società
Con 'Art Bonus' Spoleto cerca mecenati per restaurare i suoi gioielli
società
Con 'Art Bonus' Spoleto cerca mecenati per restaurare i suoi gioielli
Il sogno è quello di aprire un'accademia di belle arti ma prima servono 60 mila euro per riqualificare l'ex caserma 'Bixio'
Sono 4 i beni di proprietà comunale in attesa di benefattori. Il Municipio, dopo aver effettuato delle modifiche alla lista provvisoria presentata a settembre e rimasta poi sulla carta per questioni burocratiche ed organizzative, in questi giorni ha deciso di partecipare concretamente al
programma "Art Bonus" al fine di riqualificare grazie all'intervento di qualche mecenate alcuni storici manufatti e mettere a disposizione della cittadinanza nuove strutture d'eccellenza: un esempio è l'accademia di belle arti che verrà ospitata negli spazi dell'ex caserma "Nino Bixio", a patto di riuscire a trovare i 60 mila euro necessari per riqualificare l'edificio.
L'accademia Fortemente voluta dall'assessore alla cultura Gianni Quaranta, dovrebbe aprire i battenti non appena conclusi i lavori per poi entrare a pieno regime nel 2018: ad essere attivati saranno gli indirizzi di studio in scenografia e costume, cinematografia, arte e ambiente. "Sarà permanente - si legge nel sito del Comune - e coniugherà il nome di Spoleto ad un polo internazionale di formazione specifica per operatori del mondo dello spettacolo e delle arti". L'obiettivo è quello di "riscoprire, valorizzare e rendere spendibili i tradizionali ma sempre attuali mestieri dello spettacolo e della creatività, applicata in chiave fortemente innovativa, sviluppando una stretta interazione tra la dimensione ‘artigianale/professionale' e quella ‘colta/ moderna'". I fondi reperiti, nello specifico, serviranno per effettuare "un intervento di adeguamento funzionale della sede", comprendente la "realizzazione di nuovi servizi igienici, per una migliore e più ampia fruizione da parte degli utenti che, si presume, siano numerosi".
L'arazzo La lista comprende anche l'arazzo denominato "A verdura con uccelli", riposto nel deposito museale comunale a Santo Chiodo. Il costo per salvarlo dal degrado e ricollocarlo a palazzo Collicola è pari a 25.581 euro. "Fa parte di una serie figurativamente omogenea di cinque arazzi, entrati nel patrimonio pubblico nel 1939 per acquisto da parte del Comune - si legge nel sito del Comune - nella vendita all'asta dall'ultimo degli eredi della famiglia Collicola e già appartenuti alla regina Cristina di Svezia, appassionata d'arte, distintasi per essere stata mecenate di molti fra i principali artisti barocchi. Da palazzo Collicola passarono ad ornare le sale di palazzo comunale, per essere poi immagazzinati a seguito del terremoto del 1997, che costrinse a liberare il Municipio per eseguire lavori di ristrutturazione generale".
Palazzo Zacchei Travaglini Per recuperare palazzo Zacchei Travaglini, situato tra via Filitteria e via Tobagi, serviranno invece 60 mila euro. "È cinquecentesco e fu costruito sull'area di vecchie case medievali a ridosso della chiesa dei Santi Paolo e Giovanni. Dal 1562 al 1564 vi dimorò San Carlo Borromeo, allora governatore di Spoleto e nel 1798 il palazzo fu sede del compartimento del Clitunno, di cui Spoleto era capoluogo. All'interno - spiegano gli uffici comunali - presenta ancora alcuni soffitti decorati e nel complesso l'edificio è in buono stato. Altrettanto non possiamo dire però delle facciate esterne che, riccamente decorate con stucchi nelle cornici di gronda, dei marcapiani e delle finestre, presentano molte lacune e sono degradate in vari punti anche con distacco di alcune parti, inoltre l'intonaco esterno risulta fatiscente".
Il pianoforte L'ultimo bene inserito dal Municipio nel progetto "Art Bonus" è il pianoforte a coda risalente al diciottesimo secolo, appartenuto al Alessandro Onofri, caratterizzato da un "notevole valore storico perché è molto raro trovare strumenti risalenti ad epoche così lontane" e utilizzabile "per concerti di musica da camera in diverse formazioni: trii, quartetti, quintetti sia con fiati che con archi, magari collocandolo nel piano nobile di palazzo Colliccola dove è già presente un fortepiano e un violoncello sempre della scuola ‘Onofri'". Riportarlo all'antico splendore comporterà una spesa totale vicina ai 20 mila euro.
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
Alessandro Ciamarra
10 anni fa
Buonasera a tutte/i un riferimento importante (http://artbonus.gov.it/) per approfondire il programma "Art Bonus" . I mecenati potranno avere il 65% di credito d'imposta della somma donata per le commissioni avviate. Buone vacanze e buon ferragosto.
Roberta Privitera
10 anni fa
Ho solo notizie parziali: si è capito chi ha appiccato fuoco all'ex caserma, visto che anche dopo l'incendio continuavano a 'frequentarla'? Chi sono? Il Comune, immagino abbia fatto una denuncia...sono stati condannati? Perchè non si comincia a far pagare loro, con soldi o lavoro gratuito per i Comune finchè non estinguono il debito?
G. Martinelli
10 anni fa
In merito a Palazzo Zacchei Travaglini di cui nell’articolo si dice fosse stato sede del Dipartimento del Clitunno, vorrei precisare che il palazzo fu sede del Dipartimento del Trasimeno, di cui Spoleto era capoluogo. Sono ancora in possesso del porto d’armi di un mio parente, rilasciato a “Spolette, Département du Trasiméne.
Dì la tua! Inserisci un commento.