cronaca

Ponte di Cerreto, residenti bloccano trasloco di opere d'arte dalla chiesa dell'Assunta

 

'Sono arrivati senza alcun preavviso. Ci dicano prima il reale stato dell'immobile'. Episodio al limite del grottesco

 

Si sono presentati in 30 nel piccolo paesino, di domenica mattina. Questa mattina. Carabinieri del nucleo operativo per la salvaguardia dei beni culturali, vigili del fuoco, protezione civile e, soprattutto, un ispettore della Soprintendenza di Perugia. In tutto una trentina di persone. Motivo della visita? "Solo" portare a destinazione sicura le opere d'arte custodite


all'interno della Pieve di Santa Maria Assunta, a Ponte di Cerreto di Spoleto, dichiarando che l'immobile era in pericolo di crollo. Ma la gente non ha gradito. Per una serie di motivi.

"Sono arrivati senza alcun preavviso - racconta uno dei residenti che ha assistito alle
operazioni - ed hanno subito iniziato a traslocare in piazza le opere di maggiore valore, fotografandole e imballandole. Alcune sono anche state caricate su di un camion". Al che la popolazione ha cominciato a manifestare tutto il proprio disaccordo, in un clima che si è andato riscaldando di minuto in minuto. "Dopo una lunga discussione - prosegue il cerretano - chi di potere ha deciso che le opere potessero essere lasciate in chiesa".

Risultato: ispettore, carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile hanno rimesso tutto a posto e sono andati via, gettando al vento una mattina di lavoro durante un giorno festivo e facendo spendere, ovviamente, soldi ai contribuenti in maniera inutile. E' chiaro, al di là di provocazioni e conclusioni avventate, che se gli abitanti di Ponte non sapevano nulla del trasloco qualcosa non ha funzionato. Forse più di qualcosa.

"Dire che siamo perplessi è dir poco - dichiara una residente del piccolo Borgo -, per esempio qualcuno dovrebbe spiegarci la reale situazione della nostra chiesa". La Pieve di Santa Maria Assunta è uno degli immobili religiosi più affascinanti della Valnerina, con un rosone di raro pregio e alcune opere d'arte di assoluto valore custodite all'interno. Dopo il terremoto del 24 agosto, la sola sagrestia dell'Assunta era stata dichiarata inagibile, mentre il parroco di Cerreto aveva continuato regolarmente a celebrare messa nel luogo di culto. "L'inagibilità parziale - spiega un altro residente di Ponte - è stata rilasciata a seguito dei sopralluoghi precedenti il sisma del 30 ottobre; per la verità, dopo l'ultimo terremoto l'immobile ha evidenziato ulteriori danni, con lesioni visibili su diverse murature. Noi stessi residenti abbiamo provveduto a ‘nastrare' l'edificio di nostra iniziativa, dato che lo reputavamo pericoloso. Dopodiché sono passati i tecnici della soprintendenza, quelli dei vigili del fuoco e dei carabinieri del nucleo operativo per la salvaguardia dei beni culturali, ma non anche quelli della protezione civile, che hanno studiato le opere per la messa in sicurezza".

"A questo punto le alternative sono due", aggiunge un altro pontano. "Se la chiesa è vera-mente in pericolo di crollo allora, evidentemente, non è sufficiente la segnalazione in essere, fatta tra l'altro da noi stessi abitanti. Oppure, se la chiesa non è in pericolo di crollo, qualcuno dovrebbe spiegarci il perché di tanta urgenza nel portare via le opere d'arte, addirittura prima della messa in sicurezza per l'incolumità delle persone)".

Sta di fatto che, di fronte alle proteste dei residenti, i pubblici ufficiali hanno fatto dietro-front. "Se era il caso di portare via le opere - chiede una signora - come mai davanti alle rimostranze delle persone ciò non è avvenuto? Chi gestisce tutta questa macchina? Se-condo me non ha senso impegnare tanti uomini senza prima un'ispezione di tecnici che, appunto, nel corso del sopralluogo, ne stabiliscano la necessità".

Insomma, i residenti di Ponte chiedono il doveroso sopralluogo di chi di dovere, affinché si attesti l'effettivo stato dell'immobile. "A maggior ragione - ribadiscono i residenti - dopo il terremoto del 30 ottobre scorso, per il quale sono evidenti dei danni non ancora valutati dalla protezione civile. Per esempio nessuno ha mai controllato lo stato del campanile, le cui campane avrebbero ancora continuato a suonare se non avessimo, noi pontani, staccato la corrente di nostra iniziativa".
E il parroco? "Ah, il prete qui non lo vediamo dal 29 ottobre".



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