cronaca
Il quartiere di Pontebari nel degrado: lettera aperta dei residenti al vice sindaco Bececco
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Il quartiere di Pontebari nel degrado: lettera aperta dei residenti al vice sindaco Bececco
Il testo è stato firmato da oltre 200 persone: 'Situazione attuale insostenibile'
E' stata sottoscritta da oltre 200 persone la lettera aperta che gli abitanti del quartiere di Pontebari hanno inviato nei giorni scorsi al vice sindaco Maria Elena Bececco per sottolineare le numerose criticità dell'area ed invitare il Comune ad attivarsi il prima possibile.
Ecco il testo completo della missiva:
"Noi sottoscritti, con la presente, vogliamo mettere a conoscenza dell’Amministrazione Comunale, in merito alla situazione di abbandono, diventata ormai insostenibile, nella quale si trova il nostro quartiere. In particolare si parla del tratto di strada provinciale Tuderte, che va dalla rotonda davanti al Bar The Gemel’s (Pontebari) all’abitato degli uffici delle Poste (Malfondo), nonché il primo segmento di strada che dall’incrocio porta a Protte, San Giacomo, Casa di Reclusione; un tratto ad alta densità abitativa, di attività commerciali e di traffico.
Per quanto riguarda la strada principale Tuderte che porta alla Bruna è mancante di una illuminazione adeguata, poiché i lampioni, quando funzionano, sono coperti dalle piante che ne limitano la diffusione, per non parlare delle condizioni del manto stradale e della mancanza di marciapiede o di insufficienti passaggi pedonali che ci permettano di attraversare la strada in assoluta tranquillità.
Coloro che abitano nei pressi dell’incrocio e lungo la strada che porta alle carceri sono ancora più penalizzati, in quanto l’illuminazione è scarsa, il manto stradale dissestato e mancante di una adeguata cunetta che possa permettere di camminare senza pericolo; inoltre lo stretto bordo stradale non viene mai pulito dagli accumuli di foglie e fango e nei periodi di pioggia la strada si trasforma in fiume che trasporta di tutto, in quanto non ci sono griglie o pozzetti che ne consentano la raccolta.
Facciamo altresì presente che molte automobili transitano a velocità molto alta e per questo si verificano spesso incidenti presso il suddetto incrocio, dove le auto, sbandando, entrano nelle nostre proprietà e abbattono le recinzioni (spesso senza essere identificati e quindi senza risarcire gli eventuali danni, anche rilevanti, che causano). Basterebbe, a nostro parere, mettere dei dissuasori o dei rilevatori di velocità funzionanti che limitassero gli eccessi e i pericoli.
La beffa più grande è quella di aver speso i soldi di noi contribuenti per installare un semaforo (tra l’altro non funzionante, come anche i rilevatori di velocità) nell’incrocio per entrare nel parcheggio del Conad e non prevedere niente nell’incrocio più importante e pericoloso in questione. Come si dice a Spoleto, forse si aspetta che ci sia il morto!
Infine, segnaliamo il pericoloso ingorgo che, giornalmente, si verifica per l’ingresso e l’uscita dagli uffici delle Poste a causa dell’esiguo parcheggio interno per le auto. Frequenti sono già state le segnalazioni personali prodotte da noi cittadini ai vigili urbani o ad amministratori comunali senza aver avuto un riscontro tangibile. Con la speranza che quanto esposto venga preso in considerazione, portando a prendere provvedimenti in merito alla questione, inviamo distinti saluti".
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I commenti dei nostri lettori
rosso di montefalco
9 anni fa
In questi anni è stata disegnata dalle giunte di tutti i colori politici una Spoleto a due facce: la gente è stata cacciata dal centro storico, chiusi i locali per giovani, a casa mia è scomparso il parcheggio e ora c'è lo spazio albergo, insomma da una parte la cittá di don matteo, dall'altra la cittá dei poveri: ponte bari, san martino, zona pep. Le diseguaglianze sociali non ce le deve spiegare l'istat, basta guardare in casa nostra. evviva il liberismo
fabio
9 anni fa
Sarebbe anche ora di potare i lunghissimi rami degli alberi (che vanno dall\'ex mulino fino a Mennoli) perche\' i piu fragili cadono sulla strada inoltre in certi punti nascondono i lampioni ( tra l\'altro uno di questi si accende e spegne per conto proprio).
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