Opinioni

PARTONALGESIA E PUNTO NASCITA : UN BINOMIO INSCINDIBILE?

 

 

Il parto indolore è di fatto inserito , nel nostro Paese, nell'elenco dei LEA, ossia in quei livelli essenziali di assistenza che debbono essere assicurati ad ogni cittadino italiano. Né, del resto, potrebbe essere diversamente, visto che, nel 2010, venne emanata una legge, la n° 38, la quale (art.1)" tutela


 il diritto del cittadino ad accedere alla terapia del dolore". La partoriente, quindi, che vuole rendere più sopportabili le doglie, può, previa valutazione medica, accedere alla cosiddetta "peridurale" . E' un servizio che rientra fra quelli erogati dai medici anestesisti ed è il caso di sottolineare che l'Ospedale di Spoleto fu tra i primi, nella Regione (prima ancora, ad esempio, di quello di Terni) ad occuparsi di parto analgesia.
Tanti di noi (e, soprattutto, tante mamme) ricordano il dott. Tommaso Ciacca, che dette inizio al servizio di parto analgesia fin dall'anno 2000. Lo fece con entusiasmo e grande spirito di sacrificio. Era l'unico anestesista ad interessarsi della cosa e correva anche di notte da Perugia (dove abita) a Spoleto pur di assicurare la sua prestazione alla futura mamma. Se consideriamo che ,allora, il parto indolore non era, come lo è invece oggi, un "obbligo di legge", l'impegno di Ciacca era veramente ammirevole, anche perché era un qualcosa che veniva offerto,al contrario di quanto avveniva in altri Ospedali, del tutto "gratis" . E c'è da dire che, nell'epoca "Ciacca", l'organico degli anestesisti era anche inferiore a quello attuale.
Oggi giorno molti, a ragione, ritengono che ci sia una stretta connessione fra un punto nascita ed un servizio di parto analgesia , nel senso che l'uno non può assolutamente esistere senza l'altro.
Non per niente un' esperienza nel parto indolore era richiesta in maniera specifica ai candidati al ruolo di Primario Anestesista nel Concorso espletato lo scorso anno. E non per niente, pur dopo qualche resistenza, il nuovo Primario aveva avviato a settembre il servizio con anche una guardia attiva notturna : e subito il numero dei parti era aumentato a testimonianza di quanto l'assicurazione di una "parto analgesia" sia una significativa attrazione per la futura mamma.
Naturalmente il servizio, basato soprattutto sulla grande disponibilità del gruppo di anestesisti formato alla procedura, richiedeva degli aggiustamenti, ossia un protocollo operativo che definisse in maniera precisa e dettagliata tutta l'attività . Detto protocollo, che doveva ovviamente essere redatto dal Primario, nonostante i ripetuti solleciti da parte dei suoi collaboratori, pare non sia stato mai elaborato.
Corre voce che siano questi i motivi che hanno talmente esasperato la maggior parte degli anestesisti da indurli a presentare , come espressione di disagio operativo, domanda di trasferimento.
In altri reparti i vuoti di organico, conseguenti alla partenza di un medico per altre sedi o ad una sua prolungata assenza per vari motivi, sono stati sempre tamponati dal sacrificio dei restanti. Così , ad esempio, è stato per la Chirurgia (priva, in passato, di ben tre unità) e per l'Ostetricia Ginecologia, dove il Primario, per non interrompere l'attività, si è autoimposto turni davvero pesanti. La partenza di un medico anestesista (che, comunque, verrà sostituito nel giro di qualche mese) non può quindi modificare un percorso già avviato con grande soddisfazione per l'utenza e vantaggi per la struttura. Il Primario Anestesista dovrebbe quindi riflettere bene su ciò e fare qualcosa per promuovere l'operazione, anche impegnandosi personalmente, in considerazione delle sue competenze, dichiarate nel curriculum, in materia di parto analgesia.
Il punto nascita di Spoleto gliene sarebbe grato.


 



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I commenti dei nostri lettori

cittadina

10 anni fa

In 15 anni sono stati fatti molti passi avanti : i ginecologi sono più preparati e il partoanalgesia è diventato obbligatorio per chi lo chiede. Attualmente sembra che il servizio soffra della carenza di un'anestesista che però dovrebbe arrivare presto.

uno

10 anni fa

Ma il dott. Ercolani quante Partoanalgesie ha fatto?

Una mamma

10 anni fa

a dire il vero essendo partoriente secondigravida nel 2001 , nonostante il dott. ciacca fosse in turno pomeridiano presso la rianimazione , il ginecologo mi nego' l'epidurale , quindi deduco che l'addestramento della terapia del dolore per i ginecologi ancora non aveva dato evidentemente risultati !! della serie "hai da tribolare ". punto. ma di che cosa stiamo parlando ?

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