Salute

Ospedale, nominato il nuovo primario di Radiologia

 

Si tratta di Vincenzo Iaconis, specialista in radioterapia oncologica e radiodiagnostica

 

Il nuovo anno si è aperto, all’ospedale “San Matteo degli Infermi”, con l’insediamento di un nuovo primario, il dr. Vincenzo Iaconis, che assumerà per i prossimi cinque anni l’incarico di Direttore della Unità Operativa Complessa di Radiologia e di Radioterapia dell’Ospedale di Spoleto e Direttore del Servizio di Radiologia dell’Ospedale di Norcia e Cascia.

Si tratta dell’ennesima importante acquisizione di un illustre professionista da parte dell’Azienda Usl Umbria 2 che permetterà un salto di qualità nell’offerta assistenziale e di cura. Classe 1955, specialista in radioterapia oncologica e radiodiagnostica, il dr. Iaconis (foto in allegato) ha svolto una lunga e importante attività nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni dove ha anche ricoperto, a partire dal 2010, l’incarico di responsabile di Diagnostica Radiologica in Pronto Soccorso. Soltanto negli ultimi dieci anni ha effettuato oltre 17 mila esami di Radiologia Tradizionale; 30 mila esami di ecografia internistica; 11.609 esami di TC TB senza e con m.d.c. e 2.535 esami di Risonanza Magnetica.
“Il dr. Iaconis è un professionista di grande esperienza - dichiara il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 dr. Imolo Fiaschini nel presentare il nuovo primario - che ha già ricoperto incarichi di responsabilità all’Azienda Ospedaliera di Terni. La sua nomina conferma il nostro percorso volto a garantire e, se possibile, potenziare gli elevati livelli di qualità dei nostri ospedali”.



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I commenti dei nostri lettori

Vincenzo Iaconis

8 anni fa

Stia tranquilla cara domanda spicciola spicciola, ho accanto a me ben 9 promettenti professionisti che possono beneficiare da subito della mia esperienza.

Domanda spicciola spicciola..

8 anni fa

Al di lá del curriculum che può vantare il nuovo primario, salta subito all'occhio la sua etá. Infatti, visto la vicinanza della sua etá alla quiescenza, viene da chiedersi se non sia il caso di affiancargli giá da subito qualche giovane promettente dottore della cittá per fargli fare esperienza e per permettere ai cittadini di beneficiare delle sue conoscenze più a lungo.

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