politica

Incontro fra candidati, Barbanera (Confcommercio) dà senso a un evento noioso e afoso

 

Il presidente dell'associazione di categoria offre l'unico spunto interessante in un contesto piatto e artefatto

 

Che gli incontri-confronti fra tutti i candidati non siano mai un'occasione per veder emergere punti programmatici interessanti, non lo si scopre certo oggi. In quest'ottica, l'incontro promosso dal City Forum a Palazzo Mauri - non ce ne voglia il portavoce Grifoni - non ha certo fatto eccezione, con inoltre alcuni particolari non di poco conto a


peggiorare ulteriormente la qualità complessiva dell'evento.

In primo luogo la location non era indovinata, in quanto una sala stracolma in un sottotetto, alle 18 di una calda giornata di giugno, è quanto di meno invitante si possa immaginare. Inoltre i candidati avevano già ricevuto per tempo i temi e le domande cui sarebbero stati chiamati a rispondere, il che ha reso il dibattito ulteriormente sterile. Come se non bastasse, i quesiti erano piuttosto a carattere generico, al pubblico non era concesso interloquire - per la verità il pubblico era quasi interamente composto da candidati in consiglio comunale e addetti ai lavori, con tanto di claque - mentre alcuni dei quattro aspiranti sindaci hanno ricevuto suggerimenti tramite sms da vari "guardaspalle" seduti nelle prime file, il che evidentemente non ha deposto a favore di un minimo di genuinità nei discorsi e negli atteggiamenti.

Tutto ciò premesso, ad animare un sonnolento pomeriggio preelettorale come tanti ci ha pensato il presidente della Confcommercio e del ConSpoleto Tommaso Barbanera che, mentre le candidate Laureti e Bececco discutevano sull'importanza, per Spoleto, di avere maggiore voce in capitolo a livello regionale, si è chiesto meravigliato dove erano state entrambe fino a quel momento, dato che la Bececco governa da quattro anni la città mentre la Laureti, sia pur come figura tecnica, è l'assessore alla cultura e Turismo dell'amministrazione uscente.

Barbanera ha rinfacciato alle due amministratrici di aver assecondato le decisioni della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini per tutto il tempo del loro mandato, prima di abbandonare la sala per cercare temperature atmosferiche più miti, lasciando i presenti al caldo soffocante di Palazzo Mauri e conferendo almeno un senso all'incontro e alle agende politiche dei candidati.

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