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La città che evolve con la partecipazione di tutti, nasce l'Urban Center di Ofarch
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La città che evolve con la partecipazione di tutti, nasce l'Urban Center di Ofarch
Inaugurazione lunedì alle 17.30 a Palazzo Mauri, coordina Alfonso Marchese
Apre i battenti l'Urban Center di Spoleto: il luogo di incontro, confronto e progettazione partecipata pensato dalla Associazione Ofarch, fondata da otto architetti spoletini. Lunedì 29 febbraio, a partire dalle 17.30 nella suggestiva
cornice di Palazzo Mauri, sarà presentato il programma delle attività per i prossimi anni e i principali temi intorno a cui si svilupperà la progettualità del centro.
L'Urban Center proporrà tre ambiti rispetto ai quali sviluppare il processo partecipativo. "Essi - sostengono gli ideatori - dovranno essere in grado di far emergere idee, cambiamenti, riflessioni, consapevolezza sulla città, i suoi valori, le sue relazioni con chi la abita. Le aree tematiche di discussione - continuano i promotori dell?iniziativa - sono state pensate per favorire riflessioni sul territorio, sul paesaggio e su come questo sia percepito dalla comunità, sui beni comuni, sull'architettura e sulle arti". Tali ambiti di discussione sono stati inseriti in iniziative da sviluppare con la cittadinanza e denominate rispettivamente narrAzioni, le Arti si Incontrano e la Casa dell'Architettura.
NarrAzioni rappresenta un percorso di incontro, ascolto di storie e sviluppo di azioni sui luoghi della città da parte di chi la abita o la studia.
Le Arti si Incontrano prevede un percorso formativo e culturale di contaminazione artistica integrata con il territorio e la città. La Casa dell'Architettura sarà, infine, un luogo fisico dove concentrare un'attività permanente di studio, confronto, formazione, esposizione dell'Architettura, condividendo con tutti gli interessati il modello di sviluppo della città.
Dopo i saluti delle autorità e l'introduzione dell'architetto Alessandro Bruni, in rappresentanza di Ofarch, interverranno: Donatella Venti, dell'Istituto Nazionale di Urbanistica; Andrea Tittarelli, coordinatore del collettivo Join Re-Design che si occupa di formazione in progettazione partecipata per la prototipazione di servizi sul territorio; Alfiero Moretti, già presidente dell'Inu Umbria e attualmente componente del consiglio direttivo regionale dell'ente. I lavori saranno coordinati dal giornalista Alfonso Marchese. Alle 19.30, al termine dei lavori, sarà offerto un aperitivo ai
partecipanti e ci si sposterà in Corso Mazzini 58, presso la sede dell'Urban Center, dove è allestita la mostra su alcuni temi programmatici proposti da Ofarch.
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I commenti dei nostri lettori
Sergio Macedone
10 anni fa
Grazie a "Porta Pazienza" per aver apprezzato il mio lavoro di qualche anno fa, ma se il mio fine fosse quello di essere "reimportato", non interverrei apertamente su queste pagine. Me ne starei zitto zitto ad attendere... In realtá, ho scritto quel che penso: sarebbe stato interessante ed apprezzabile se un intento progettuale a così largo spettro fosse partito dall'Assessore alla Cultura.
Porta Pazienza
10 anni fa
Per Macedone porta pazienza che stanno lavorando per riportarti a Spoleto i tuoi Sa..i Protettori, perchè avevi lavorato molto bene, e sicuramente vedrai in un prossimo approccio alle nomine o cambiamenti, se ne avranno il coraggio, ti reimportano da Roma
Opendoor
10 anni fa
Dalla enunciazione degli architetti ideatori del possibile progetto, c'è da ben sperare in qualcosa di molto positivo. Si usa il termine "partecipativo" che è un impegno di coinvolgimento purtroppo mancato nel progettare il carteggio di metodo e contenuti per " LA CAPITALE DELLA CULTURA" La dichiarazione finale dell'arch Bruni ha annullato il timore del Sindaco di vedersi chiedere dei fondi che sono a suo dire molto scarsi. Trovo anche molto buona l'idea di usare il Caffè Letterario per annunciare l'evolvere della Cittá, oramai rimasta orfana del fu Rinnovamento.
Giorgio Dionisi
10 anni fa
In una Cittá come la nostra, che un gruppo di giovani professionisti si mettono a disposizione per ragionare ,coinvolgere altri, su tematiche come queste è essenziale per il futuro. Significa che in tanto disfattismo nostrano c'è ancora qualcuno che ha una speranza di invertire la direzione che da anni abbiamo intrapreso....un incoraggiamento e un grande a lupo. Le future classi dirigenti inziano pensando la propria Cittá. W Spoleto
Signor Smith
10 anni fa
L'iniziativa sembra davvero interessante e ci si augura possa portare frutti alla cittá e ad i suoi cittadini. Compito davvero improbo riuscire a "progettare" una cittá, quando spesso sono le cittá a crescere secondo la disordinata necessitá del momento. Sperando di riuscire anche a suggerire rimedi a qualche scempio compiuto negli anni passati.
Il Corvo della rocca
10 anni fa
Quello che appare "stonato" a Spoleto è il legame tra il Centro Storico e le diverse periferie. In mezzo si assiste a secoli di vuoto assoluto. Nessuna armonia tra le costruzioni di un tempo e le varie costruzioni moderne. Si assiste a una totale mancanza di gusto e una totale decadimento urbanistico. Il Centro storico c'è ed è bello così com'è. Ma sulle periferie bisognerebbe intervenire con le ruspe e ricostruire tutto daccapo.
Sergio Macedone
10 anni fa
Bello! Interessante! Complimenti ai promotori. Peccato che tutto questo fermento creativo e di riflessione non sia partito dall'Assessorato alla Cultura (sempre che un tale Assessorato esista...).
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