politica

Caparra di piazza d'Armi, sicuri che l'amministrazione sia a posto?

 

Dalla scelta di Brunini del 2004 alle doverose segnalazioni alla Procura della Conte dei Conti e agli aggiornamenti da iscrivere a bilancio, in capo a Cardarelli e sodali. Il rischio di non vedere ristorato il danno subito

 

Vicenda piazza d'Armi, chi lo sa alzi la mano: il Comune di Spoleto ha segnalato o no ciò che doveva segnalare alla Procura della Corte dei Conti? La notizia di un presunto danno contabile è vecchia dello scorso febbraio, come tutti sanno. Proprio da quella notizia, vale a dire la decisione del Tribunale di


Roma che ha condannato il Comune alla perdita della caparra di 836 mila euro, versata nel 2004 per l'acquisto dal Demanio di parte di piazza d'Armi, è nata la mozione del gruppo Spoleto Popolare volta ad individuare e perseguire i responsabili del danno, che è ricaduto - ovviamente - sulle tasche degli spoletini. Da allora quella mozione non è mai stata discussa, con la maggioranza che ha fatto mancare il numero legale in consiglio comunale salvo poi prendersela, in maniera a dir poco ridicola, con l'opposizione.

Ma al di là della responsabilità politica, che è materia del consiglio comunale, l'ente è obbligato a segnalare all'autorità giudiziaria contabile l'avvenuto, presunto danno. I due binari sono quasi paralleli, quasi indipendenti uno dall'altro. Ma... Ma c'è un "ma", che sta proprio in quel "quasi". Se infatti la responsabilità contabile, in questo caso, appare chiara nella misura della caparra versata e poi perduta, tale responsabilità potrebbe coinvolgere anche chi, per esempio, oggi dovesse ritardare - o, per assurdo, avesse già ritardato - ogni azione di segnalazione volta ad individuare e perseguire i responsabili del danno subito. Quindi, in questo caso, in prima battuta il sindaco e il segretario comunale ma, subito dopo, l'assessore delegato e il dirigente finanziario.

Di più. La cifra in questione dovrebbe essere iscritta a bilancio, parte entrata, cui dovrebbe corrispondere in parte spesa un adeguato fondo di dubbia esigibilità, in percentuale al rischio di incasso. Un rischio che, in questo caso, appare già di per sé piuttosto elevato ma oltretutto è destinato ad aumentare in proporzione al ritardo dell'avvio della procedura di recupero. E proprio sull'avvio della procedura di recupero, tornando sul binario politico della questione, potrebbe starci anche una significativa responsabilità e del presidente del consiglio comunale e del presidente della commissione Controllo e garanzia. Una mozione, infatti, pur se non discussa, è già di per sé un atto di controllo. Pertanto, il presidente del consiglio comunale è al corrente di ciò di cui si sta parlando, vale a dire un danno di poco inferiore al milione di euro. Allo stesso tempo, il presidente della commissione Controllo e garanzia dovrebbe già aver convocato da tempo sindaco, segretario ed assessore delegato per chiedere e conoscere tutto ciò che c'è da sapere.

Sotto questo aspetto, appunto quello politico, il ritardo con il quale si sta affrontando la questione è enorme e ingiustificabile. Il consiglio comunale, va ricordato perché evidentemente qualcuno non lo sa, ha funzione di indirizzo e controllo politico-amministrativo, il che vuol dire anche responsabilità in caso di inadempienza.

Fin qui l'aspetto contabile. Poi c'è anche il lato civilistico della questione, vale a dire - per esempio - il danno di immagine subito dalla città e dal suo territorio a seguito della vicenda di piazza d'Armi. Il sindaco Cardarelli, magari insieme al segretario e al dirigente finanziario, potrebbero da subito - anche oggi stesso, per intendersi - promuovere misure cautelative di garanzia per il ristoro del danno contabile e di immagine subito. Sempre tramite la Procura della Corte dei Conti, ma in maniera indipendente rispetto al procedimento relativo al danno contabile, la cui macchina deve comunque essere stata avviata dal sindaco e dai massimi dirigenti.

Ma sarà avvenuto tutto ciò? Così non fosse, l'ombra dell'omissione di atti d'ufficio sarebbe molto, molto lunga. E sarebbe materia per la Procura di Spoleto. Ma non è neanche il caso di pensare a quest'ultima ipotesi. Ovviamente.



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I commenti dei nostri lettori

basilio rapucci

10 anni fa

Su questo argomento andrebbe stilato un elenco lunghissimo, che poi sarebbe l'elenco degli errori fatti in passato, elenco utile per ricordarci di non continuare a fare gli stessi errori. In poche parole si stá parlando della cosìddetta esperienza. In questo caso assistiamo attoniti (" basiti" con le parole dell'esimio esperto in semantica), al tentativo di attribuire parte di questa responsabilitá alla nuova amministrazione ( anche questa non esente da colpe), per omissiva denuncia. I problemi sono tutti sotto la luce del sole e quindi chi sá che se si vuole, si potrá procedere contro questo o quello, senza limiti. Nel caso specifico, la denuncia potrebbe partire anche da un cittadino comune e perchè no anche da un Direttore di giornale oppure da un Suo collega. Le persone normali rimangono sconcertate da questi atteggiamenti, mentre le persone ragionevoli sapevano che nessuno sarebbe stato in grado di fare miracoli. Purtroppo anche la compagine residua della Ditta " Cardarelli and Company", a breve dovrá richiedere la fiducia ai cittadini per proseguire la propria opera e per poterlo fare dovrá essere in grado di poter fare un elenco delle cose fatte, delle cose che avrebbe potuto fare e che non ha fatto per i motivi che troverá opportuno elencare, e delle cose che doveva fare e che fará nel casa di una eventuale conferma. In questo quadro, i cittadini, le opposizioni, i vari poteri della nostra cittá dovrebbero attenersi alla critica sulle cose fatte, sugli sprechi ad essi ascrivibili, alle responsabilitá vere per vari fatti amministrativi. Le anomalie di questa amministrazione, che in parte è sostenuta dall'ex Domus, è cosa nota, fatto che ha generato forti malcontenti ed abbandoni nel sostegno di alcuni membri che facevano parte di questa maggioranza. Oltre ai fatti giá noti occorre parlare di altro. La caparra è persa, il progetto legato all'acquisto di questi spazi non è chiaro ed ormai non risulta essere di attualitá, il danno è rimasto tra il Comune ed il Demanio e quindi non ci sono furbi che ne hanno beneficiato, quindi non mi sembra che ci sia tutta questa necessitá di dover approfondire ad ogni costo. Mi auguro che in futuro ci sia un approccio più chiaro sui vari problemi, in modo che, ogni cittadino sia consapevole delle cose che si fanno. Per passare dall'articolo ai commenti diciamo che questo argomento era un ferro incandescente che andava battuto ( forgiato), prima che si raffreddasse o/e una patata bollente che andava pelata subito. Si stá parlando del 2004, sembra ieri ma ormai è passato più di un decennio che secondo le teorie sulla relativitá equivale ad un secolo.

Dominici Aliero

10 anni fa

Come consigliere comunale, visti gli esiti della vatazione in Consiglio, ho invitato formalmente, da tempo,i presidenti delle commissioni controllo e garanzia e bilancio a riunirle congiutamente.Per conoscenza la lettera è stata indirizzata anche al Presidente del consiglio comunale. Dominici aliero

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Ci sono due aspetti su come considerare la questione: Ferro bollente o patata bollente. Il ferro bollente va forgiato a caldo prima che si raffreddi. E a quanto pare ciò non è stato fatto. La patata bollente va presa in mano non troppo calda per poterla sbucciare. Ma sembrerebbe che si preferisca farla raffreddare del tutto prima di poterla trattare. Probabilmente, sia il ferro bollente che le patate bollenti, non rientrano tra le attivitá "specialistiche" del territorio.

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