cronaca

Banca Popolare di Spoleto: indagato il governatore di Bankitalia Ignazio Visco

 

Corruzione e truffa le ipotesi di reato mosse dalla procura di Spoleto

 

Corruzione e truffa. Sarebbero queste le accuse che, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano di oggi, la procura della Repubblica di perugia avrebbe mosso nei confronti del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Il governatore, insieme ad altre persone, sarebbe entrato nel mirino degli inquirenti


nell'ambito dell'inchiesta relativa al commissariamento e alla successiva vendita della Banca Popolare di Spoleto, ceduta lo scorso anno a Banco Desio. Come si ricorderà, sia il commissariamento della Bps sia quello della sua ex controllante Spoleto Credito e Servizi, sono stati entrambi riconosciuti dal Consiglio di Stato privi di quella totale legittimità necessaria per procedere. Dalla Banca d'Italia, per il momento, non arrivano conferme circa l'effettivo stato in essere delle indagini a carico di Visco.

 



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I commenti dei nostri lettori

socio scs_bps

11 anni fa

Dopo le dichiarazioni di della Procura di Spoleto, mi sembra che non ci siano dubbi! Il tutto è un atto dovuto a seguito di una denuncia presentata da un'associazione che rappresenta nemmeno il 3% dei soci. Un'associazione che vede tra i promotori colui che ha distrutto la Banca e peraltro anche lui rinviato a giudizio. Non capisco il commento del sig. Berti, giá responsabile della Comunicazione dell'Unione Comunale del Pd Spoleto(sic!), è alquanto ermetico quando scrive di quel "qualcuno ha indossato i panni del "poliziotto" , il quale mi aveva accusato di confondere i fatti con le conseguenze, per denunciare le presunte malefatte di chi lo aveva scaricato qualche anno prima e fatto cadere dalla seggiola, privandolo soprattutto di un sostanzioso emolumento". Forse sarebbe utile essere più chiari, per il bene dei soci e della cittá. Insomma in buona sostanza chi sa parli!

spoleto101

11 anni fa

pensiamo principalmente ai soci SCS che non possono e non devono perdere i loro soldi che spesso sono risparmi di molti anni, questa è la vera ed unica vittoria. questo è fondamentale e giusto. x il resto,i grandi, non hanno problemi. grazie e saluti .

renzo berti

11 anni fa

Egregio Bank-eat Italy, ci avrebbe fatto molto piacere conoscere la sua vera identitá. Ma, da quello che scrive, capiamo dove Ella è schierato. Senza voler interferire nella delicata indagine della Magistratura spoletina ed in particolare del sostituto Jannarone, la cui capacitá professionale ed applicazione della legge è stata giá dimostrata ampiamente in una vicenda giudiziaria contigua, come soci della Spoleto Credito & Servizi ed azionisti della Banca Popolare di Spoleto ci piacerebbe conoscere il pensiero sulla vicenda da parte di due alte cariche istituzionali: il Presidente Catiuscia Marini ed il Sindaco Fabrizio Cardarelli. Non a caso, infatti, la signora Marini, in un pubblico consesso come quello di Panorama d'Italia, ha esordio dicendo che aveva conosciuto ed apprezzato Cardarelli per le sue idee sulla vicenda della Banca Popolare di Spoleto. Ora che il "pentolone" dei sospetti potrebbe scoperchiarsi e qualcuno rimanervi scottato, è bene che, finalmente, gli spoletini e gli umbri sappiano, se non la veritá storica, quanto meno quella processuale. Che potrá sgombrare il campo dalle incrostazioni e dare un minimo di giustizia ai soci ed azionisti, in primis, ma soprattutto scoprire un disegno preciso e diabolico in cui potere politico ed economico , per non citare altri poteri, sono stati quanto mai contigui. Con la scusa che qualcuno ha indossato i panni del "poliziotto" , il quale mi aveva accusato di confondere i fatti con le conseguenze, per denunciare le presunte malefatte di chi lo aveva scaricato qualche anno prima e fatto cadere dalla seggiola, privandolo soprattutto di un sostanzioso emolumento, Spoleto e l'Umbria sono stati privati di una Banca con una tradizione secolare e che è stata da sempre vicino alle imprese ed alle famiglie. Rappresentando non solo un sostegno alle loro necessitá, ma un approdo occupazionale sicuro per centinaia di giovani. Cordialmente. Dott. Renzo Berti, giá responsabile della Comunicazione dell'Unione Comunale del Pd Spoleto.

Bank-eat Italy

11 anni fa

“Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, truffa, abuso d’ufficio, infedeltá , dazione o promessa di utilitá”; la raffica dei reati “avvisati” è impressionante, tanto da far pensare al peggio. La lista degli indagati raffigura il Gotha del mondo bancario-finanziario italiano, così che si può pensare alla decapitazione di un sistema. Siccome il dubbio è la virtù dei forti, ne veniamo immediatamente colti, in guisa tale da indurci a chiedere: ma sará vero, o si tratta del solito scoop giudiziario-giornalistico, destinato a sgonfiarsi come il rospo della favola? L’articolo de “il fatto quotidiano”, pur ben confezionato , non è molto di più della trascrizione, mutatis verbis, del “famoso” articolo , firmato da Gianmarco Chiocci sul berlusconiano “il Giornale” circa tre anni fa. Di nuovo, nello scritto di Marco Palombi, c’ è la messa in evidenza di due fattori , per alcuni impliciti, per altri misconosciuti riguardanti: • Il totale disconoscimento, da parte delle Istituzioni, degli interessi dei Soci della Cooperativa SCS, considerati “carne da cannone” buona solo per gli attacchi frontali alla baionetta; non è un caso che il Banco di Desio abbia sponsorizzato, a livello nazional-patriottico, il film-Luce sulla prima Guerra Mondiale. Il dr. Lado, uno degli indagati, la sera della premiere asserì che “sperava che l’operazione-Spoleto non si risolvesse in una Caporetto” , ma non specificò per chi. Ora si teme di averlo capito. • Il fatto che il valore della Banca, che il Monte dei Paschi attestava ad incredibili 266 milioni di euro (solo tre anni fa, parole di Alessandro Profumo) sia stato considerato ZERO dai soloni della Bankit dimostra come i numeri siano un bieco instrumentum regni, fruibili in modi antitetici a secondo dell’utilizzatore; il Banco di Desio infatti, è bene ricordarlo, non ha cavato un euro per la Banca, mentre il suo intervento è stato volto “solo” all’aumento di capitale, prima in soldi poi in natura (con agenzie di vario calibro) • Dice: ma la Banca valeva poco o niente, dopo l’assalto predatorio all’Albero della Cuccagna effettuato dagli stessi che ora, al riparo dell’avvocato Angeletti, scatenano l’inferno. Forse è vero, ma allora bisognava che i Signori Commissari Boccolini, Brancadoro e Stabile, con seguito caudatario , avessero il coraggio di dichiarare “fallita” la Cooperativa SCS , in quanto aggredita da passivitá soverchianti sulle attivitá, senza considerare appieno il “bubbone ternano”.In sostanza ,il mantenimento in vita della SCS , dopo il passaggio dei Lanzichenecchi, ha rappresentato, con chiarezza, un episodio infelice di accanimento terapeutico, foriero di equivoci e di ulteriori asportazioni, chissá per quanto Quello che Palombi non dice, ma sicuramente tirerá fuori in una prossima puntata (il Fatto Quotidiano non è il Giornale) è che una proposta alternativa non esisteva , in quanto la sedicente altra offerta veniva da un nobile camerinese di discussa credibilitá, per non dire altro. E poi, Palombi non dice, ma lo dirá, che una politica del credito dissennata, voluta dall’ultimo Direttore di nomina antoniniana, aveva portato la BPS in una posizione di grave rischio, sia creditizio che patrimoniale. I dubbi sono tanti, ma la veritá, come afferma il Vangelo, arriverá e ci fará liberi , almeno dai malandrini.

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