politica

Fusione tra Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, la Lega dice “No”

“Il Ministero smentisce il PD locale: non ci saranno maggiori risorse. Cittadini non coinvolti”

 

Fusione tra Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, la Lega dice “NO”.  Lo scrivono in una nota congiunta il Segretario Regionale, On. Virginio Caparvi, e Manuel Petruccioli, esponente Lega. "Questa posizione - spiega Caparvi - viene espressa sulla base delle recenti notizie diramate dal Ministero dell’Interno, a proposito


dell’accorpamento di due o più comuni, che smentiscono in maniera categorica le dichiarazioni del PD locale riguardo la possibilità per il nuovo Ente di ottenere maggiori risorse statali.

“Stando alle dichiarazioni del Sottosegretario, Carlo Sibilia – spiega Caparvi - la diversa misura dei contributi non costituisce anomalia, bensì la conseguenza del fatto che le risorse disponibili sono stanziate per legge in misura predeterminata, mentre il numero dei nuovi comuni istituiti a seguito di fusioni cresce gradualmente”. Come dire: più fusioni, meno risorse. Gli eventi interessati, infatti, sempre secondo il Sottosegretario, sono passati da 37 nel 2016 a 51 nel 2017 e sono previsti in ulteriore aumento nel 2018.
“Secondo il PD locale, invece – continua Petruccioli - con la fusione dei comuni Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria ci saranno a disposizione più risorse per la nuova entità amministrativa. In realtà non è così. I contributi variano di anno in anno e non è detto che ci siano maggiori introiti. Anzi, visto il numero sempre più elevato di Comuni in Italia che usufruiscono di tale accorpamento, le risorse potrebbero addirittura essere inferiori di quelle attuali. Ecco, dunque -continuano Caparvi e Petruccioli- che lo slogan utilizzato dal PD per sponsorizzare la fusione si sgonfia inesorabilmente di fronte al parere del Sottosegretario e di fronte ai numeri. Per di più, nel caso di specie, ancora più dubbia risulta essere la modalità con la quale si è avviato il percorso di fusione: perché costituire un comune di poco più di 10.000 abitanti e non coinvolgere anche altri comuni limitrofi? Domanda a cui il PD locale non ha mai dato risposta.

Risulta anche inconsueto e inopportuno -sostiene Petruccioli- procedere a tale soluzione senza prima aver consultato la cittadinanza. La manovra emerge, quindi, per quella che realmente è: una mossa di natura esclusivamente politica che, tra l’altro, manca di una componente fondamentale: il parere di chi i territori li vive, cioè i cittadini di Giano e di Gualdo.

Come Lega esprimiamo la nostra contrarietà a questa scelta di accorpamento e ribadiamo -concludono Caparvi e Petruccioli- la necessità a tal proposito di instaurare con la cittadinanza un dialogo aperto, utile a tutelare le reali necessità del territorio e non quelle di un partito politico in particolare”.



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