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Paolo Orazi festeggia le 200 granfondo
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Paolo Orazi festeggia le 200 granfondo
Domenica primo maggio memorabile traguardo per il team manager del Bici Club Spoleto
Lo sguardo mite ma deciso, l'aria serena ma riservata. Non c'è bisogno di vedere Paolo Orazi in sella ad una bici per capire quanto sia tagliato per questo meraviglioso sport. La postura, i modi e l'atteggiamento sono quelli di chi pedala da una vita, ma, nella realtà dei fatti, le cose non stanno
esattamente così, come lui stesso racconta: "Ho cominciato tardi, a 44 anni suonati. Il ciclismo mi ha stregato all'età di 10 anni e col senno di poi è stato un peccato praticarlo quando già non ero più giovanissimo". Dal giorno in cui la strada di Paolo Orazi ha incrociato quella del mondo del pedale sono passati 18 anni, fatti di grandi fatiche ma anche di belle soddisfazioni, come quella del traguardo delle 200 Granfondo disputate, che l'atleta spoletino si appresta a tagliare il prossimo primo maggio. Il fatto poi di averle completate tutte difendendo i colori di una solida ed affermata realtà del nostro territorio come il Bici Club Spoleto Castellani Impianti, società ormai vicina al proprio ventennale, rappresenta senza dubbio un motivo d'orgoglio in più, visti anche i valori e la filosofia che questa compagine promuove in gara e non solo. Nel suo stile però il diretto interessato tende a non enfatizzare troppo questa sua piccola grande impresa: "Ammetto di averle contate tutte. A casa poi custodisco tutti i dorsali delle corse a cui ho preso parte, con le relative locandine dei percorsi. Ma non lo faccio certo per fanatismo. È semplicemente un metodo per tenere teso il filo dei ricordi e delle tante emozioni vissute".
Domenica primo maggio quindi, alla Granfondo Le Strade di San Francesco di Ponte San Giovanni, si chiuderà idealmente il cerchio, visto che è proprio in questa prova che tutto è cominciato. "Qui ho corso la mia prima Granfondo - ricorda Orazi - e proprio su queste strade, nel 2001, a distanza di due anni dal mio esordio assoluto, sono stato costretto al mio unico ritiro da quando mi appendo un numero alla schiena, a causa di un inconveniente meccanico. Mi si strappò la catena lungo una salita breve ma impegnativa e, non essendoci ancora in quegli anni l'assistenza meccanica in corsa, fui costretto ad alzare bandiera bianca. In quell'occasione rimasi con l'amaro in bocca, anche perché in una granfondo l'importante non è arrivare primo o sul podio, quanto riuscire a completare tutti i chilometri previsti, in media oltre 130".
L'obiettivo di tagliare il traguardo è così importante che nel 2012, nella mitica Granfondo Internazionale Nove Colli di Cesenatico, 205 chilometri e con 14000 partenti per nove strappi quasi proibitivi anche per un professionista, neanche una rovinosa caduta riuscì a fermare il portacolori del Bici Club Spoleto. "Penso sia stata la gara più sofferta da quando pratico questo sport. Ci si prepara tutto l'anno per la Nove Colli e faresti di tutto pur di arrivare fino in fondo. Quella volta avevo appena superato l'ultima asperità, quando nella seguente discesa, in una curva veloce, la ruota posteriore della bici ha perso aderenza e mi sono ritrovato con la faccia lungo l'asfalto. Dopo un piccolo disorientamento iniziale sono subito risalito in sella e, nonostante un forte dolore al fianco, sono riuscito a terminare la prova. Ero stremato ma felice, anche perché avevo fatto registrare comunque il mio miglior tempo di sempre alla Nove Colli". Un'impresa non di poco conto, quindi, come quella ormai prossima ad essere compiuta il primo maggio.
È proprio Paolo Orazi a tirare le somme di questa grande avventura, iniziata quasi per gioco e per perdere peso: "Avevo una decina di chili di troppo e ho deciso di provare, senza aspettative esagerate ma con la volontà di impegnarmi al massimo e di divertirmi. Sono fiero di poter dire che ora, dopo 200 granfondo, circa 25000 chilometri di gare e chissà quanti altri di allenamento, lo spirito è rimasto lo stesso di quando mi sono approcciato a questa disciplina". Un atleta che continua a distinguersi non solo per la sua tenacia e combattività nelle competizioni, ma anche per la dedizione con cui svolge il lavoro di team manager dello stesso Bici Club Spoleto Castellani Impianti.
In bocca al lupo e alla prossima, Paolo: magari per la numero 300.
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I commenti dei nostri lettori
Gianfranco Ciarletti
10 anni fa
Un campione ed un amico
Feffe73
10 anni fa
Complimenti Paolo per la tua carriera ciclistica e per la tenacia e passione che dedichi a questo sport.In bocca al lupo per il primo maggio! Bisogna crederci veramente in quello che si fa...e tu ci credi.
Mauro Alessandrini
10 anni fa
Complimenti Paolo! Traguardo prestigioso... ma hai ancora tutta una carriera avanti! Ti auguro di farne altrettante e spero di farti compagnia ancora in qualche altra competizione.
Cruciani Giuseppe
10 anni fa
Bellissimo articolo! Complimenti e in bocca al lupo per il primo maggio!
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