cronaca

Tirocini allo Stabilimento militare di Baiano, è polemica sui parametri di accesso

 

Un genitore ha scritto alle autorità per chiedere requisiti meno restrittivi

 

Scadono oggi i termini per la presentazione del proprio curriculum per candidarsi ai tirocini retribuiti presso lo Stabilimento militare di munizionamento terrestre di Baiano, ma c'è chi protesta per i criteri di scrematura dei candidati. Tanto per cominciare, l'età: occorre infatti essere under 23 per prendere


parte alle selezioni. "Mio figlio ha 25 anni - racconta a Spoletonline un genitore spoletino - e possiede un diploma tecnico professionale, come previsto dal bando. Allo Sportello per l'impiego di via dei filosofi, dove occorre recarsi a presentare il curriculum, ci è stato detto che è troppo ‘anziano' e che, oltretutto, non ha conseguito il diploma con una valutazione adeguatamente alta". Il bando, infatti, prevede un voto minimo per il diploma superiore. Il tirocinio da assistente artificiere, della durata di quattro mesi, prevede un lavoro di 36 ore settimanali divise in cinque giornate lavorative, per un'indennità lorda di 400 euro mensili. Per i tirocinanti c'è la concreta prospettiva di una futura assunzione.

"Ho deciso - prosegue il genitore del giovane - di rivolgermi all'Agenzia industrie difesa, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai sindacati, che lo scorso 2 settembre, proprio sulle colonne di Spoletonline, avevano espresso soddisfazione per il tirocinio pur non condividendone tutti i criteri di individuazione dei candidati. Ritengo che i requisiti siano troppo restrittivi, sia riguardo l'età sia sulla valutazione conseguita agli esami di maturità. Capisco che chi si è dimostrato più studioso abbia diritto ad un punteggio di partenza più alto, ma non mi sembra costituzionale escludere a priori qualcuno che possiede lo stesso titolo di studio, pur con una valutazione finale inferiore. In pratica lo Stato ci dice che se un giovane ha più di 23 anni ed un voto di maturità sufficiente, non può lavorare. Ditemi voi - conclude - se tutto ciò non è discriminatorio". Spoletonline rimane a disposizione per eventuali interventi sull'argomento da parte dei sindacati o della stessa Agenzia industrie difesa.



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I commenti dei nostri lettori

nadia

11 anni fa

questa discriminazione...si chiama meritocrazia, che poi li non serva una grande preparazione è un' altra cosa!!!!!

Anna

11 anni fa

Non disduto sui requisiti, che come sempre sono opinabili. Ma solo a me sembra strano che a scrivere sia il genitore del ragazzo e non lui stesso?

Il Corvo della rocca

11 anni fa

Non sempre chi si distingue a scuola riesce anche a distinguersi nel mondo del lavoro. E non sempre qualche anno di differenza di etá riesce a determinare una distinzione. La distinzione deve essere fatta in base alle proprie attitudini personali, alla propria capacitá e alla propria preparazione in materia. Le aziende che riescono di più a distinguersi sono quelle meno condizionate da fattori politici, da un'eccessiva burocrazia e da "svariate amicizie". E più propense ad assumere gente capace. I nostri giovani che si recano all'estero per lavorare, sono valutati per quello che sanno effettivamente fare e non per qualche raccomandazione, o per il titolo di studio, su "foglio di carta", che essi presentano al datore di lavoro. Infatti, a questo viene attribuito solo un valore indicativo, per valutare la loro idoneitá lavorativa nel ramo specifico, ma l'assunzione vera e propria viene determinata dalla prova della loro capacitá lavorativa. Fin quando in Italia, nelle assunzioni, non si dará più peso a questo fattore, saremo sempre condizionati dal non poter esprimere, fedelmente, tutte le nostre effettive potenzialitá lavorative. Che, se liberate, andrebbero a profitto non solo di qualcuno ma dell'intero Paese.

spoletino

11 anni fa

Anche io da italiano e genitore ritengo che i criteri scelti dalla Agenzia della Difesa siano altamente discriminatori ed anticostituzionali ad esempio i criteri con cui vengono dati i voti di maturitá non sono identici per tutti gli istituti, quindi se in una scuola mi sono ad esempio diplomato con un 70, se avessi frequentato un altro istituto avrei potuto prendere tranquillamente un 75 !!. Discriminare un giovane anche in base all'etá è una mera cavolata! Possiamo dire che un giovane di 24 o 25 anni sia troppo vecchio per iniziare a lavorare?!! Ai ragazzi devono essere date le stesse possibilitá nell'accedere ad un concorso, dovrebbe essere poi il MERITO, parola ormai dimenticata dal nostro vocabolario e soprattutto dai nostri politici, a dire chi merita veramente di poter iniziare a lavorare !!!!!!

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