politica

I Due Mondi del Festival: 'Sfruttamento dei lavoratori e finto perbenismo dell'alta borghesia'

 

Il Fronte della Gioventù Comunista denuncia 'l'ennesimo atto di sfruttamento di studenti e lavoratori'

 

Riceviamo e pubblichiamo dal Fronte della Gioventù Comunista:

La sezione di Spoleto della federazione umbra del Fronte della Gioventù Comunista denuncia l'ennesimo atto di sfruttamento ai danni degli studenti e dei lavoratori che, come ogni periodo estivo, trovano nel Festival un ottimo interlocutore, capace di spremerli


fino al midollo. Da anni il Festival dei Due Mondi è un fenomeno che a Spoleto viene considerato dalla maggior parte della popolazione come la punta di diamante della vita culturale della città. Capace di attrarre migliaia di turisti, esso passa come un evento culturale internazionale, motivo per cui viene supportato dalla stessa Repubblica Italiana, e dalle ambasciate di Israele (sic!), Stati Uniti etc.

Tutte queste recensioni positive, però, nel momento in cui si fa una analisi oggettiva dei fatti, vengono meno; ciò accade perché fondamentalmente l'intrattenimento che il Festival promuove potrà anche assumere un taglio elitaristico (giustificato o meno, dato che ricercatezza e spocchia da autocompiacimento in certi contesti sono ormai davvero difficili da distinguere), ma nasconde il substrato di sfruttamento tipico della grande eventistica che in nome del "farne parte" e del "fare esperienza" lascia sbrigare la manovalanza concreta a una schiera di giovani e meno giovani, praticamente senza diritti. Per troppo tempo si sono celate, dietro appunto ad una visione perbenista, di grande evento di massa quale il Festival effettivamente non è più da tanto tempo, le condizioni in cui versano i ragazzi e le ragazze, gli uomini e le donne che si trovano a lavorare per questa manifestazione.

Parlando con gli interessati sono emerse delle vicende alquanto sgradevoli. Abbiamo appreso da alcuni lavoratori, soprattutto operai e facchini, che molti di loro non ricevono alcun salario; anzi, richiamati da una speranza nell'essere pagati nuovamente l'anno seguente, si ritrovano a lavorare per quello stesso ente che non ha mai dato loro la retribuzione che gli spettava. Armando, nome di fantasia, ci ha anche riferito che egli attende tale compenso da addirittura 5 edizioni del Festival. Per quanto riguarda gli studenti, grazie ai militanti che sono presenti nelle scuole, siamo venuti a sapere che proprio da questi luoghi si fanno giungere agli organizzatori le adesioni; l'aspetto assurdo di tutta questa farsa è proprio il fatto che, al fine di ottenere non ben definiti crediti formativi o riconoscenze particolari all'interno dello stesso istituto, non si sente mai parlare di salario o retribuzione. Infatti, sappiamo di ragazzi e ragazze costretti a lavorare anche 14 ore al giorno, arrivando a fine Festival senza un euro, e con la sola macabra consolazione di riduzioni sul prezzo dei biglietti quantomai irrisorie.

Tutto questo sfruttamento soprattutto del lavoro degli studenti, in una certa maniera, è in continuità con il problema dell'alternanza scuola-lavoro, posto dalla nostra organizzazione; anche se in questo caso non si ha un obbligo scolastico, si ripete la stessa spicciola trama: promesse di chissà quali vantaggi, necessità di fare esperienza lavorativa, sfruttamento becero del soggetto.

Il Fronte della Gioventù Comunista da tempo denuncia situazioni simili, sia sul piano locale che nazionale; ovviamente, per palesi ragioni di interesse, chi gestisce e amministra il Festival non ci tiene a far trapelare nulla di tutto ciò; un tacito consenso di questa chimera permette che si protragga tale modo di concepire le prestazioni dei dipendenti. E' anche sbagliato chiamarlo lavoro; il lavoro infatti è retribuito. Quello a cui siamo di fronte è nudo e crudo schiavismo. Per questi motivi noi vogliamo porre all'attenzione di tutta la cittadinanza questo enorme problema, affinché si renda conto di come, sotto la maschera perbenista e spocchiosa dell'alta borghesia, si nasconda il volto del profitto a tutti i costi.

La nostra richiesta è in piena linea con il lavoro politico portato avanti fino ad ora: salario commisurato alle ore effettive di lavoro (minimo il 70% della retribuzione di categoria) e il far venire a conoscenza dei propri diritti lavorativi gli studenti, grazie magari a ore di istruzione in quelle stesse scuole, le quali li indirizzano, come detto precedentemente, con tanta foga allo sfruttamento. Questo tipo di cultura, spacciata dal Festival come raffinata e di ampio respiro, diventa per chi lavora nei retroscena, educazione alla precarietà, conseguenza diretta del Jobs Act e della "Buona Scuola".



Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto




I commenti dei nostri lettori

Signor Smith

10 anni fa

"Contro questi padroni è ora di incazzarci. Punto. Caro nerorosso, il termine "padroni" sará forse figlio di un'ideologia che io reputo fuori tempo... ma la sostanza del rispetto di chi lavora, e delle regole di retribuzione, contribuzione e tassazione... non cambia. Il lavoro va pagato, va pagato secondo le regole... ma tu, perdona la domanda, ti sei "incazzato" per il trattamento ricevuto? E questa incazzatura in quale atto concreto si è manifestata?

rolex

10 anni fa

Speriamo che l'ultima modifica relativa all'erogazione dei voucher serva a evitare certe "porcate", comunque il lavoro va pagato e non c'è bisogno di essere comunisti per affermarlo.

harlock

10 anni fa

Ottimo! Ma nei commenti leggo un pò di critica verso giustissime posizioni, tra il peggiore dei socialismi e il capitalismo, sempre meglio il peggiore dei socialismi! Bravi questi del FGC! Testa e palle, connubio raro di questi tempi.

nerorosso

10 anni fa

Non ci sono solo i dipendenti del Festival ma anche i dipendenti di molti privati che col festival, col fenomeno Don Matteo, ecc., hanno visto un discreto aumento di clienti al quale hanno risposto soltanto con l'intensificazione dello sfruttamento. Personalmente ho fatto il lavapiatti per un ristorante vicino a Corso Mazzini. Il "padrone" mi pagava con un solo voucher di 10 euro (2,5 delle quali erano tasse). Ufficialmente la legge prevederebbe che venisse pagato un buono ogni ora. Lui invece ne stampava solo uno per dipendente, in modo da essere coperto in caso di controllo. Per il resto ci dava 20 euro in nero al giorno. Per giornate di lavoro che in un paio di fine settimana hanno anche raggiunto le 14 ore. Il quel caso ci diede altri 15 euro, che bontá! Altro elemento di peggioramento delle nostre condizioni è stato l'abolizione dell'obbligo di chiusura settimanale, decretato da Monti. D allora in poi mi è capitato di fare anche 50-60 giorni di lavoro consecutivo, senza un giorno libero. Contro questi padroni è ora di incazzarci. Punto. Certo i politicanti responsabili delle leggi che ci hanno ridotto così (jobs act, legge biagi, pacchetto Treu) non hanno la credibilitá per lottare per i nostri interessi. Così come chi è nostalgico per la Corea, leggevo in un commento, non può certo proporsi come alternativa. L'alternativa è solo la rabbia

Vik

10 anni fa

"Manifestazioni come il Festival con milioni di finanziamenti statali non può non pagare operai o non versare contributi"... ma se tutti dichiarassero tutto e versassero tutto rispettando tutte le leggi in materia di lavoro e sicurezza, non esisterebbe l'evasione contributiva ed il lavoro nero. E invece l'Italia ne è la patria e Spoleto non ne è certo esente! Banalmente, più poco paghi, più sfrutti, più lavoro nero metti in campo, più soldi ti metti in tasca con fatturazioni false. Elementare Watson. Poi non conosco il funzionamento del Festival ne ci ho mai lavorato, ma non mi meraviglio che possa essere cosi. In ogni caso un plauso al Fronte della Gioventù Comunista ed al Partito Comunista(di cui sono la giovanile): mai abbassare la testa dinanzie alle angherie che subiscono i lavoratori e gli studenti!

portafuga

10 anni fa

Che ci siano operai sottopagati purtroppo è verissimo ,che il festival si riempia di stagisti non pagati è altrettanto vero (anche se ciò è legale),ma Armando che deve essere retribuito da 5 anni ,,non esiste ,oppure se esiste si è inventato tutto.Manifestazioni come il Festival con milioni di finanziamenti statali non può non pagare operai o non versare contributi pena la mancata erogazione dei finanziamento stesso.Conosco moltissimi ragazzi che lavorano per il Festival e nessuno mi ha mai riferito di non essere pagato.Pagato poco si ,,non pagato non è possibile.

Signor Smith

10 anni fa

Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, e se ancora c'è qualcuno che ama chiamarsi comunista ha tutto il diritto di farlo. Così come altri hanno il diritto di essere perplessi difronte a certe scelte... nello scritto è certamente inquietante quel "(sic!)" messo accanto ad "ambasciata di Israele", mentre è esilarante la storia del lavoratore che da 5 anni va a lavorare (non pagato) per il Festival, nella speranza di vedere soddisfatto il suo credito di un lustro precedente. Possibile che nessuno si sia accorto dei camion che (nottetempo?) rastrellavano le vie di Spoleto per sequestrare i nuovi forzati?

Corto

10 anni fa

Finalmente si tirano fuori le palle! la retorica da salotto ha finito di incantare, FGC bravissimi! avanti così!

Il comunista Coreano

10 anni fa

Cari giovani comunisti, trasferitevi tutti in Corea del Nord!! Dove i diritti dei lavoratori sono ampiamente tutelati il benessere della popolazione è a un buon livello (come in tutti i paesi comunisti) e poi li fanno tantissimi festival.

Duno Quarghi

10 anni fa

L'estate, in quanto unica "stagione" lavorativa, è il tempo,del lavoro senza regole: chi prepara e serve il vostro spritz o i vostri strangozzetti viene essere pagato in nero, con voucher (ovvero il nero sbianchettato), o può avere un contratto in cui le ore dichiarate sono la metá di quelle lavorate. Ferie, malattie, permessi? Se concessi non sono retribuiti, ma spesso non vengono contemplati! Straordinari? Ça va sans dire! Tfr mio sconosciuto. E le stesse condizioni sono quelle in cui lavorano gli operai factotum-faticatutto di Don Matteo, anche se spesso questi sono assoldati a Roma, ma insomma, fa parte del fregio (!) della nostra bella ma stronza cittadina, no? Ma poi ci si candida a Capitale della Cultura... Bravi FGC

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.