controllo della produzione ai lavoratori. Gli utili, a questo punto pubblici, annullerebbero anche il ricatto tra lavoro e salute, poiché sarebbe possibile investire su grandi piani di occupazione, messa in sicurezza e conversione degli impianti produttivi per ridurne l'impatto ambientale. Cambiando il modello di produzione, possiamo lavorare meglio, meno e tutti, avere un territorio controllato con un ambiente sano ed essere veramente liberi di scegliere cosa fare e perché".

Questa Europa, che piaccia o meno, è figlia della Seconda Guerra Mondiale e anche, in parte, della Resistenza: quanto sono importanti, oggi, i valori dell'antifascismo di fronte al revisionismo storico che avanza? "Concordo, è figlia della seconda guerra mondiale, una guerra vinta grazie allo sforzo enorme dei movimenti di resistenza e all'enorme tributo di sangue versato dall'Unione Sovietica per la vittoria sul nazismo. L'equiparazione fra repubblichini e partigiani, contestuale all'operazione di accostamento tra comunismo e fascismo, è un'operazione culturale viscida e spregevole. Da anni, c'è una santa alleanza tra neofascisti, conservatori e "liberal" impegnati, ciascuno per i propri scopi, nella demolizione sistematica del valore reale, e non solo simbolico, dell'antifascismo, ma soprattutto nella distruzione sistematica di qualsiasi alternativa a questa società . A costoro non si può fare nessun genere di sconto o di distinguo. Vanno semplicemente combattuti.  Vivere in questi tempi, significa subire un bombardamento ideologico senza precedenti, che cancella e revisiona la storia del movimento operaio, recidendo i legami fra questa storia e le nuove generazioni, che oggi godono di sempre meno diritti. Un esempio concreto di questo scollamento storico è quello dell'estrema destra che incita alla lotta tra poveri contro gli immigrati e fa il gioco delle classi dominanti. Bisogna combattere contro chi schiaccia i popoli, ruba le risorse e sfrutta i lavoratori. Ecco perché per noi l'antifascismo slegato dalla critica al sistema, quindi dall'anticapitalismo, non rappresenta nulla se non una scusa agitata come bandiera da quelle forze che sono tra i principali artefici di questa situazione".



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I commenti dei nostri lettori

Neo

7 anni fa

@signor smith: tolto il bombardamento nucleare a guerra finita, lo sforzo bellico USA nella seconda guerra mondiale è stato praticamente in discesa. Soprattutto grazie alla strenua guerra di resistenza sovietica all'operazione barbarossa: in termini numerici, lo sbarco in Normandia è stata una miccetta. Nel frattempo fa piacere sapere che c'è chi studia la storia e la applica al contesto attuale, bravo di Benedetto.

Signor Smith

7 anni fa

Ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni, per quanto "strampalate" a qualcuno possano sembrare. Io credo che la fuga dall'Europa sarebbe quanto mai esiziale per l'Italia ma, come dicevo, le opinioni vanno rispettate... ma dare merito per la vittoria della Seconda Guerra Mondiale al tributo dell'Unione Sovietica (quella del Patto Molotov-Ribbentrop?), trascurando di menzionare il contributo (quello davvero fondamentale) degli Stati Uniti, pare esercizio davvero troppo ardito.

Spoletino doc

8 anni fa

Ottimo! questo giovane ragazzo dovrebbe essere preso a modello per la tutta la gioventù nazionale, non ho mai votato comunista ma questa volta lo farò, la gioventù di questa nazione deve essere così, cosciente, forte e preparata!

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