cronaca

Peculato: Direttrice ufficio postale di Piedipaterno giudicata innocente

 

Presunto giro di assegni falsi per 1mln e 800mila euro. Per il tribunale di Spoleto il fatto non sussiste

 

Processo Poste di Piedipaterno, finalmente si è chiuso il processo penale davanti al collegio del tribunale di Spoleto. Un giro di assegni falsi di oltre un milione e 200 mila euro. Assoluzione con formula piena per l'ex direttrice dell'ufficio postale accusata di peculato. Innocente, il fatto non


sussiste, una vittoria per la donna, che difesa dall'avvocato Gaetano Puma, ha sempre sostenuto e ribadito la sua estraneità ai fatti. Condannati invece per associazione a delinquere due imputati. Condanna di tre anni e mezzo e quattro anni e mezzo, per un commerciante romano da tempo residente nello Spoletino e un reatino. altra assoluzione ivece per il quarto imputato. I due condannati per associazione a delinquere, per l'accusa e per il collegio penale, sono responsabili, hanno avuto ruoli di spicco nella truffa. I fatti. Il castello accusatorio parla di un'organizzazione che apriva con poche centinaia di euro conti correnti in diverse banche, in particolare del reatino, e in questo modo ottenevano blocchetti d'assegni stando alle accuse - che poi erano utilizzati per operazioni compiute presso l'ufficio postale di Piedipaterno. In particolare sarebbero stati utilizzati per vaglia online poi subito riscossi o per versamenti su conti correnti postali intestati a persone difficilmente individuabili. Inoltre sarebbero stati impiegati per ottenere assegni circolari sempre delle Poste. Tutti per importi di molto superiori (anche di 20-50 mila euro) rispetto al denaro effettivamente depositato in banca.


 



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