cronaca

Le parole 'terremotivate' di un nostro lettore nursino

 

 

Ogni tanto mi chiedono: "Come stai?". Se è una giornata in cui ho pochissima voglia di parlare rispondo, con un laconico e liquidatorio: "Come vuoi che stia...". Se l'interlocutore ha la malaugurata idea di rispondermi: "Immagino" o più scelleratamente: "Anche noi lo abbiamo sentito", non posso


fare a meno, con un mix di disponibilità e cattiveria, di rispondergli con un pistolotto che adesso vi svelerò. Sto parlando del terremoto, dei tanti terremoti che abbiamo sentito, sto parlando della nostra paura. Della mia paura.

Intanto mi dà fastidio il pronome "noi", un plurale che viene usato con intenti consolatori, della serie "mal comune... ecc, ecc". Ma soprattutto non sopporto il seguito della discussione: "Quando è tirato (?) eravamo...." e giù una serie di luoghi della casa, dalla camera da letto alla cantina. Su dove ero io e la mia famiglia, nessuna domanda.

Inutile spiegare che una cosa è sentirlo a chilometri di distanza, una cosa è sentirlo quando ce l'hai sotto i piedi, quando il terremoto è tuo: tutto è diverso ma soprattutto è diverso il sonoro, il rumore degli oggetti che cadono, gli armadi che si muovono, la tua casa che si spezza, le case dei vicini che si piegano sotto i colpi del terremoto. E questo tutto in presa diretta!

Allora chiedo al malcapitato interlocutore di provare la carta dell'immaginazione: chiudi gli occhi e immagina che la piazza della tua città non ci sia più, la chiesa più bella sia ridotta ad un cumulo di macerie, immagina che le altre chiese siano venute giù come castelli di sabbia, immagina che il corso che avrai attraversato da bambino, da adulto, non riesci più a distinguerlo come fosse un mazzo di shanghai buttato lì da un architetto folle, immagina la tua città vista dall'alto senza più un campanile, immagina la tua città piena di uomini in divisa, con tanti colori di divisa diversi, immagina di incontrare i tuoi concittadini e leggere nei loro occhi l'ansia, il dolore, la rabbia, la frustrazione, immagina tante altre cose, continua a immaginare...

Io la vedo tutti i giorni... anche questo in presa diretta!



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