cultura e spettacolo

Inaugurato il punto Panorama d'Italia

 

 

Senza fanfara. E suoni di tromboni. L'inaugurazione del punto Panorama d'Italia è stata caratterizzata dalla semplicità e fantasia. Così al posto del taglio del nastro, il quartetto di sindaci di Spoleto, Norcia, Scheggino e Montefalco hanno posto un adesivo verde dell'Umbria in un'Italia stilizzata su cartone


bianco poggiato su un cavalletto. Il direttore di Panorama, Giorgio Mulé, s'è raccomandato di rispettare i confini. C'era anche la governatrice della Regione Catiuscia Marini.

Per la promozione dell'Umbria c'era una troupe di Rete 4 che ha ripreso l'evento. Giornalisti del settimanale e della televisione, insieme ai cineoperatori seguiranno passo passo le cinque giornate umbre.

Fatto il battesimo di questa quarta edizione di Panorama d'Italia, ci si è spostati alla Rocca per parlare di economia. Con corredo di dati aggiornatissimi sulla densità demografica distribuita nel territorio e sugli opifici rimasti.

Il dibattito che ne è scaturito ha messo a fuoco le difficoltà in cui ci si dibatte e le prospettive future. Di roseo c'era il tramonto. Perché non potevano essere taciuta la poca disponibilità degli investimenti privati. La Regione supplirà a questo handicap finanziario con la mobilitazione di risorse proprie, con l'intento di smuovere le acque degli investitori privati. Insomma, se son Rose fioriranno. Con la recondita speranza che non siano cachi.



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I commenti dei nostri lettori

Roberto Quirino

9 anni fa

Veramente curiosa questa iniziativa, dal sapore quasi anodino. Per esempio, quali umbri sono stati intervistati, traendone un'immagine complessivamente piuttosto positiva e ottimista? Meglio così. Ma lo sapete, lo sappiamo che in Valnerina molti, troppi stanno davvero pensando di andarsene? sono stati intervistati gli umbri che vivono nelle roulottes e negli alberghi della costa adriatica? Veramente c'è questo grande amore per la propria terra (che non è il giardino di casa) di cui si è parlato, quando in questi ultimi venti anni abbiamo assistito al sacco del paesaggio umbro, che non esiste più e per constatarlo basta affacciarsi dal Giro della Rocca? e chi ama questa terra lo sa che altri pericoli ancora sono in agguato, come un gasdotto che, provenendo dal Salento degli ulivi "eradicati", attraverserá zone abruzzesi e umbre dal rischio sismico che ben conosciamo, costituendo quindi un altissimo pericolo in caso di rotture e incendi (sempre possibili e che pure avvengono), senza distribuire alcunché e deturpando zone paesaggisticamente ancora straordinarie?

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