economia

Scs, class action dei soci contro il Ministero dell'Economia e Finanze

 

Azione legale annunciata ieri (17) in conferenza stampa

 

Una class action pubblica nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, accusato di non aver espletato attività di vigilanza sulle operazioni poste in essere dai commissari straordinari (nominati dalla stessa pubblica amministrazione), durante il periodo di commissariamento della Banca


Popolare di Spoleto. E' l'azione annunciata ieri (17 giugno) in conferenza stampa all'Albornoz Palace Hotel di Spoleto dai soci della Spoleto Credito e Servizi promossa dalle Associazioni "A.Spo.Credit soci Scs - Bps" e "Amici della Bps - Soci Scs". 

Un incontro al quale hanno partecipato il Presidente della Scs, Maurizio Hanke, e numerosi membri del consiglio d'amministrazione della cooperativa in qualità di semplici soci. La presunta omessa vigilanza da parte del Ministero avrebbe provocato una "lesione diretta, concreta ed attuale" degli interessi dei soci della Spoleto Credito e Servizi i quali avvieranno, previa diffida, di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio quel particolare tipo di procedimento giudiziale di natura collettiva indicato come "class action pubblica".

"L'obiettivo - si legge in una nota diramata da A.Spo.Credit e Amici della Bps-Soci Scs - è quello di tutelare i diritti e gli interessi dei 21 mila soci che in conseguenza del commissariamento si sono visti praticamente azzerare le quote delle loro partecipazioni". All'iniziativa è intervenuto in maniera attiva il Codacons, presente in conferenza stampa con il vicepresidente nazionale avvocato Bruno Barbieri e con il professor Federico Tedeschini, l'avvocato che assisterà i soci nella vertenza legale. Il professor Tedeschini ha definito "fondato" il ricorso, in quanto "è stato leso uno dei diritti fondamentali: la proprietà. Inoltre è documentabile che l'interesse pubblico non sia stato rispettato". L'illustre giurista ha sottolineato l'importanza dell'azione promossa dai soci Scs, che potrà essere replicabile anche per le banche toscane e venete alle prese con le note difficoltà ben documentate dalle recenti cronache.

La raccolta di firme è già iniziata con l'unanimità dei consensi da parte dei soci delle associazioni, che dovranno attivarsi presentando un documento d'identità al momento della sottoscrizione. In vista dell'Assemblea dei soci fissata per il 25 Giugno prossimo a partire dalle ore 9, presso la sala convegni del Ristorante Zengoni, le Associazione predisporranno un punto di raccolta delle sottoscrizioni.

E a proposito dell'imminente assemblea dei soci, lo stesso Codacons ha preso la parola con il vicepresidente Barbieri per augurare che l'assemblea si svolga "nel rispetto delle regole, nella speranza che il nuovo C.d.A. rispetti da subito l'impegno a favorire l'adesione al Codacons per permettere all'associazione, se ve ne saranno le condizioni, al termine di un'azione di verifica dei bilanci degli ultimi anni di promuovere un'azione collettiva risarcitoria di tutti gli azionisti".
Il Codacons, che da anni lavora a titolo pressoché gratuito sulla questione Scs-Bps, nei prossimi giorni convocherà una propria conferenza stampa per rendere pubblico il proprio punto di vista.



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