cronaca

Monte Coscerno, oasi per bracconieri

 

L’ultimo episodio lunedì scorso. Federcaccia: “E’ una vergogna. Pronti a fare la nostra parte”

 

Di nuovo. Ancora una volta bracconieri nell'oasi di Monte Coscerno. Come ogni anno, nonostante gli appelli continui di Federcaccia Umbra e gli allarmi lanciati a istituzioni e forze dell'ordine, i "soliti noti" si introducono nella splendida area protetta per compiervi atti di bracconaggio. "E' accaduto


anche lunedì scorso - dichiara con rabbia il presidente della sezione comunale di Federcaccia di Monteleone di Spoleto, Graziano Vannozzi - ma nessuno, come al solito, si degna di intervenire. In questo caso sono arrivati quasi sotto le antenne di Coscerno con i mezzi fuoristrada, poi hanno sciolto i cani da ferma e sono andati tranquillamente a caccia. In questi anni la Provincia non è stata in grado neanche di ripristinare le tabelle che delimitano i confini dell'oasi, il che rende quasi inutile l'eventuale opera di sanzione da parte delle forze dell'ordine, piene di buona volontà ma purtroppo povere di mezzi e uomini".
Nell'oasi di Coscerno, praticamente abbandonata a se stessa da istituzioni e cosiddetti "ambientalisti", sopravvive a stento l'ultima popolazione di coturnici della bassa Valnerina, insieme all'aquila reale e a un discreto numero di lepri. Sia coturnici sia lepri rientrano tra le prede preferite dell'aquila, ma vengono anche disturbate regolarmente dai bracconieri che, non trovandosi più davanti le tabelle dell'oasi, entrano indisturbati pur sapendo che non si potrebbe. Nel caso di lunedì scorso, poi, il dolo è palese, dato che i bracconieri si sono spinti con i mezzi fuoristrada fin nel cuore dell'oasi, ovviamente in regime di divieto d'accesso. "Noi cacciatori per bene, vale a dire la stragrande maggioranza che rispetta le regole e che anzi vorrebbe potenziare l'oasi di Coscerno in termini di gestione - sbotta ancora Vannozzi - dobbiamo ogni anno subire l'affronto, vergognoso, che alcuni perpetrano sulla fauna nobile stanziale che ancora popola Coscerno, a fronte dell'immobilismo più totale da parte delle istituzioni. Siamo stufi, è una vergogna e non intendiamo più sopportarla. A questo punto pretendiamo che la Provincia ripristini le tabelle delimitanti i confini dell'oasi, e per l'ennesima volta ci proponiamo, come Federcaccia, di fare il lavoro al posto dell'ente. Sarà sufficiente, per noi, ricevere le tabelle da affiggere, l'autorizzazione della Provincia e l'esatta planimetria dell'oasi, dopodiché ci impegniamo a prestare la nostra opera in maniera del tutto gratuita pur di proteggere l'area".
"Quanto è accaduto lunedì a Coscerno è un fatto scandaloso - il commento indignato di Franco Di Marco, presidente di Federcaccia Umbra - che purtroppo si verifica anche in altre aree protette e che rende, a maggior ragione, ancor più urgente la definizione della delega alla vigilanza venatoria. Regione e Provincia devono fare in fretta: individuino subito l'ente che sarà preposto al controllo, dopodiché noi mettiamo a disposizione sin da ora il nostro personale, le nostre guardie volontarie. Siamo pronti a stipulare convenzioni che facciano risparmiare l'ente, già a corto di risorse, e che allo stesso tempo proteggano il territorio con tanti occhi in più a controllarlo. Combattiamo il bracconaggio in ogni forma e ad ogni livello, ma - conclude Di Marco - le istituzioni devono fare in fretta".


 



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I commenti dei nostri lettori

Il Corvo della rocca

11 anni fa

Cara Mary, mi permetto di continuare il Suo commento nella parte punteggiata:.... "Finirebbero non solo i bracconieri ma "l'intera razza dei "cacciatori".

MARY

11 anni fa

SE, PER ASSURDO, SI POTESSERO ARMARE GLI UCCELLI, I DAINI ,E OGNI ALTRA CREATURA DEL MONDO ANIMALE, FINIREBBERO TUTTI I BRACCONIERI................

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