cronaca
Terremoto, la conta dei danni ad Avendita di Cascia
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Terremoto, la conta dei danni ad Avendita di Cascia
Sopralluogo del sindaco Emili e dell'assessore regionale Barberini
A distanza di qualche giorno dalle scosse più drammatiche e pesanti, si cominciano a stimare i danni anche in Umbria. E se Norcia, in particolare nelle zone di San Pellegrino, Castelluccio, Quarantotti e centro città, è l'area indubbiamente più segnata dal sisma, anche nel territorio casciano non sono
mancati danni, paura e sfollamenti. Lo testimonia, ad esempio, la piccola tendopoli allestita ad Avendita di Cascia, frazione posta proprio al confine con il Comune di Norcia, dove il terremoto non ha risparmiato alcuni edifici del centro storico tra cui la chiesa e un palazzo signorile in restauro, oltre alle abitazioni popolari costruite all'indomani del sisma del 1979. In quest'ultimo caso si è trattato di danni molto visibili, anche se le crepe si sono aperte su muri non portanti. L'Ater e la protezione civile hanno comunque deciso per lo sgombero. Risale a un paio di giorni fa la visita da parte del sindaco di Cascia Gino Emili e dell'assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, che hanno incontrato i residenti e preso contezza in maniera approfondita del disagio che molte famiglie stanno vivendo in questa fase. I due rappresentanti istituzionali, insieme all'amministratore del condominio popolare Marcello Lucci, hanno passato in rassegna i vari appartamenti popolari, incontrato le famiglie sfollate ora costrette a vivere in tenda e parlato con le persone che hanno vissuto ad Avendita quei terribili momenti.
La situazione, come del resto per le altre realtà territoriali colpite dal sisma, per il momento è sostenibile grazie all'intervento tempestivo dei soccorsi e degli aiuti anche dei privati. Tuttavia, trovandosi la piccola frazione a quota 900 metri sul livello del mare, la vita in tenda fa temere per l'arrivo delle temperature più rigide, soprattutto rispetto ai più anziani.
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