economia

Poker Face

 
 
 
 

 

Dopo qualche settimana di vacanza (ma con occhio sempre vigile), riprendiamo con il nostro appuntamento settimanale. Ripartiamo dando uno sguardo veloce alle principali asset class da inizio anno fino a venerdì 28 agosto.

Mercati azionari: Dow Jones +5,04%, S&P 500 +8,52%, Nasdaq +17,47%, Euro Stoxx 50 -3,13%, Ftse Mib -7,10%, Nikkey -0,25%, Csi Shangai -17,59%

Mercati obbligazionari: Global Aggregate -1,52%, Euro Aggregate -0,20%, Global High Yield -1,94%, Corporate -1,98%, Global Inflation -2,57%

Mercati materie prime: Petrolio +15,78%, Oro -7,85%, Argento -14,35%, Rame -19,85%

Selezione fondi comuni: Carmignac Patrimoine -3,57%, Carmignac Securitè -1,46%, Templeton Global Bond -1,96%, JP Morgan Global Income -1,88%, BlackRock Eurobond -0,70%

Su 21 rilevazioni, solo 4 sono positive (di cui 3 negli Stati Uniti) e ben 17 sono in territorio negativo.

Il giorno 8 novembre 2016, a poche ore di distanza dalla vittoria elettorale del Presidente Donald Trump, i futures sull’S&P 500 si portarono nella notte a -5%, sull’aspettativa che il nuovo presidente non sarebbe stato all’altezza di ricoprire un incarico così rilevante:

(FIGURA 1)

Nel grafico, abbiamo evidenziato 3 macro aree principali, gli Usa, l’Europa e la Cina e il rispettivo andamento a partire proprio dalla data dell’elezione americana.

I fatti come spesso accade, hanno smentito le parole e le supposizioni, negli ultimi 22 mesi l’unico paese che è cresciuto considerevolmente sono proprio gli Stati Uniti.

La politica economica di Trump, si è rivelata vincente per il suo paese mentre tutto il mondo è in difficoltà.

Nella politica estera invece ha colpito con i dazi la Cina che potenzialmente entro il 2030 potrebbe superare gli Stati Uniti come super potenza economica.

Questo è un discorso molto complesso poiché essere una superpotenza è molto costoso. I costi per mantenere un grande esercito, condurre missioni diplomatiche e fornire aiuto ai paesi stranieri, si sommano. Più la Cina si estenderà dalla parte orientale verso il mondo, più pesante sarà l’onere.

Ecco i costi delle attuali spese militari:

(FIGURA 2)

Questi dati valgono più di mille parole su chi comanda al mondo, e su chi deve semplicemente “obbedire”.

Ma la partita più difficile per il futuro è quella sulla tecnologia, infatti come ha dichiarato il presidente russo Vladmir Putin l’anno scorso, qualunque nazione porti scoperte inedite in AI (intelligenza artificiale) “sarà il dominatore del mondo”.

Ecco spiegato il fenomeno Nasdaq e dei magnifici 9 che stanno letteralmente realizzando performance a tre cifre.

Siamo nel bel mezzo della terza guerra mondiale che rispetto alle prime due, non si sta combattendo con le tradizionali armi ma sul piano finanziario/ economico.

Questo particolare momento che passerà alla storia come era digitale, potrebbe essere molto pericoloso perché la posta in palio è molto alta.

Mentre i soliti mass media italiani parlano dello spread Italia/Germania (btp/bund), noi postiamo il grafico del vero spread che interessa i mercati internazionali ovvero Usa/Germania:

(FIGURA 3)

Sembrerebbe che lo spread tra i titoli di stato dei due paesi sia vicino ad un punto di inversione.

Questo rende il quadro generale ancora più complesso e pieno di insidie.

Faccia da poker, dovrà presto mostrare se le sue carte sono davvero così vincenti oppure è tutto un grande bluff!

(*) Chief Analyst - Neo Consulting Srl



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