società

Un'Italia che si indigna soltanto per il pallone: per la nostra indolenza dovremmo licenziarci tutti

 

 

Un’Italia unita, compatta e decisa, finalmente un popolo sintonizzato sulla stessa onda, mai come ora fratelli d’Italia, pur con diversi distinguo, ma blocco granitico, come un sol uomo!  Dimissioni del commissario tecnico della nazionale di calcio, fuori il presidente della F.I.G.C,  non si scherza sul pallone. I politici accusano, condannano i responsabili del disastro, niente mondiale, fuori da Mosca! 


Misero paese, che si trova concorde nel chiedere il licenziamento dei responsabili del fallimento calcistico, e non trova mai il coraggio di chiedere altrettanto alla classe dirigente, quando non attende ai programmi e progetti promessi e illustrati nelle campagne elettorali, o dichiarati in salotti tv compiacenti. Eppure si fa finta di non riconoscere chi giura di cambiare, allontanarsi, per riproporsi invece di nuovo, solo con una “numerazione” diversa.

La responsabilità della spoliazione dei diritti, sono sempre nebulose, rimbalzano, col gioco delle tre carte, il colpevole non si trova mai. Se la stessa sete di giustizia, fosse messa in campo ad esigere un radicale mutamento e dunque rinnovare “la squadra" per non aver raggiunto il traguardo, forse, questi pagliacci della democrazia a colpi di tweet avrebbero più timore e agirebbero con una prudenza maggiore, mentre ci accompagnano sorridendo verso la povertà. La nazionale di calcio si può rifondare, non ci sono trasformismi, le facce cambiano, gli innesti avvengono, per cambiare un politico che ha fallito devono dare un contributo gli extraterrestri, altrimenti, come una pochade, cambiano abito, ruolo, posto, ma non escono mai di scena. Orchestrano e governano, un popolo frammentato, fazioso, con macchie di razzismo qua e là, ostaggio di egoismi regionali, cieco e sordo ad ogni regola. Facile sbarazzarsi degli incapaci alla guida dei vertici calcistici, impossibile farlo con chi guida o ha guidato il nostro paese, la nostra indolenza  si è tramutata in complicità, e allora dovremmo licenziarci tutti.



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I commenti dei nostri lettori

Giorgio

9 anni fa

Perfettamente d'accordo su tutto, ma mi permetta un piccolo particolare: non sono loro i pagliacci, ma noi popolo italiano. Le faccio un piccolo (GRANDE ) esempio: elezioni siciliane, quando vediamo che alle elezioni regionali vince il partito del più grande mafioso attualmente in circolazione pregiudicato condannato, e dove non condannato è solo per tutti i cavilli che durante i suoi governi si è inventato e mai "PER NON AVER COMMESSO IL FATTO", di cosa ci vogliamo lamentare? Mi creda, purtroppo, dico purtroppo, abbiamo quello che ci meritiamo !! nient'altro !!

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