cronaca

Proclamato lo stato di crisi del Teatro Lirico Sperimentale

 

Nel mirino Regione, Provincia e i Comuni del territorio: 'Impossibile andare avanti così'

 

“Oggi, pur essendo stato fissato un incontro per tentare di trovare una soluzione al bilancio del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, gli amministratori del'Istituzione non sono riusciti a parlare con i dirigenti della Regione Umbria in quanto assenti per problemi importanti e chiamati a Roma”. 


A parlare sono i rappresentanti sindacali aziendali Cgil, Cisl, Uil del Tls attraverso una nota, a cui è stato allegato anche uno schema “di alcuni teatri similari dove potrete constatare le enormi disparità di trattamento che gli enti pubblici locali e regionali ‘riservano’ al Teatro Lirico Sperimentale”.

Attualmente lo stato patrimoniale dell’Istituzione “denuncia un deficit pari ad – 479.611,78 euro, dati ufficiali che si possono leggere sul sito del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto in quanto si tratta di un’Istituzione privata in controllo pubblico. Più che ‘in controllo’ si potrebbe dire ‘senza sostegno pubblico regionale e locale’. Occorrerebbe quindi: un sostanziale adeguamento contributivo al Tls da parte del Comune di Spoleto e della Regione Umbria; ridisegnare la suddivisione dei contributi a livello regionale incrementando in modo significativo la legge 17/04 (che attualmente è pari a € 544.500,00) per tutto il comparto ‘Spettacolo dal Vivo’ dell’Umbria; rifinanziare l’Alta Formazione professionale per le professioni della musica da parte della Regione dell’Umbria attraverso il Por-Fsr (attualmente azzerato per questo comparto).

Da considerare anche “che il Pil pro capite (dati Eurostat 2015) è - Italia =100 - Toscana = 108,5; Umbria = 88,6; Marche = 96,7; Campania = 63,5; Puglia = 65,3. In Campania e in Puglia le Regioni investono cifre molto rilevanti per lo ‘Spettacolo dal Vivo’ facendo scelte sui Fondi Europei. Per esempio a Salerno il Teatro Verdi riceve dal Ministero un contributo di circa 562.000 euro, 1.500.000 dai fondi Poc regionali e 2.000.000 direttamente dalla Regione. Il Teatro Lirico Sperimentale utilizza il proprio bilancio essenzialmente per il personale: artistico, tecnico, organizzativo e amministrativo (esternalizzata la contabilità, le buste paga, sicurezza, qualità, privacy e anticorruzione). Il costo del personale in generale è di circa 766.000 oltre a 176.000 di quote contributive e onori sociali a carico dell’azienda. Il tutto è pari a n. 7.814 giornate lavorative contributive che equivalgono ad un’azienda con una media di 28 assunti. La materia prima di un teatro sono 'voci e braccia per suonare e lavorare’”.

Da qui la richiesta che “l’Istituzione venga ricapitalizzata con contributi straordinari pari a 500.000 euro. Di fatto nel passato la Regione ha concesso contributi straordinari a partire dal 2004 per 150.000, 150.000 e 40.000. Altrettanto ha fatto il Comune, a partire dall’anno 1984, impegnandosi all’epoca a versare 50 milioni di lire annuii per venti anni oltre a vari contributi straordinari pari a circa 150.000 negli ultimi 8 anni”. E non finisce qui: “Si aggiunga inoltre la scorrettezza da parte della Provincia di Perugia che si era impegnata a pagare una quota di un mutuo che l’Istituzione è stata costretta ad accendere per la realizzazione del Teatro di San Nicolò per conto del Comune di Spoleto e della Regione dell’Umbria, oltre che vari altri ‘sgarbi’ quali trasferimenti di sede, lavori straordinari nella sede, sfratto da magazzini presso la stazione ferroviaria e presso il complesso dell’anfiteatro, mancato uso del Teatro Nuovo ovviamente aperto solo per il Festival quando erano in corso i lavori, ma altrettanto ovviamente chiuso per lo Sperimentale: umili con i potenti, potenti con gli umili”.

Questo ha comportato “allestimenti e preparazioni degli spettacoli in varie città umbre invece che Spoleto tra cui Todi e Perugia con altissimi costi a carico dell’Istituzione. C’è anche da stigmatizzare il comportamento dei Comuni umbri quali Perugia, Assisi, Todi e Orvieto che, sino a qualche anno fa, versavano un contributo pari a 5.000 euro oltre alla concessione gratuita dei teatri e dei servizi connessi, come normalmente fanno per il Teatro Stabile dell’Umbria ma non per noi.

Altra cosa scandalosa è il fatto che alcuni Comuni oltre a non fornire nessun tipo di contributo a sostegno di uno spettacolo che ha valore culturale e sociale ci fanno pagare il nolo dello spazio e persino i servizi e a Todi e Perugia persino l’apertura della buca d’orchestra. Vi preghiamo di considerare che per esempio i servizi che ci vengono addebitati dal comune di Todi tramite le solite cooperative, in precedenza “La torre” ora “Sistema Museo” sono pari ad oltre 3.500 ogni volta. Essendo un teatro piccolo, gli incassi sono inferiori alle spese. Una vergogna!”. 

Ecco perché “a nostro avviso è necessario che la Regione Umbria riacquisisca la centralità politica della gestione dello spettacolo dal vivo non privilegiando solo alcuni soggetti. Noi abbiamo il riconoscimento della personalità giuridica, che vi alleghiamo, dove però è scritto che l’Istituzione ha carattere di “unica struttura di riferimento stabile per la musica lirica”. L’Istituzione non può andare avanti, così vengono messi a repentaglio i posti di lavoro del personale stabile e dei tecnici e dei lavoratori stagionali di Spoleto e umbri che sono circa, tra coro e tecnici, cento persone, oltre l’indotto delle ditte umbre che noleggiano luci e fonica e svolgono i trasporti. Vi preghiamo anche di considerare che una recita d’opera, quale per esempio La Traviata, coinvolge n. 45 strumentisti, n. 9 solisti, n. 20 tecnici, n. 40 coristi, oltre al personale di facchinaggio, organizzativo e amministrativo”.

Infine “è altrettanto grave che non vengano attivati i corsi di Alta Formazione per mestieri dello spettacolo, per i quali la nostra Istituzione è stata riconosciuta come polo d’eccellenza. Questo tipo di attività veniva svolta dal Teatro Lirico Sperimentale, il C.U.T. di Perugia, la Scuola di Giornalismo di Perugia, il Centro Teatrale Santa Cristina di Luca Ronconi di Gubbio e la Scuola di Restauro del Libro di Spoleto. Tutte queste realtà non godono più di alcun tipo di sovvenzione, che comunque venivano assegnate tramite un bando, e che in ogni caso era di circa 200.000 annui per ogni Istituzione”.

Spoleto

 

Piacenza

Teatro Lirico Sperimentale

 

Fondazione Teatri di Piacenza

 

 

 

Teatro di Tradizione

 

Contributo Ministero

661.000,00 €

 

Contributo Ministero

564.695,00 €

Contributo Regionale

91.000,00 €

 

Contributo Regionale

161.400,00 €

Comune di Spoleto

€ 79.000,00*

 

Comune di Piacenza

1.280.000,00 €

Fondazione CARISPO

50.000,00 €

 

Sponsor IRETI S.p.A Energia

220.000,00 €

Sponsor e inserzionisti pubblicitari

30.000,00 €

 

Cariparma e Fondazione C.R. Piacenza e Vigevano

333.606,10 €

* di cui € 25.000,00 vengono riversati al Comune per i costi dei teatri

 

 

 

 

Macerata

 

Livorno

Associazione Arena Sferisterio

 

Teatro Carlo Goldoni

Teatro di Tradizione

 

 

Teatro di Tradizione

 

Contributo Ministero

756.315,00 €

 

Contributo Ministero

497.000,00 €

Contributo Regionale

500.000,00 €

 

Contributo Regionale

170.000,00 €

Comune di Macerata

470.000,00 €

 

Quote sociali

1.532.980,00 €

Sponsor

291.679,00 €

 

Sponsor e contr. da soci sost. aderenti

369.834,00 €

 

 

 

 

 

Modena

 

Teatro Stabile dell'Umbria

Fondazione Teatro Comunale

 

 

Teatro di Tradizione

 

 

Teatro di Prosa

 

Contributo Ministero

920.657,00 €

 

Contributo Ministero

1.000.000,00 €

Contributo Regionale

247.500,00 €

 

Contributo Regionale

950.000,00 €

Quote sociali

2.916.836,62 €

 

A questo si aggiungo le quote dei Comuni soci che non si ricavano dal bilancio e i contributi degli stessi Comuni per gli spettacoli che vengono distribuiti

Sponsor e contr. da soci sost. aderenti

224.900,00 €

 

 



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