politica

'Perché ho aderito al progetto del Laboratorio Spoleto per Umberto De Augustinis Sindaco'

 

La professoressa Miriam Carletti si presenta ai suoi concittadini

 

Credo che a Spoleto tanti già conoscano il mio impegno per la città e i suoi giovani, testimoniato da un lungo lavoro nella scuola, anche attraverso iniziative attuate per favorirne la crescita culturale, sia con l'insegnamento sia con numerose attività formative. Per tutte valga il progetto Itaca, che tanto


gradimento ha ottenuto durante gli anni in cui si è svolto. Mi è stato più volte fatto notare che le mie attività, pur non essendo politiche nel senso stretto del termine, hanno sempre portato valore aggiunto alla comunità. In questo momento desidero quindi continuare, con altri strumenti ed in altre sedi, questo mio impegno, consapevole dei tanti temi che interessano i cittadini. Da qui la scelta di aderire alla Lista Civica "Laboratorio Spoleto", promossa dal candidato Sindaco Umberto De Augustinis.

Tale lista, che si connota come Lista Civica, ancorché supportata da alcune forze politiche, contiene nel suo programma temi e proposte che condivido e nei quali mi riconosco. Ad essi intendo dare il mio contributo, ed in particolare ad alcuni, che riguardano il mio personale vissuto.

1. LA SCUOLA
La scuola, come scritto nel programma, dovrebbe essere sempre più organica alla città, con un sempre maggiore ampliamento dell' offerta formativa, che serva ad arricchire la formazione culturale dei giovani ed orientarli nelle loro scelte future. Dovrebbe diventare uno spazio vissuto tutto il giorno, in cui le attività prettamente didattiche svolte in orario antimeridiano siano completate con attività integrative (laboratori teatrali, multimedialità, corsi di educazione musicale, lettura critica delle opere d'arte, guida all'uso consapevole della rete...), della cui realizzazione dovrà farsi carico l'Amministrazione Comunale, coinvolgendo risorse e professionalità specifiche esterne alla scuola. Anche l'UNITRE potrebbe essere coinvolta in questo progetto.

Proposte, queste, non impossibili da realizzare, e che hanno un illustre precedente, il "Progetto Arcobaleno" realizzato dalla "Dante Alighieri" sotto la guida illuminata del Preside Francesco Pietrolati. La scuola, nel pomeriggio, deve farsi luogo di incontro tra studenti, insegnanti, genitori, esperti, senza eccessivi formalismi, ma anzi con l' obiettivo di formare una comunità libera ed aperta al cambiamento, recuperando una permeabilità che oggi è assai carente.

Ma se i "contenuti" che ho espresso sono importanti, parimenti essi debbono essere espressi e realizzati in "contenitori" consoni e funzionali, poiché in alcuni casi la forma e la sostanza si valorizzano reciprocamente. Nella realtà di Spoleto città, assistiamo paradossalmente, a fronte di una grande potenzialità di spazi, ad una sofferenza derivante dal loro mancato o non ottimale utilizzo. Ad esempio, il Palazzo Mauri, sede della Biblioteca Comunale, conserva ben poco del progetto che a suo tempo fu immaginato per questo prestigioso immobile. Ciò si traduce in un oggettivo spreco di risorse pubbliche.I suoi numerosi spazi inutilizzati o con funzioni non consone a tale complesso potrebbero agevolmente ospitare molteplici attività rivolte ai giovani, il tutto in un edificio di proprietà comunale.

Credo infine di non far torto alla mia obiettività se riservo una particolare attenzione ad una realtà che, anche per ragioni di cuore, mi è molto cara: la Scuola Media "Dante Alighieri". Perfettamente inserita nel tessuto del centro storico di Spoleto, con ampi spazi esterni ed una palestra di eccellenza, peraltro rimasta integra, a seguito del sisma del 2016 è stata ritenuta completamente inagibile e, come tale, sgomberata e trasferita nei locali della Scuola Media "Pianciani". E stata successivamente oggetto di approfondite analisi sismiche da parte di laboratori universitari, che ne hanno giudicato il possibile adeguamento antisismico, escludendo la necessità di demolizione, anche in considerazione del fatto che il fronte prospiciente lo Stadio sarà oggetto di interventi di consolidamento - a causa di una frana quiescente - con finanziamento già stanziato dalla Regione Umbria. La decisione di delocalizzarla in zona San Paolo, con finanziamenti della Protezione Civile che coprirebbero solo in parte l'onere dell'intervento, ha trovato nella città un diffuso dissenso in merito a tale scelta.

I ritardi nel progetto, le difficoltà in termini di viabilità, di parcheggi (giova ricordare che siamo a ridosso dell'Ospedale) ed anche i risvolti ambientali fanno sì che si imponga la necessità di un totale ripensamento di tale scelta, anche alla luce di un'analisi tra i costi ed i benefici che tale operazione, se attuata, comporterebbe.
Attualmente, quindi, la "Dante Alighieri" è destinata ad un rapido ed inevitabile degrado e fatiscenza, sia come edificio che per gli spazi che la circondano. Se la città vive anche di simboli che non sono necessariamente longobardi, medievali o rinascimentali,ma che sono comunque un patrimonio del cuore di tutti, non si comprende come sia possibile che un edificio che conserva la memoria di tante generazioni di Spoletini, e che può essere recuperato, debba essere condannato a morte certa, cancellato, e con esso rimossa parte dell' identità collettiva della nostra città.

2. LA REALE ACCESSIBILITA' AI SERVIZI PER IL CITTADINO
La mia diretta e recente esperienza di difficoltà nella deambulazione mi impone di rappresentare un problema da risolvere quanto prima: ho vissuto sulla mia pelle quante difficoltà possano incontrare nella vita quotidiana i cittadini se le loro legittime esigenze di accessibilità ai servizi vengono ignorate, e questo proprio da chi dovrebbe farsene carico e soddisfarle. Sotto questo aspetto a Spoleto c'è ancora molto da lavorare. L'amministrazione comunale può, e soprattutto deve fare la sua parte, rendendo l'accesso ai servizi il più possibile agevole e facilitato.

Lo Sportello del Cittadino, ad esempio, per sua stessa definizione, dovrebbe avere il massimo dell'accessibilità, essendo rivolto a tutti, ma la sua attuale collocazione e logistica non corrispondono assolutamente al perseguimento di questo obiettivo di civiltà e adesione alle esigenze di tutti i cittadini, con particolare attenzione a coloro che si trovano a fare i conti con la loro condizione fisica.
Intendiamoci, anche una mamma con il carrozzino è "temporaneamente svantaggiata", ma non dimentichiamoci mai che i giovani di oggi sono i vecchi di domani! Non trascuriamo il fatto che la maggior parte degli spoletini vive in periferia e nelle frazioni e si sposta in auto: perché costringerli a fare il gioco dell'oca per ottenere un certificato?

3. LA SURREALE SITUAZIONE IMU SULLE AREE EDIFICABILI
Tra le priorità che la nuova Amministrazione dovrà affrontare appare non più rinviabile l'aggiornamento dei valori dei terreni edificabili soggetti al pagamento dell' IMU. Questa imposta riguarda principalmente le periferie e le frazioni del comune di Spoleto. I valori di tali terreni furono stabiliti ben otto anni fa, epoca in cui il mercato e l'attività edilizia vivevano una fase positiva e di crescita. Da allora in poi, come tutti sanno, tale settore ha vissuto e sta vivendo una profonda crisi, che si è tradotta in una ridottissima attività edilizia e in una pesante svalutazione dei terreni edificabili, conseguente a una richiesta di compravendita pressoché assente.

I valori di tali terreni, già elevati a suo tempo, vennero stabiliti nel lontano 2011 dall'Agenzia del Territorio (il vecchio Catasto), ed approvati dal Comune, con la precisa raccomandazione all'Amministrazione di monitorare annualmente l'evoluzione del mercato, al fine di procedere alla loro revisione sulla base del reale andamento delle compravendite.
Nonostante che da otto anni il mercato notoriamente sia andato a picco, con conseguente abbattimento dei prezzi di mercato, le precedenti Amministrazioni non hanno voluto ridefinire i valori delle aree, né, almeno, ridurre l'aliquota dell'imposta IMU. Tutto ciò ha prodotto e sta producendo una profonda ingiustizia sociale, obbligando i proprietari a pagare un'imposta vessatoria, poiché basata su presupposti errati. Questo tema non è mai stato posto nelle sedi opportune, per provare a porre rimedio o ad avanzare proposte per ristabilire un'equità, oggi del tutto assente.

Molti cittadini si sono visti costretti a chiedere la retrocessione in agricolo delle loro aree edificabili, solo per l'impossibilità di sostenere tali pesanti oneri; molti altri, dopo aver pagato per qualche anno, sono diventati "evasori per necessità". Una revisione di tali valori, derivante da un'aggiornata indagine di mercato e aderente alla realtà, porterebbe senza dubbio a un carico d'imposta equa accettato dai cittadini e rafforzerebbe la fiducia nelle Istituzioni, che verrebbero percepite come attente alla Comunità che amministrano.

In conclusione, ho esposto -spero chiaramente- alcuni temi di interesse di tutta la nostra Comunità. Credo che essi vadano affrontati tempestivamente, poiché in questi casi il tempo non è una variabile indipendente: esso influenza la qualità della vita dei cittadini. Gli spoletini devono sentirsi parte di una comunità che esprime i suoi rappresentanti, ai quali si può e si deve chiedere conto delle scelte e delle decisioni che assumeranno.

(*) Candidata in consiglio comunale di Spoleto con la lista Laboratorio Spoleto

Spazio politico-elettorale autogestito. Articolo chiuso ai commenti



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