politica
'A Cuba il cittadino non si sente mai abbandonato'
politica
'A Cuba il cittadino non si sente mai abbandonato'
Visita dell'Ambasciata di Cuba a Campello sul Clitunno. L'alto rappresentante Mauricio Martinez Duque parla della gestione dei disastri naturali sull'isola. E fa riflettere...
"Prevenire, informare, formare e ricostruire. Con il popolo costante parte attiva delle operazioni". Con queste quattro azioni, quattro punti cardine che formano un protocollo tanto semplice quanto infallibile, Mauricio Martinez Duque - rappresentante politico dell'ambasciata di Cuba in Italia - ha risposto alla
domanda di Spletonline su come si gestiscono i disastri naturali in un paese socialista. Martinez Duque è intervenuto a Campello sul Clitunno in occasione della festa per il secondo anno di attività dell'associazione culturale Libreria Aurora, realtà giovanile fortemente impegnata sul territorio in particolare per la difesa di valori quali la resistenza, l'antifascismo, lo sport popolare e la solidarietà sociale. L'alto rappresentante dell'ambasciata è stato ricevuto dal sindaco di Campello Domizio Natali, che gli ha fatto dono di libri e prodotti tipici locali a suggello di un'amicizia e di una vicinanza culturale che non conosce distanze geografiche.
Nel corso dell'incontro pubblico che ne è seguito è stato possibile rivolgere alcune domande a Martinez Duque. Il dibattito si è rivelato estremamente interessante: si è parlato di come un piccolo paese di dodici milioni di abitanti come Cuba riesca a sopravvivere malgrado la vicinanza - appena 90 chilometri di distanza - di un nemico così grande e spietato come gli Stati Uniti d'America, che dal 1961 sull'isola hanno posto un embargo politico, sanitario e commerciale. Ciò nonostante Cuba è un'eccellenza mondiale sotto l'aspetto dell'istruzione e della sanità pubblica, al punto che la sua ultracinquantennale "Revolutiòn" ne fa un punto di riferimento culturale per l'intera America Latina, al pari di ciò che la Francia ha rappresentato per due secoli in Europa.
Partendo dal principio di solidarietà, ripetuto fin quasi alla noia sulle carte ufficiali europee ma quasi mai applicato nella pratica, Spoletonline, presente all'incontro, ha chiesto a Mauricio Martinez Duque quale siano le modalità di gestione di un disastro naturale a Cuba, paese notoriamente interessato dal passaggio di Uragani. Ovviamente, posto che l'uragano è un fenomeno ampiamente prevedibile a differenza del terremoto, i primi passaggi sono la previsione meteorologica e l'informazione della popolazione, attraverso i media convenzionali ma anche con un mirato porta a porta. A ciò si affianca una continua formazione delle persone, che sanno come comportarsi al passaggio dell'uragano e, nei casi più pericolosi, vengono trasferite in altre abitazioni più sicure in attesa che il fenomeno trascorra. Negli ultimi 56 anni, a Cuba, a fronte di dozzine di uragani che hanno colpito l'isola, solamente una decina di persone ha perduto la vita, principalmente per disattenzioni e mancanza di prudenza individuale.
Ciò premesso, Martinez Duque ha poi affrontato il tema della ricostruzione, vale a dire l'aspetto che maggiormente accomuna la gestione dei disastri naturali cubani e quelli italiani. Ebbene, nel paese socialista qualsiasi priorità economica, politica o finanziaria viene messa da parte dal governo per dare precedenza alla ricostruzione. Nei casi più gravi lo stesso esercito mette a disposizione mezzi e ingegneri per accelerare le operazioni, che in ogni caso non portano mai via più di 24 mesi. La popolazione partecipa in maniera attiva alla ricostruzione, con la presenza costante delle massime autorità locali e nazionali impegnate in prima persona. Nessuno, a Cuba, si sente mai abbandonato dallo Stato. L'ultimo esempio in tal senso riguarda Santiago, la seconda città dell'isola. Rasa al suolo dall'uragano Sandy nel 2012, è già da anni una delle città più invidiate dagli stessi cubani, per la qualità delle sue nuove infrastrutture e degli edifici ricostruiti nel giro di due anni.
Se uno stato povero, teoricamente privo di democrazia e soprattutto continuamente schiacciato dal colosso America riesce a tutelare i propri cittadini con parametri come quelli appena elencati, varrebbe forse la pena aprire qualche riflessione all'interno del modernissimo, democratico e solidale "sistema" Italia.
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
Paolo Galli
9 anni fa
"teoricamente privo di democrazia": comico!
Campellino
9 anni fa
Campellino Il dialogo ed il confronto sono sicuramente la base della democrazia. Sicuramente qualche frutto potrá portarlo. Ma mi domando a Cuba è finita la dittatura ? il popolo fece la rivoluzione incantato da Fidel Castro e poi ne ha subito la dittatura fino ad ora. Giusta riflessione che lo stato Cubano si preoccupa della Cultura Educazione Istruzione ma il resto ? la Libertá ? Scusate anche la osservazione estetica del servizio fotografico sembra Cubano il nostro Sindaco e non il suo ospite.
Luis Cordoba y Álvarez
9 anni fa
Il nostro riferimento dovrebbe essere Amburgo non L'Avana.
Dì la tua! Inserisci un commento.