politica

Regolamento microprogetti: parte dell'opposizione presenta ricorso a Prefetto e Segretario Comunale

 

Non si placa la bagarre per l'approvazione del testo da parte della maggioranza

 

Sarà il prefetto di Perugia Antonella De Miro ad esprimersi sulla bontà del "regolamento per la realizzazione di microprogetti di interesse locale", approvato nei giorni scorsi sui banchi del massimo consesso cittadino tra le polemiche della minoranza. Ad annunciare il ricorso sono stati


sia il senatore del Movimento 5 Stelle Stefano Lucidi, che 7 consiglieri comunali di opposizione (M5s, ma anche Pd e Dominici del gruppo misto). Il parlamentare, in particolare, di recente era già intervenuto sulla vicenda insieme al consigliere comunale Elisa Bassetti: in pratica da ora i cittadini, le associazioni, le Fondazioni ed anche le imprese (ed è questo uno dei punti più controversi della vicenda) potranno chiedere al Municipio di svolgere lavori di manutenzione e riqualificazione sulle strutture di proprietà comunale, come per esempio impianti sportivi, verdi attrezzati ed aree utilizzate per attività socio-scolastiche, a patto di garantire: la pronta realizzabilità del progetto (non chiedendo quindi alcun co-finanziamento o la consulenza dei tecnici dell'Ente) ed il rispetto delle leggi e dei vincoli di salvaguardia. Ogni operazione, caratterizzata da "un interesse collettivo comunale" e "dall'assenza di fini di lucro", dovrà avere un importo inferiore ai 200 mila euro comprensivo dei costi e degli oneri della sicurezza ma escluso invece di Iva.

I requisiti per partecipare Alla domanda, redatta utilizzando i facsimili scaricabili dal sito del Comune, sarà necessario allegare la relazione generale sull'intervento, elaborati grafici in varie scale, l'elenco delle diverse professionalità coinvolte e la dichiarazione relativa al possesso dei requisiti necessari. I soggetti interessati, inoltre, saranno chiamati a versare in anticipo una cauzione pari al 10% dell'importo complessivo. Il Comune, da parte sua invece, concederà varie agevolazioni relative alla Tosap, alla Tari e sulla tassa sulla pubblicità. E non finisce qui perché se "il soggetto promotore è il titolare di un'attività commerciale - si legge nel documento - sarà consentita l'individuazione, nell'ambito del progetto presentato, di uno spazio da destinare alla promozione dell'attività stessa".

Le criticità del regolamento Ed è proprio qui, secondo il Movimento 5 Stelle, che nascono i problemi. "Il baratto amministrativo, così come pensato originariamente sulla base dell'articolo 24 della Legge 164/2014, in realtà non è aperto a tutti - hanno fatto notare Lucidi e Bassetti - ma solo a persone in difficoltà temporanea. Negli altri Comuni viene richiesto al cittadino di dimostrare la sua posizione Isee e la sua posizione tributaria, oltre a determinare un monte ore massimo di baratto oltre il quale il Comune non va». Al contrario, il regolamento adottato dalla maggioranza "non solo concede accesso a tutti senza limiti di budget per il Comune - hanno spiegato - ma addirittura consente di barattare anche alle imprese i tributi locali mentre la specifica legge dei micro-progetti parla solo di sgravi fiscali per i soggetti ad Irpef".

I motivi del ricorso al prefetto Da qui l'attacco diretto al Comune, reo di non aver "identificato in maniera conforme i soggetti destinatari del baratto amministrativo, messo a regolamento il tetto massimo Isee per i cittadini che vi possono accedere, chiesto che siano esenti da condanne o procedimenti, previsto un tetto massimo di credito inesigibile da barattare, lasciando così la possibilità a tutti di barattare, arrivando all'assurdo che il Comune possa ritrovarsi senza entrate locali". Il regolamento, inoltre, è stato approvato "senza che i consiglieri comunali abbiano potuto accedere liberamente alla documentazione". Attraverso il ricorso al prefetto, i consiglieri Elisa Bassetti, Dante Andrea Rossi, Laura Zampa, Massimiliano Capitani, Carla Erbaioli, Stefano Lisci e Aliero Dominici rivendicano quindi "il diritto di accedere liberamente alle informazioni e di poter svolgere correttamente il proprio ruolo di consigliere comunale", anche perché il "regolamento è approdato sia nella commissione normativa sia nel consiglio comunale privo del parere tecnico dei responsabili di servizio interessati. L'iniziativa è un atto che si è reso necessario dopo che più volte molti esponenti della minoranza hanno esposto l'oggettiva impossibilità di condivisione e dibattito su temi fondamentali per la città, proprio a causa di iter procedurali che per nulla rispettano i principi di trasparenza e partecipazione tanto decantati in campagna elettorale dall'attuale amministrazione".

 



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I commenti dei nostri lettori

spoletina

11 anni fa

Sig.ra Altieri le sembra un fatto da poco quello che e' successo in consiglio? Quali sarebbero i fatti intelligenti degni di argomentazioni? Magari l'uscita in massa (tranne la bassetti) nella discussione dell'atto piu importante di un comune quale il bilancio? Quali argomentazioni vi erano per uscire in massa? Avrei voluto sentire le motivazioni e una discussione nel merito e invece niente.

Maria Altieri

11 anni fa

.......O forse, amica Spoletina, gli altri sono semplicemente più intelligenti e/o intellettualmente più onesti.... queste iniziative sembrano più dettate dalla mancanza di reali argomentazioni, meglio starne alla larga.....

spoletina

11 anni fa

A me sembra che il movimento 5 stelle di spoleto stia facendo un'ottima politica. Presenti su piu' fronti stanno dettando l agenda dsll'opposiozione in citta'. Piuttosto gli altri dell'opposizione??

solospoleto

11 anni fa

Leggo: "Attraverso il ricorso al prefetto, i consiglieri Elisa Bassetti, Dante Andrea Rossi, Laura Zampa, Massimiliano Capitani, Carla Erbaioli, Stefano Lisci e Aliero Dominici " Sbaglio o il pd si è perso per strada MARTELLINI??? QUESTA è la vera notizia. Un pd che non vota più compatto a Spoleto. Un altro merito al 5 stelle cittadino .

super_ska

11 anni fa

Come mai manca la firma di un Martellini del PD? I suoi colleghi hanno firmato tutti...

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