Salute

Obesità e farmaci: quali sono i meno nocivi per l'organismo

 

 

L'obesità è una condizione della quale non si parla a sufficienza che affligge circa 600 milioni di persone in tutto il mondo (dato risalente al 2014). Questo numero è cresciuto del doppio dagli anni 80 ad oggi e le previsioni per il futuro non sono delle migliori. I soggetti obesi sono per definizione coloro


che hanno un indice di massa corporea superiore o uguale a 30. Come spesso erroneamente si crede, questo problema non riguarda solo i paesi più agiati e ricchi. Il numero di bambini obesi nei paesi definiti come in via di sviluppo è maggiore di circa il 30% rispetto ai paesi sviluppati.

Le cause dell'espandersi di questo fenomeno sono varie ma possono essere quasi tutte ricondotte alla scarsità di movimento propria della vita urbana, caratterizzata da lavori sedentari, poco tempo all'aria aperta e molto speso nei mezzi pubblici, per non parlare della scarsa qualità del cibo, ricco di zuccheri e grassi. L'obesità inoltre è un male che non viene mai da solo. Nella quasi totalità dei casi si accompagna ad altre patologie quali malattie cardio vascolari, malattie riguardanti l'apparato osseo, diabete e diverse forme di cancro.

Il disagio psicologico dei soggetti obesi inoltre può essere ancora più intollerabile del dolore fisico. Non si tratta solo di convivere male con la propria immagine, di non riuscire a sedersi comodamente nella maggior parte dei posti pubblici, di dover pagare due biglietti aerei, di non riuscire a trovare la propria taglia, di venir derisi ed emarginati. I malati spesso pervengono ad uno stato di totale rifiuto verso se stessi ed il mondo esterno. La vita delle persone che hanno a fianco si annulla nel prendersi cura di loro, un vero e proprio lavoro a tempio pieno se si pensa alle difficoltà che anche il semplice andare al bagno può comportare.

Il rischio di contrarre diabete di tipo 2 nei soggetti obesi è altissimo. Circa il 90% dei soggetti che ne sono affetti sono obesi, ed anche in questo caso le cifre non sono in calo. Il WHO (World Health Organization) ha stimato che 300 milioni di persone ne saranno affette nel 2025. La ricerca scientifica per questo si è focalizzata sulla prevenzione e sulla cura delle malattie legate al sovrappeso.

Come se non bastasse, c'è chi sul male degli altri vede una possibilità di lucro. La gamma di farmaci con o senza ricetta, integratori, magici programmi per perdere 20 chili in 20 giorni, motivatori personali e via dicendo è davvero infinita. Scegliere un metodo sano ed efficace per perdere peso richiede l'aiuto di un professionista, tanta forza di volontà e in alcuni casi anche un piccolo ausilio. Riuscire a perdere peso solamente attraverso la dieta infatti è una missione impossibile nella stragrande maggioranza dei casi. Come si possono riconoscere i farmaci buoni da quelli cattivi?

Esisitono moltissimi approcci farmacologici diversi per aiutare i pazienti obesi a perdere i primi ostici chili, alcuni approvati dalle autorità sanitarie ed altri no. Gli inibitori della lipasi sono ad esempio una categoria di farmaci con principio attivo Orlistat. Sono farmaci vendibili senza ricetta medica che bloccano l'assorbimento dei grassi alimentari, promuovendo la loro espulsione attraverso le defecazione. Un'altra categoria è rappresentata da quelli a base di Sibutramina, la cui vendita in Italia ad esempio è illegale. Comportano infatti troppi danni collaterali, quali ipertensione arteriosa, insonnia e tachicardia.

Perchè questi farmaci godono di così cattiva reputazione? Perchè spesso sono i soggetti non obesi a prenderli ma persone ossessionate dal culto del magro. Perchè in alcuni casi chi li prende non considera gli elementi fondamentali per dimagrire e restare in forma: una dieta ipocalorica ed abbondante esercizio fisico. Un calo di peso drastico non è mai sano, il percorso deve essere graduale e cominciare da pochi chili per volta. Chi decide di prendere Alli Orlistat 60 mg, uno degli inibitori della lipasi più venduto sul commercio, sa che questo farmaco va assunto insieme a pasti nei quali il 30% delle calorie assunte è dato da lipidi e grassi. Nella confezione di accompagnamento sono presenti infatti numerose ricette e consigli su come effettuare la dieta.

Lo studio Xendos (Xenical in the Prevention of Diabetes in Obese Subjects), condotto all'Università di Goteborg in Svezia tra il 1997 ed il 2002 nacque con lo scopo di dimostrare come l'incidenza di diabete del tipo 2 potesse essere ridotta dall'assunzione di Orlistat. Scopo primario dello studio era quello di determinare gli effetti a lungo termine di Orlistat nel contesto di una serie di cambiamenti significativi nello stile di vita dei soggetti testati. I partecipanti allo studio avevano un'età compresa tra i 30 e i 60 anni ed erano tutti obesi, non diabetici, con normale o ridotta tolleranza al glucosio. Il secondo scopo dello studio era quello di studiare la tolleranza e gli effetti indesiderati associati all'assunzione di Alli in un periodo di assunzione di 4 anni. Molto spesso infatti questo farmaco viene sconsigliato perchè sembrerebbe causare malattie cardio vascolari. Questo studio della durata di 4 anni coinvolgeva 3,305 pazienti divisi in due gruppi, entrambi sotto regime ipocalorico e costretti a praticare abbondante attività fisica, uno sotto Alli e l'altro sotto placebo.

Dai risultati dell studio è apparso come il 72.8% dei pazienti che assumevano Orlistat rispetto al 45.1% di quelli sotto placebo abbia raggiunto una significativa perdita di peso dopo un anno di trattamento. I soggetti che hanno completato i 4 anni di studio invece hanno subito un calo del 5% nel 52.8% dei casi con Orlistat e nel 37.3% con il placebo.

Per quanto riguarda invece il manifestarsi del diabete di tipo 2, l'azione combinata di Alli e dei cambiamenti nello stile di vita rispetto al caso del placebo era nuovamente a favore dell'Orlistat. Si è rilevata una diminuzione del 37.3% del rischio di contrarre diabete con il farmaco rispetto al placebo.

In termini di tolleranza, Alli è stato ben tollerato durante i 4 anni di studio, comportando in alcuni casi limitati fastidi gastrointestinali, come tutti i farmaci inibitori della lipasi. Al termine dei 4 anni di studio Alli ha non solo dimostrato di essere efficace nel ridurre il rischio di diabete di tipo 2, di provocare significativa perdita di peso duratura, ma anche di non comportare eccessivi danni collaterali all'organismo che nella maggior parte dei farmaci per il dimagrimento.



Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto




I commenti dei nostri lettori

Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.