cronaca
Assolti quattro spoletini accusati di usura
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Assolti quattro spoletini accusati di usura
Prove non sufficienti o contraddittorie per l'accusa, che annuncia ricorso
Quattro spoletini finiti sotto processo con l'accusa di usura, assolti dal collegio penale del tribunale cittadino, presieduto dal giudice Emilia Bellina. Assoluzione per carenza probatoria, in parole povere, le prove e le testimonianze emerse durante la fase dibattimentale, non sarebbero state abbastanza o
sarebbero state troppo contraddittorie, per poter fare emergere un verdetto di colpevolezza, aldilà di ogni ragionevole dubbio. Lo stesso pm Gennaro Iannarone, nella sua requisitoria ha sottolineato tale circostanza, chiedendo appunto l'assoluzione. "Faremo di sicuro ricorso in Corte d'Appello - ha dichiarato il legale della parte civile, l'avvocato Gigliola Rossi - ci riserviamo di conoscere le motivazioni della sentenza emessa dal collegio". Assolta anche la stessa spoletina costituitesi parte civile, la quale era stata accusata di ingiuria e lesioni personali. La vicenda. Le carte processuali, parlavano di un debito di quindicimila euro che nel giro di poco meno di sei mesi sarebbe lievitato con interessi astronomici che avrebbero superato i tremila euro. Nella rete di quelli che per l'accusa erano considerati dei presunti usurai, assolti in questo primo grado, sarebbe finita una giovane donna imprenditrice di Spoleto che aveva rilevato dai quattro concittadini, un'attività commerciale situata nell'immediata periferia di Spoleto. Il gruppo avrebbe vantato un credito nei confronti dell'imprenditrice, pari a 15mila euro. In concorso tra loro come corrispettivo per il ritiro di quattro assegni di 3.750 euro ciascuno, si sarebbero fatti consegnare anche interessi usurai. Nel periodo compreso tra il 2 agosto del 2007 al 9 aprile del 2008 i quindici mila euro sarebbero aumentati a 18.500mila euro. Ovviamente questo secondo quello che era l'accusa. Alla sbarra era finita anche la stessa spoletina insieme a un'altra persona, per ingiuria e lesioni. Stando ai fatti i due avrebbero appellato alcuni dei presunti usurai definendoli "ladri, farabutti" e ci sarebbe stata pure una colluttazione fisica.
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