politica

Partito democratico, tensioni ma anche franchezza in assemblea

 

Minoranza presenta documento e torna sull'Aventino. Non è amore ma neanche resa dei conti. Al lavoro per la ricerca di un candidato condiviso che metta tutti d'accordo. Verso l'apertura al civismo, ma il rischio di perdere ancora consensi è reale

 

L'Ok Corral non c'è stato, in viale Trento e Trieste, dove tuttora è in corso l'assemblea del Pd di Spoleto alla disperata ricerca dei numeri, e del progetto politico, per competere alle prossime amministrative. Anzi, al contrario di quanto i maggiormente pessimisti si aspettavano, per la prima volta dopo il


congresso dello scorso inverno la componente minoritaria dell'assemblea si è presentata nel massimo consesso del partito cittadino. Con un documento che è l'ennesimo disconoscimento di legittimità del congresso e dell'assemblea e, al contempo, una proposta-provocazione dalla quale si potrebbero gettare le basi per un percorso condiviso.

Andando con ordine, la presidente Palazzi, in apertura, ha dato comunicazione della formale richiesta delle primarie fatta pervenire l'8 marzo scorso dalla mozione risultata perdente al congresso. Una richiesta, questa, che è giunta fuori tempo massimo rispetto a quanto stabilito dallo statuto del partito, che fissa una distanza temporale non inferiore ai quattro mesi dalle elezioni di riferimento per svolgere le primarie.

E' stata poi la volta di Cardini. Dopo essersi dichiarato "felice" di vedere tanti volti nuovi in assemblea, il segretario comunale ha fatto appello all'unità di intenti all'interno del partito, convinto che "insieme si può risollevare la città". Il coordinatore ha poi rendicontato all'assemblea gli esiti delle consultazioni avviate qualche settimana fa con le altre forze politiche cittadine, compreso Rinnovamento per Spoleto e Lista Due Mondi. Le priorità emerse sono lo sviluppo economico sotto ogni sua forma, politiche di investimento strutturali e fiscali per attrarre nuovi imprenditori, le infrastrutture, la sanità e i servizi indispensabili da salvaguardare e, ovviamente, il Festival dei Due Mondi. Il segretario ha ribadito che "nessuno ha preso accordi con nessuno", ma anche che "il Pd deve aprirsi alla società civile per essere rappresentativo di tutti i cittadini, auspicando che il partito si faccia artefice di un tavolo di coalizione civica in grado di essere più larga possibile, includendo tutti coloro che intendano concorrere al rilancio della città e del territorio, senza personalismi.

Ed eccolo, a seguire, l'intervento della serata, con la mozione minoritaria che dopo lunghi mesi ha rotto il silenzio in assemblea. Il candidato di riferimento al congresso, D'Angeli, ha preso la parola per leggere il comunicato della componente minoritaria. Una nota molto dura, intransigente e in qualche modo ancora ostile nei confronti della mozione risultata vincitrice, ma anche una proposta di mediazione che il Pd ha il dovere di tentare, come evidenziato dagli interventi successivi. Eccola di seguito:

"La partecipazione a questa assemblea vuole essere un atto di responsabilità nei confronti della città in vista delle prossime elezioni amministrative e non il riconoscimento di un organismo legittimato da un congresso che non ha dato a tutti gli iscritti la possibilità di esprimere il proprio candidato. Per senso di appartenenza quindi al Pd è nostra intenzione verificare la possibilità di partecipare all'azione politica attraverso il riconoscimento da parte del segretario comunale e dell'assemblea dei seguenti punti:
1. Considerata la reiterata rivendicazione della legittimità dell'attuale assemblea costituitasi con palesi irregolarità, si chiede il riequilibrio paritetico nel numero dei componenti degli organismi statutari, attraverso la cooptazione dei soggetti attualmente esclusi
2. Auspichiamo che non accadrà più e per questo contestiamo fortemente gli incontri effettuati con forze politiche storicamente avversarie prima ancora di aver cercato la convergenza con una parte sostanziale del partito, importante anche per la costruzione programmatica di quella che sarà l'azione politica qualora saremo al governo della città. Convergenza che non può materializzarsi solo nell'invito a partecipare all'assemblea non legittimamente riconosciuta
3. nello spirito di democraticità che sempre ha contraddistinto il partito, organizzare le primarie per l'individuazione delle persone disponibili a rappresentare il Pd, a meno che non ci sia la volontà, in tempi brevissimi, a lavorare per una candidatura largamente condivisa, nell'ottica di una auspicata e ritrovata unità politica, programmatica e rappresentativa".

Insomma, in poche parole i 25 delegati di minoranza dicono ai 35 maggioritari: "Non vi riconosciamo come legittimi vincitori del congresso, non dovevate parlare con le altre forze senza prima raggiungere un accordo con noi che rappresentiamo comunque la quasi metà degli iscritti che a quel congresso illegittimo hanno comunque potuto partecipare ma, in ogni caso, facciamo le primarie per trovare la squadra e la quadra (cosa impossibile da statuto, ndr), oppure pensiamo entro poche ore a qualcuno che possa mettere tutti d'accordo". Per fare ciò, D'Angeli ha offerto alcuni giorni di tempo alla segreteria affinché appronti un tavolo di dialogo.
Dopodiché, l'intera componente minoritaria - tranne lo stesso D'Angeli, rimasto per i tre interventi successivi - ha abbandonato i lavori assembleari, in coerenza con la linea di non partecipazione a oltranza che perdura dal dopo-congresso ad oggi.

Dopo l'intervento tecnico di Surace, che ha offerto una lettura del voto del 4 marzo che vede il Pd in rimonta nel centro storico mentre cala a picco nelle periferie, specialmente quelle più popolose, hanno preso la parola, nell'ordine, l'ex sindaco Benedetti, l'ex vicesindaco Lisci e l'ex consigliere comunale con delega alla Sanità Trippetti, tornato a spendersi anima e corpo nelle ultime settimane per cercare di rimettere il naso in faccia a un partito che sembra ormai privo di identità. Nel suo intervento, l'ex sindaco ha espresso apprezzamento per l'intervento della minoranza interna, pur criticandone l'atteggiamento di abbandonare l'assemblea senza prestarsi al dibattito. "Non sono mai stato innamorato delle primarie - ha detto Benedetti - e oltretutto non ci sono i tempi. L'analisi di Surace ci dice che così come siamo messi oggi non andiamo neanche al ballottaggio. Facciamo allora tutti un passo indietro per il bene della città e cerchiamo una coalizione larga, un candidato sindaco condiviso che potrebbe anche non essere del Pd. Non ci vedrei nulla di scandaloso. Ma non possiamo più perdere tempo, i nostri potenziali alleati - sia quelli storici sia quelli che potrebbero far parte di una nuova coalizione - ci guardano come punto di riferimento. Sediamoci già da domani e non usciamo più finché non abbiamo trovato una proposta convincente da proporre all'esterno. Ma dobbiamo smetterla di litigare".

Meno diplomatico, e sicuramente più di pancia, l'intervento di Lisci: "Ciò che stiamo vivendo è imbarazzante. Trovo altamente scorretto delegittimare un'assemblea come se il congresso non ci fosse stato. Tra l'altro le regole le ha stabilite la commissione provinciale, senza che io ricordi di chi è amico il presidente di quell'organismo (Maurizio Manini, storico uomo dell'ex segretario Bocci, la cui corrente ha perduto il congresso locale, ndr). Se non si capisce che determinate ambizioni personali vengono dopo i disagi e i problemi degli operai che devono vendersi persino i pochi gioielli di famiglia per mangiare, non abbiamo capito niente (l'espressione è un po' più colorita, ndr). Io sono il primo a farmi da parte se ciò è utile per riprendere il cammino, ma se non si sbollisce prima tutto questo rancore nei confronti di chi ha vinto legittimamente il congresso, di cosa stiamo parlando? Quando si perde una partita, ci si prepara per la prossima. Siate più bravi in futuro e giocatevi meglio le opportunità al congresso successivo".

Trippetti, nel prendere la parola, ha ricordato come non fosse "mai successo che in un'assemblea una parte si alzasse e non discutesse. Tuttavia prego il segretario - ha detto l'ex consigliere comunale - di prendere la parte positiva dell'intervento della componente minoritaria, che significa la forte richiesta di trovare una quadra. Chiedo quindi non di fare proprio il documento presentato stasera, ma di prenderlo come mezzo per organizzare entro 24 ore un tavolo che nel giro di pochi giorni riporti l'unità nel partito. Il Pd ha ottenuto il 24% dei voti alle ultime politiche, senza che nessuno si muovesse realmente, senza cioè che ci fosse in campo una squadra forte, la migliore squadra possibile. Dal 24% ripartiamo per ottenere un risultato superiore a quello del primo turno del 2014 (31% il Pd e 41% la coalizione, ndr). Dobbiamo però aprire al civismo. Perciò chiedo che la minoranza interna venga rapidamente convocata al tavolo per individuare un candidato condiviso. la possibilità di vincere esiste, lo abbiamo visto analizzando i flussi del voto".

In conclusione, il Partito democratico sembra crederci davvero, e in questo senso la candidatura dei 5 Stelle - giudicata debole da più parti - potrebbe rimetterlo in carreggiata per raggiungere il ballottaggio. Vero è che cercare alleanze a destra, magari con chi ha amministrato negli ultimi quattro anni, rischierebbe di far perdere ulteriori consensi a quello che un tempo è stato il principale partito della città e della regione. L'epilogo della soap opera arriverà entro pochi giorni, al massimo una settimana.



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I commenti dei nostri lettori

velleitario

8 anni fa

Complimenti al medium che prevede il futuro......un nuovo profeta del XXI secolo!!Il guaio della vita di oggi è che molti di noi muoiono prima di essere nati pienamente.........Ad maiora.

Bastonate e acqua fresca!

8 anni fa

La storia del PD di Spoleto è finita. Perderanno le elezioni a Spoleto. Perderanno Terni e poi Foligno, Umbertide e poi la Regione. Perugia sará rivinta da Romizi. Bocci non c'è giá più. La Marini non ci sará più. Iscriversi al PD non garantirá più nulla. Allora tutto finirá nel silenzio della normalitá. Così, semplicemente.

Velleitario

8 anni fa

Non è mia intenzione fare il moralizzatore di giustizia in questa situazione complicata,pesante, per il Partito Democratico di Spoleto.Emergono alcune considerazioni.Sono legittime tutte le posizioni esplicitate dai componenti della maggioranza dell'assemblea.(pur se alcune mirabolanti)Tuttavia per senso di responsabilitá verso il partito e i cittadini,occorre necessariamente andare oltre.Come ricerca della veritá/realtá,della giustizia,dei fatti che hanno prodotto lacerazioni e incomunicabilitá.La ricerca della veritá è più preziosa del suo possesso.Come dire che è più importante la strada che porta a casa dalla casa stessa.Altrimenti ho il sospetto che la Democrazia stia diventando una disciplina per minoranze.........eleganti come lo Yoga.A)Ricerca della giustizia in questo contesto:consiste nelle volontá di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione,l'equitá e la legge.B)Il diritto oggettivo:come ci insegna Rodolfo Venditti studioso di diritto,egli ci ricorda che l'insieme delle norme giuridiche che regolano i rapporti di una comunitá e che comandano o vietano determinati comportamenti ai soggetti che ne sono destinati.......C)Trovo altrettanto legittimo il Comunicato della componente della minoranza dell'assemblea:Anch'egli possiede una parte della veritá/realtá.Oppure nei tre punti viene mistificata con menzogne irricevibili?E' necessario quanto prima rimuovere l'egotismo,il narcisismo dell'ignoranza.Far emergere il buonsenso smarrito,la coerenza tra pensiero e azione.Accusare gli altri delle proprie disgrazie è conseguenza della nostra ignoranza,accusare se stessi significa cominciare a capire,non accusare ne se,ne gli altri,questa è la vera saggezza.Ad maiora.

Barman a Pannocchie § Bruscolini

8 anni fa

E tu credi che un bel night club con qualche entraineuses possa servire a fare smettere i litigi e a creare allegria tra i "strepennati" del PD? Sei un illuso! Bene che va, dopo aver tracannato qualche cocktail o qualche whisky, con la loro allegria troveranno il sistema per prendersi a cazzotti alla prima occasione, litigandosi le grazie nascoste di qualche transessuale o di qualche baldracca. Senza considerare l'intervento risolutorio di qualche moglie o di qualche marito che viene tradito E sará di nuovo tristezza! E forse anche qualche altro divorzio.

gianluca

8 anni fa

Io sto con Sandro Proietti.

Panenocchie&bruscolini

8 anni fa

Quando,frammentazione su frammentazione,nella sede di Viale Trento e Trieste non entrerá che qualche spiffero d'aria dalle finestre,potrá avviarsi un progetto concreto per far rivivere tale gloriosa sezione:un bel night club con entraineuses di qualitá.Allora tornerá allegria in un luogo intriso di litigi e tristezza.......e forse anche qualche militante

Missioone impossibile.

8 anni fa

Dopo la sonora batosta elettorale del quattro marzo, la cosa più sorprendente è che gli adepti del PD spoletino, ma anche quelli del PD nazionale, credono di essere diventati tutti dei Lazzari. Non è che cercano di fare un "mea culpa" del loro operato, sforzandosi di essere più umili e cercando di capire i veri motivi che li ha fatti cadere così in disgrazia nei confronti dei cittadini, ma sperano di commuovere ancora Gesù, per farlo venire a Spoleto, affinché, come ha fatto molti anni fa con Lazzaro, ripeta lo stesso miracolo. Facendo resuscitare qualcuno di loro con il ruolo di Sindaco. Però, dubito che egli si prenda questa responsabilitá, visto l'esperienza e il significato che gli spoletini attribuiscono a Lazzaro. Infatti, essi, per adattare di più il significato di questo nome alla loro situazione, lo hanno ribattezzato aggiungendogli due lettere in più nel finale, facendolo diventare Lazzaro-ne. Quindi, difficilmente vedremo Gesù rivolgersi a qualcuno di loro per esclamare:Svegliati Lazzaro! Dandogli l'ordine, sará costretto a calarsi nella situazione in cui sono ridotti gli spoletini e a interpretare il loro desiderio. Il che vuol dire rivolgersi a un altro Lazzaro. In questa cittá, cosa divinamente, materialmente e politicamente difficile!

ISCRITTO PD

8 anni fa

SIG.Proietti forse e' al contrario la minoranza e'arrogante, arriva dice 3 stupidagini e va via questo e' pensare al bene dei cittadini e della citta' o pensare a personalismi imparate come si sta' all 'interno di un partito adesso mi rendo conto perche' siete minoranza e perche' anche l'ultima volta abbiamo perso fatevi un bagno di umilta'

Sandro Proietti

8 anni fa

Questa maggioranza arrogante del Pd spoletino, che è andata al potere grazie ai bari del "Mago Otelma", ha rimediato l'ennesimo schiaffo in faccia! La speranza è che i pochi a restare in piedi sul ring abbiano l'umiltá di rendersi conto che la loro maggioranza negli organi statutari è minoranza nella cittá !! Al signor Lisci, che è solito offrire show esilaranti senza pagare il biglietto, vorremmo rivolgere questa domanda: i problemi degli operai si risolvono alleandosi con il milionario Zefferino Monini, la cui assenza nelle crisi industriali della cittá è stata a dir poco imbarazzante???!!!

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