politica

Un flop il presidio per il diritto al lavoro

 
 
 
 
 
 
 
 

L'Usb non riesce a portare in piazza gli operai di Spoleto, Casa Rossa non si presenta. Adesioni del PC e di Rifondazione. Occasione mancata. Meritevole la risposta dei giovani

 

Ha vinto l'apatia. Un fallimento dal punto di vista organizzativo il presidio di lotta in difesa del lavoro di oggi pomeriggio (6 ottobre) in piazza Garibaldi, indetto dall'Unione sindacale di base (Usb) e disertato da tutti i lavoratori spoletini. E non solo da quelli. Il segretario Ettore Magrini, responsabile locale


dell'Usb, si è ritrovato praticamente da solo insieme ad uno sparuto numero di iscritti e a due delle tre formazioni sedicenti comuniste che, nei giorni scorsi, avevano aderito all'iniziativa. Se, infatti, il Partito comunista si è presentato con una nutrita e ben inquadrata rappresentanza di militanti - complice anche la concomitanza del congresso regionale, svoltosi proprio oggi a Campello sul Clitunno e che ha eletto segretario regionale Yuri Di Benedetto -, mentre Rifondazione Comunista ha preso parte all'iniziativa con un pugno di iscritti fra cui il neosegretario comunale Simone Di Filippo, al contrario Casa Rossa ha disertato completamente la manifestazione, per ragioni ancora tutte da chiarire.

Peccato per gli organizzatori, perché la presenza del segretario generale del PC Marco Rizzo - intervenuto come semplice militante senza prendere neanche la parola - aveva catalizzato le attenzioni di parte dei media regionali, al punto da spingere il Tgr a "coprire" l'iniziativa. La quale, purtroppo, non ha registrato la presenza proprio dei lavoratori delle aziende spoletine: chi per apatia, chi per il maltempo, chi ancora per paura, sta di fatto che nessuno dei tanti lavoratori, precari o meno, che ogni giorno si lamentano delle proprie condizioni salariali, è sceso in piazza con il sindacato Usb.

Unica nota davvero positiva: la massiccia presenza degli studenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), annunciata ampiamente dal segretario comunale del PC Filippo Capponi Brunetti e che ha confermato quanto i giovani, almeno quelli di estrema sinistra, rappresentati dalla coordinatrice regionale Francesca Antonini, tengano alla politica e soprattutto alle condizioni dei lavoratori in ottica di solidarietà sociale e per il proprio, stesso futuro professionale, che vedono sempre più lontano da Spoleto e dall'Umbria.

Di seguito le tre note diramate dal Partito Comunista-Fronte della Gioventù Comunista, da Rifondazione Comunista e, infine, dall'associazione culturale Casa Rossa, quest'ultima malgrado abbia deciso di non prendere parte all'iniziativa pur avendo aderito moralmente.

PC-FGC: "Lavorare tutti! Senza lavoro non c'è futuro. Spoleto rischia di diventare un deserto economico e sociale. Le principali attività economiche della città attraversano una crisi senza precedenti: da una parte il progressivo smantellamento del tessuto industriale spoletino, con migliaia di lavoratori che rischiano il proprio posto di lavoro, dall'altra un futuro di disoccupazione e precarietà per giovani e studenti, che saranno costretti a emigrare in cerca di lavoro. In questo contesto, le istituzioni locali, dopo aver espresso vicinanza e solidarietà ai lavoratori, fanno marcia indietro e tornano a cullarsi nella favola della Spoleto "città a vocazione turistica", rendendosi complici del progressivo smantellamento del tessuto industriale e produttivo spoletino e della mancanza di un futuro per i giovani. Altro che 'governo del cambiamento', l'unica garanzia sul nostro futuro è precarietà e sfruttamento. E' ora di dire basta e lottare per un domani diverso!".

RC: "Aderiamo perché pensiamo che, in questa società sempre più governata dalla 'competizione' e lanciata in una corsa sfrenata al dominio e alla prepotenza contro chi è più debole ed ha meno tutele e in particolar modo nello spoletino dove la crisi industriale è da tempo sotto gli occhi di tutti, i lavoratori e i più 'deboli' non devono essere lasciati soli. Tutta la città si deve mobilitare, deve essere al fianco del lavoro e dei lavoratori in ogni forma e difendere a tutti i costi quello che resta del tessuto industriale spoletino. Uno dei principali obiettivi e priorità dovrebbe essere, per noi, quello della ricomposizione di classe sia sul terreno sociale che su quello politico. Dovremmo cercare di riunire sotto la stessa lotta i disoccupati, i lavoratori salariati o precari, il moderno proletariato che attualmente sono frammentati, divisi, dispersi aprendo così la strada, per esempio, agli accordi aziendali al ribasso e alle riduzioni dei diritti fondamentali dei lavoratori fino al loro licenziamento. Tutta la città deve capire che la situazione occupazionale di Spoleto ha, ed avrà, una gravissima ripercussione anche a livello sociale, che il lavoro è un bene comune e come tale deve essere salvaguardato e difeso. E' per questo che pensiamo che ci si debba stringere intorno a questo tema".

 Casa Rossa: "Grazie all'Unione sindacale di base di Spoleto per aver tentato di fare una cosa importante per i lavoratori della nostra città. Solidarietà di classe! A fianco dei lavoratori, contro i licenziamenti, i tagli dei salari e dei diritti acquisiti. Imposti, subiti o concertati fa lo stesso. Solidarietà proletaria significa sempre: 'Proletari di tutto il mondo uniti'. Da Spoleto a Riace, da Rosarno a Piacenza. Proletari solidali con altri proletari, col proletariato internazionale che lavora e lotta, nei campi del sud Italia e nei magazzini della Pianura Padana. Per questo vengono ammazzati e viene arrestato chi li aiuta. Per questo sono stati ammazzati Soumaila Sacko e Abd Elsalam, sindacalisti dell'Unione Sindacale di Base, ed è stato arrestato Mimmo Lucano, sindaco di Riace. L'esempio degli ultimi della terra, dei primi tra gli sfruttati è contagioso. La loro capacità di lottare propria di chi non ha da perdere che le proprie catene fa paura. Fuggiti da terre lontane saccheggiate dall'Imperialismo, devastate dalle guerre accese dagli eserciti dei ricchi del mondo, oggi sono tra noi, operai tra gli operai, braccianti tra i braccianti, disoccupati tra i disoccupati. Sono il cattivo esempio che il padrone teme. Quel padrone che ha colpito, diviso, intimorito, corrotto tanti lavoratori italiani, con la complicità dei governi dominati da personaggi come Minniti e Salvini. Chi non ha mai smesso di lottare nei luoghi di lavoro oggi è più forte e meno solo. Il tempo della divisione e della paura non è finito ma comincia a finire. Il vento può cambiare e perché esso si alzi forte e vigoroso occorre che il blocco sociale del lavoro e della speranza comunista torni a saldarsi pezzo dopo pezzo. Giovani disoccupati italiani e migranti in cerca di lavoro, lavoratori a cui è stato tolto ogni diritto, precari del lavoro, immigrati sfruttati come bestie, sono una cosa sola, sono la classe che lavora. A loro è affidato il nostro futuro, insieme a loro faremo la nostra parte perché il cielo torni ad essere rosso".

 



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I commenti dei nostri lettori

Ettore Magrini

8 anni fa

La lotta di classe sta avvenendo, l'hanno scatenata e la stanno vincendo il Grande Capitale Finanziario e le Multinazionali che hanno prodotto una progressiva povertá in tutto il mondo. Le disuguaglianze sono aumentate, come lo sfruttamento di chi lavora ed il restringimento dei diritti, soprattutto dei giovani: Sarebbe importante evitare semplificazioni e strumentalizzazioni e confrontarsi sul come ribellarsi, sul rilancio della vera lotta di classe del proletariato per conquistare una vita dignitosa per tutti (le ricchezze ci sono!).

Roberto Quirino

8 anni fa

Bravo Spoletino doc!

Spoletino doc

8 anni fa

Questa cittá è strana, viene Salvini e ti trovi tutta Spoleto a fare massa per un selfie due giorni prima delle elezioni e poi viene fatto un sacrosanto presidio per i nostri lavoratori e chi partecipa viene accusato di strumentalizzare il tutto per fini politici. Ma Salvini e selfie non erano venuti sotto elezioni? Qui il fine politico immediato quale sarebbe? Non diciamo cazzate, bene il partito comunista che che non solo segue le questioni lavorative nel concreto, ma che aderito ad alla piazza chiamata da altri salvandola. Rispetto anche a Rizzo che ha dimostrato l'umiltá del semplice militante politico. Chi deve riconsiderare la propria attivitá è il resto dei gruppi di sinistra che farebbero meglio a chiudere la loro attivitá fallimentare. Casa rossa sopratutto in primis, l'ipocrisia concreta che francamente è riuscita solo a far allontare tanti a Spoleto per la conduzione familiare e veramente ridicola della politica. Se vogliamo trovare un responsabile per il flop e per l'allontanamento dei lavoratori è da guardare a tutta la vecchia sinistra più o meno radicale, non certo ai tanti giovani del partito comunista. A Cesare quel che è di Cesare.

Sant\'Abrogio

8 anni fa

Proletariato, lotta di classe, diritti dei lavoratori, scontro con i padroni, rivoluzione; parole che nell'epoca dei social hanno almeno 3 dita di polvere sopra. Se gli operai quasi non ci sono più per chi la volete fare la lotta di classe, contro quali padroni volete lottare che oramai sono tutti alla canna del gas? come fate a non capire che per difendere i diritti dei lavoratori prima bisogna trovare degli eroi che decidono di fare impresa, poi bisogna trovare lavoratori che siano pronti ai sacrifici, ma quelli veri, per far crescere le imprese, e poi, ma solo poi si può cominciare a rispolverare parole che purtroppo e sottolineo purtroppo, appartengono solo al passato. Uscite dai vostri involucri di pensatori, calatevi in mezzo alla gente e cerchiamo di capire e di creare lavoro, quel lavoro che non si sa più cosa sia.

giampy

8 anni fa

Solo a parole fanno i fatti, ma a quale fianco dei lavoratori, se sono rimasti soli come il cane, solo alla processione, descritta sul film di Don Camillo, Quattro gatti spelacchiati, non comandano più, i lavoratori se ne sono accorti, e se ne fregano delle parole del politichese, vogliono ed esigono fatti concreti, vogliono il lavoro e la loro retribuzione, vogliono i loro sacrosanti diritti di uomini, e non essere trattati come bestie al macello con subdole smancerie politiche!!!!!!!!!!!! Avoglia a portare RIZZO e le bandiere rosse, per fare numero, e bella coreografia, nessuno ci crede più, siete un fallimento completo, sia politicamente, che moralmente. Avete fatto ancora un memorabile FLOP!!!!!!!!!!! Giampy

Bodkin17

8 anni fa

@Fede: parla per te.

Partito Comunista - Spoleto

8 anni fa

Dal momento che veniamo tirati in ballo direttamente, crediamo sia importante contribuire al dibattito portando la nostra prospettiva sulla manifestazione di sabato, nella speranza che questa discussione possa aiutare ad aprire una fase diversa per le lotte dei lavoratori e delle classi popolari spoletine. Innanzitutto pensiamo sia utile sottolineare che l\'analisi del compagno Magrini è corretta: la fase di arretratezza in cui ci troviamo rende l\'organizzazione di qualsiasi mobilitazione dei lavoratori quanto mai difficile. Siamo delusi dalla scarsa partecipazione dei lavoratori, che però erano presenti, anche se in piccoli numeri. Sappiamo che non ci sono scorciatoie, ma questo non deve distoglierci dal compito che ci siamo posti: lavorare per supportare le lotte dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati e dei pensionati a difesa dei loro diritti sociali. Questo, come Partito Comunista, continueremo a farlo Crediamo che quanto leggiamo nei commenti, tuttavia, meriti alcune considerazioni che speriamo servano a inquadrare la manifestazione di sabato correttamente: 1. Il Partito Comunista ha aderito a una manifestazione convocata e organizzata dall\'USB. Abbiamo fatto nostra piattaforma organizzativa proposta dai compagni dell\'USB, quella della difesa del lavoro nel nostro territorio, e abbiamo ritenuto che dovesse avere il massimo risalto sia in cittá che nella nostra regione. Abbiamo dunque mobilitato i nostri militanti per assicurare la massima partecipazione a un evento che consideravamo di primaria importanza. Troviamo quanto meno curioso che si additi il nostro impegno per portare all\'attenzione della più vasta platea possibile la manifestazione dell\'USB, attraverso i media tradizionali e i Social Media, come elemento da criticare o, peggio ancora, come tentativo di egemonizzare la manifestazione, mentre alcuni di coloro che hanno proposto il presidio l\'hanno esplicitamente sabotato. Come si legge nell\'articolo, la presenza del nostro segretario generale, Marco Rizzo, che, è bene sottolinearlo, ha partecipato come semplice militante del partito, ha dato risalto nazionale alla manifestazione. Un\'opportunitá che siamo stati in grado di creare, ma che è stata purtroppo sprecata per sterili litigi da cortile. 2. Come nota il primo commentatore dell\'articolo, è surreale che si dica \"i partiti non hanno portato operai ma solo bandiere\", quando ci sono organizzazioni (ci riferiamo a Casa Rossa) che, dopo aver partecipato alle riunioni organizzative, si sono lasciate andare a puerili e sterili polemiche e alla notizia della partecipazione del compagno Rizzo, in veste di militante, hanno preferito non presentarsi al presidio, sabotandone in maniera miope la riuscita, disertando il presidio e contribuendo in maniera significativa al suo fallimento. Diciamo ai compagni di Casa Rossa che queste polemiche di piccolo cabotaggio non possono che essere bollate come autoreferenziali e non fanno che disgustare ulteriormente i lavoratori. L\'atteggiamento di chi è pronto ad affondare la barca pur di gettare in acqua chi non gli piace è sintomatico di quella parte della sinistra che è corresponsabile della fase in cui ci troviamo. Respingiamo questi comportamenti come deleteri e utili solo a far arretrare ulteriormente le istanze dei lavoratori. 3. A coloro che hanno commentato riguardo alla nostra partecipazione alla manifestazione facciamo notare che il compito di mobilitare i lavoratori, che non sono necessariamente militanti comunisti, è del sindacato che, in quanto organizzazione di massa è in grado di parlare a tutti i lavoratori, a prescindere dal credo politico. Per questo respingiamo le critiche di chi ascrive a noi l\'incapacitá di mobilitare i lavoratori, e segnaliamo che, non solo nel nostro settore erano presenti lavoratori, ma che un numero rilevante dei militanti che hanno partecipato con noi al presidio erano studenti che aderiscono al Fronte della Gioventù Comunista. E ricordiamo che gli studenti sono un\'importante settore della societá duramente colpito dalla crisi occupazionale. 4. Vale la pena di chiedere a chi dice che invece di portare i lavoratori della Maran abbiamo portato Rizzo, qual è il nesso logico fra l\'essere stata l\'unica forza politica a presentarsi ai cancelli della Maran (fatto incontrovertibile che sfidiamo il commentatore a smentire) e l\'avere una forte presenza in quell\'azienda. Il lavoro che abbiamo fatto a supporto dei dipendenti Maran lo lasciamo commentare a loro, se vorranno farlo. Invitiamo il commentatore a venire alle nostre riunioni e a discutere con noi le forme di lotta che ritiene appropriate invece di criticare sulla base di informazioni lacunose se non addirittura prive di fondamento. Della presenza di Marco Rizzo abbiamo giá detto. Confermiamo il nostro supporto politico a tutte le iniziative di lotta dei lavoratori spoletini. Sabato crediamo di aver dimostrato di essere in grado di mobilitare i nostri militanti e di dare il risalto mediatico che le loro lotte meritano. Continueremo a farlo nel futuro, convinti che l\'attuale fase di arretramento possa essere invertita soltanto attraverso l\'organizzazione.

Fede

8 anni fa

Flop è la parola giusta...come vi permettete di parlare di lavoro...se non avete mai lavorato... ...incredibile!!!! ..ma state tranquilli, con il reddito di cittadinanza si risolve tutto no?!?!?

M v

8 anni fa

Il problema dei razzi del pc è l'approccio ultra-mediatico e poco sostanziale, tipico di questa generazione. A leggere spoletonline o Facebook si aveva la sensazione di un forte nucleo del partito nella maran per esempio. "Noi gli unici ad essere presenti" e giù di li. Ieri di lavoratori maran non hanno portato nessuno. Hanno invece portato Rizzo. Allora bisogna fare meno sparate sui social e andarci nei posti di lavoro, non davanti ai cancelli ma come dipendenti. Guadagnare la fiducia dei colleghi, organizzarsi insieme a loro. Sembra che questi ragazzi, di buona volontá sicuramente, passano più ore su Facebook o alla libreria che a lavorare. E dove lavorano non hanno costruito nessun comitato, nessun nucleo di lotta...

Delegato RSU dell\'USB

8 anni fa

C'erano gli operai dello SMMT, una decina, iscritti e simpatizzanti dell'USB, c'erano alcuni operai ex Pozzi (4 o 5) che fanno iniziative da anni con l'USB e hanno guidato la lotta della IMS da sempre. C'erano alcuni operai di piccole aziende del territorio vicini all'USB. Non c'era nessuno della Maran e della Novelli, almeno che io conosca. I partiti non hanno portato operai ma solo bandiere.

Ettore Magrini

8 anni fa

Perché flop? Daniele dovrebbe sapere delle difficoltá ad organizzare presidi o a proclamare scioperi da parte anche di O.S. ben più grandi della USB. Ammetto che ci aspettavamo un numero maggiore di lavoratori, ma evidentemente il ricatto occupazionale si è fatto sentire molto forte. Comunque orgogliosi e per niente pentiti di aver dimostrato sostegno a chi rischia di perdere il posto di lavoro e anche a chi un lavoro non ce l'ha, in un contesto oggettivamente difficilissimo. Sappiamo di camminare controcorrente, ma non ci stancheremo di essere dalla parte degli fruttati e dei giovani senza futuro, consapevoli che il percorso sará lungo. Ettore Magrini - USB Territoriale

Bodkin17

8 anni fa

Cioè, non ho capito: non vanno alla manifestazione e poi scrivono. "A fianco dei lavoratori, contro i licenziamenti"? Ma è surreale!

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