cronaca
Un servizio prezioso per far uscire le donne dal tunnel della violenza
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Un servizio prezioso per far uscire le donne dal tunnel della violenza
Beatrici Lilli e le altre associate hanno presentato il lavoro svolto con 'Donne contro la guerra'
Oltre 22 casi seguiti, donne accompagnate, sostenute, nel lungo e difficile percorso per uscire dal tunnel della violenza.
Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l'associazione Donne contro la guerra, che
gestisce il centro d'ascolto di Spoleto, snocciola dati e richiama l'attenzione sul fenomeno, invitando a non abbassare la guardia e a fare fronte comune.
Ieri presentazione del libro "Rose rosse" di Beatrice Lilli, giunto alla sua seconda riedizione e riflessione su una piaga sociale diffusa.
Bea, ha vissuto in un contesto di violenza domestica per17anni, fino al giorno che è riuscita a trovare la forza, chiedere aiuto e trasferirsi in una casa famiglia di Ancona, un centro anti violenza, e infine la rinascita. Uscire dalla violenza è difficile, da sole non si può, ma insieme ci si riesce,questo il messaggio fondamentale. "Dopo tanti anni di violenza ero priva di identità - ha detto Bea - con loro ( lo staff del centro) ho avuto le risposte che cercavo". Ma l'attenzione oggi, non si concentra più solo sui maltrattamenti sulle donne, ma anche sui danni che provoca la violenza assistita sui bambini. infine l'importanza di strumenti giudiziari immediati ed efficaci. Ma quali sono i segnali importanti da non sottovalutare. "La gelosia eccessiva, il troppo controllo - ha detto Beatrice Lilli - delle false attenzione, una mancanza di rispetto per le proprie scelte. Allontanamento dalla vita sociale. Il criticare continuo di nostre scelte che ci portano all'apertura verso un mondo sociale, invece, il nostro aguzzino, vuole portarci verso l'isolamentoverso".
Se molto è stato fatto sul piano istituzionale, ancora non basta. Cosa fare. "Credere alla donna tirare fuori le risorse, mettere in protezione le donne. E poi ci sono le leggi, strumenti come l'allontanamento, da applicare".
"Il territorio è organizzato e strutturato per dare risposte - ha detto la presidente dell'associazione Marina Antonini - noi collaboriamo anche col servizio h 24 servizio, la rete territoriale regionale del telefono donna, ma Asl, associazioni, forze dell'ordine, devono essere collegate , più coesione, altrimenti le donne ci rimettono. Dobbiamo mantenere in vita questa rete e dare alle donne sostegno continuo, noi siamo in grado di fare una valutazione del rischio delle donne e dei minori".
Al servizio collabora anche la cooperativa "Il cerchio". Promotore dell'iniziativa di ieri, la Coop centro Italia.
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