cronaca

Truffa ad anziano: condannato 50 enne già noto alle forze dell'ordine

 

Si fingeva uomo d'affari con importanti contatti nel Belgio

 

Truffatore seriale condannato a nove mesi di reclusione e a una multa di mille euro, oltre al pagamento delle spese legali e al risarcimento del danno. È la condanna emessa ieri dal giudice Augusto Fornaci nei confronti di un 50enne originario del sud Italia, che ha truffato un pensionato


spoletino. Il signore in questione, con alle spalle una serie di precedenti specifici, ha fatto credere al malcapitato di essere un uomo di affari che ha contatti in Belgio. I due si conoscono qualche estate fa al mare. Il pensionato e il truffatore diventano subito amici e il 50enne propone un affare allo spoletino che dopo aver lavorato una vita, ha qualche decina di migliaia di euro da investire. I due fanno una specie di società, il pensionato mette i soldi per acquistare olio e prodotti tipici da rivendere poi nei mercati internazionali. L'abile raggiratore riesce a fare credere al "socio" di aver comprato merce, anche grazie a documenti e fatture false, ma riprodotte con estrema cura. Nel momento di ripartizione dei presunti utili ricavati dalle transazioni di vendita dei prodotti nei mercati internazionali, il truffatore inizia a essere latitante. Non risponde al telefono, non si fa più vedere e sentire e avanza sempre scuse: il nipote ha avuto un incidente, poi un lutto in famiglia. Il pensionato capisce allora di essere stato truffato e si rivolge alle forze dell'ordine per sporgere formale denuncia e far partire le indagini. Nel corso delle varie udienze, sono stati escussi come testimoni, alcuni addetti al settore commerciale di oleifici o altre aziende che si occupano di prodotti tradizionali, presenti soprattutto al sud Italia. Tutti dopo aver visto le fatture in possesso al pensionato, hanno detto che quei documenti erano falsi e che loro non le avevano mai emesse.



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I commenti dei nostri lettori

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Si spera che l'appellativo di "Signore in questione", per definire il malvivente, sia stata solo un'ironia della giornalista. Perché, dato che ci sono giá le leggi a mitigarne le colpe, sarebbe il colmo che ci si mettessero anche i cittadini a riverirlo definendolo un "Signore". Se così fosse, verrebbe da chiedersi quale altro appellativo si potrebbe utilizzare per distinguere i malviventi dalle persone oneste. Giusto che sia il giudizio, e comunque ne pensi la societá, non vorrei mai un signore così come mio vicino di casa, ne tantomeno vorrei avere a che farci, se, dopo aver scontato la pena, indossasse il saio francescano e mi proponesse di donarmi tutti i suoi beni. Naturalmente quelli effettivamente suoi!

zorro 50

10 anni fa

Ingiustizia è fatta. A leggere l\\\\\\\'articolo sembra che finalmente la legge abbia trionfato e il colpevole sia stato punito. Che bello! Cosi non è perché grazie alle nostre leggi , tutte a favore dei delinquenti e alla lentezza della nostra giustizia, il condannato non fará un mese di carcere né tantomeno sborserá un euro. Proporrá appello e a settembre arriverá la prescrizione, un bel colpo di spugna e ancora una volta un cittadino onesto sará beffato e un truffatore premiato pronto a commettere altri reati sicuro della impunitá, ecco perché la delinquenza di tutto il mondo viene da noi.

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