cronaca
Banca Popolare Spoleto, maxi esposto in Procura
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Banca Popolare Spoleto, maxi esposto in Procura
Un centinaio le firme di soci Scs che chiedono di indagare sui commissari, i loro delegati, i vertici delle banche interessate, il notaio delle assemblee e chiunque altro la Procura ritenga opportuno indagare. L'avvocato Angeletti: 'Procuratore molto disponibile'
Ci sono dentro un po' tutti i protagonisti del doppio commissariamento Bps-Scs, nel maxi esposto presentato ieri (28 luglio) alla Procura della Repubblica di Spoleto dall'avvocato Riziero Angeletti. A cominciare dai tre commissari straordinari per finire con il notaio verbalizzante, passando per tutti i
vertici degli istituti di credito interessati che la Procura riterrà opportuno indagare. Le ipotesi di reato sono corruzione, abuso d'ufficio e truffa aggravata dall'entità del danno e dalla posizione di pubblico ufficiale. Un centinaio circa le firme in calce all'esposto, tutte ovviamente appartenenti a soci della Spoleto Credito e Servizi, la cooperativa che un tempo controllava la Banca Popolare di Spoleto con il 51,2% circa delle quote azionarie dell'istituto di credito umbro. Tra i firmatari, altrettanto ovviamente, c'è anche il legale rappresentante dell'A.Spo.Credit Carlo Ugolini, presidente dell'associazione da anni impegnata nella tutela degli interessi dei soci.
"Ieri mattina ho presentato personalmente l'esposto", dichiara a Spoletonline l'avvocato Riziero Angeletti. Certamente non è il primo che viene depositato in merito alla vicenda ma, a differenza dagli altri che lo hanno preceduto, questo esposto riguarda esclusivamente persone fisiche. "Gli aspetti sui quali invitiamo la Procura a focalizzare l'attenzione sono diversi", prosegue il legale. "Innanzitutto a noi sembra poco chiara la decisione del commissariamento della Banca e della cooperativa, presa dal Ministero dell'Economia e Finanze (Mef) su indicazione della Banca d'Italia. Di fatto una banca locale è stata tolta dalle mani dei cittadini senza che, a nostro avviso, sussistessero i presupposti per commissariarla, come del resto ha dimostrato l'esito dei ricorsi al Tar prima e al Coniglio di Stato poi. Vero è che il Ministero ha reiterato il provvedimento; proprio per questo è in essere un ulteriore contenzioso, in quanto sosteniamo che il Mef non abbia dato esecuzione all'ordinanza del Consiglio di Stato". E fin qui è materia per la giustizia amministrativa.
"Tuttavia - aggiunge Angeletti - mentre si discute sulla legittimità del commissariamento, assistiamo esterrefatti a iniziative come l'aumento di capitale riservato alla banca Desio, in danno di tutti i soci, della città e del territorio. Sono state escluse ulteriori proposte come ad esempio quella formulata dalla Nit, che proponeva condizioni totalmente più vantaggiose; basti ricordare solo l'offerta di 100 milioni di dollari da suddividere tra tutti i soci della Scs, e ci si renderà subito conto che c'era una situazione di netto vantaggio. Ma ciò che fa nascere il dubbio circa un possibile rilievo penalistico è che gli organismi assembleari non si sono neppure posti il problema di verificare. In sede di assemblea, allorquando è stata fatta presente l'esistenza di questa proposta, è stata bocciata in maniera tranciante ed immediata, senza neanche discuterla nel merito. Ma se si boccia una proposta vantaggiosa per i propri rappresentati senza neanche discuterla, automaticamente si provoca un danno alle stesse persone che si sta rappresentando, a meno che non di offra loro in alternativa della condizioni ancora migliori. Ma dato che le condizioni di Banco Desio sono peggiorative per i soci, automaticamente si crea un buio, uno stato di assoluta cecità non giustificata. Le giustificazioni date dai commissari sono clausole di stile, assolutamente generiche e senza alcun approfondimento".
L'aumento di capitale riservato citato dal legale, come noto, altro non è se non l'operazione di acquisto, da parte di Banco Desio, delle quote di maggioranza della Bps, al termine del commissariamento dell'istituto di credito. "Ma c'è di più - aggiunge l'avvocato -, perché come si ricorderà non c'era soltanto la Nit tra le proposte alternative a Desio. Per esempio anche la Popolare di Vicenza era interessata all'acquisizione della Bps; senonché, come in molti ricorderanno, ad un certo punto l'istituto di credito veneto ritirò la propria offerta senza alcun motivo apparente. Dopo alcuni approfondimenti abbiamo scoperto che, subito dopo l'insediamento di Desio, la filiale torinese della Banca Popolare di Spoleto è stata ceduta a Vicenza con una transazione pari a zero euro". Come ciò sia stato possibile non è dato saperlo, mentre si sa, sempre per bocca dell'avvocato, che "presso la filiale di Torino della Bps vi erano molti funzionari nei cui confronti la Bps aveva intrapreso una causa di lavoro per concorrenza sleale. Grazie alla cessione alla Popolare di Vicenza tale contenzioso è stato chiuso e, al contempo, l'istituto vicentino ha rinunciato all'acquisto delle quote della Bos, lasciando Desio senza concorrenti. Questo è un aspetto della vicenda che fino a ieri era rimasto nascosto".
C'è poi la vicenda relativa alla cessione di crediti pari a 95 milioni di euro, perfezionata dai commissari straordinari il 14 maggio del 2014, definita dall'avvocato "un ulteriore atto contrario ai doveri d'ufficio. Com'è possibile - si chiede - cedere 95 milioni di euro di crediti in cambio di una perdita di oltre 5 milioni di euro? I commissari, in pratica, hanno ceduto un asset aziendale del valore di 95 milioni senza ricevere nulla in cambio se non un'ulteriore perdita". Solitamente i crediti difficili da esigere vengono venduti ad agenzie specializzate in cambio di una percentuale del loro valore totale, ad esempio il 40%. "Ma da qui a rimetterci - aggiunge Angeletti - ce ne corre... Ad ogni modo, queste ed altre operazioni effettuate devono essere state avallate da vari organismi, tra cui i vertici di banca d'Italia e del Ministero. Di sicuro un danno è stato fatto, un danno molto importante. Ora noi non sappiamo se tale danno sia stato voluto oppure no; chiediamo però alla Procura di accertarlo, perché a nostro parere siamo in presenza di comportamenti che hanno condotto al depauperamento totale della forza economica della Bps a danno di tutti i soci, cui si devono aggiungere tutte le nefandezze fatte nelle varie assemblee".
Eh già, perché non è ancora finita. "Abbiamo denunciato anche il notaio delle assemblee della Scs, perché ad esempio sono state attestate, nel corso dell'assemblea che ha rinnovato il cda della cooperativa, delle assenze non vere, e quindi non sono stati conteggiati dei voti che dovevano invece essere conteggiati. Ciò ha determinato innanzitutto la falsificazione del risultato elettorale e, di conseguenza, la falsificazione degli atti dell'assemblea".
Parole gravissime, quelle dell'avvocato e - per suo tramite - dei firmatari dell'esposto, che si annuncia come non certo l'ultimo della serie. "Altri esposti saranno da noi presentati - conferma il legale - e, al contempo, ci riserviamo di integrare quello depositato ieri con ulteriori elementi. Inoltre stiamo per depositare un'azione anche presso il tribunale delle imprese di Perugia, a sostengo della tesi che vedrebbe in tutte queste operazioni un disegno più ampio, e direi criminoso, che abbiamo concretizzato nell'esposto alla Procura di Spoleto".
Lo stesso procuratore sarebbe apparso, a sentire l'avvocato, "molto interessato". "Ci ho parlato qualche giorno fa - conferma ancora - per illustrargli i vari aspetti dell'esposto e spiegargli quali fossero le nostre intenzioni. Il procuratore si è mostrato molto corretto dal punto di vista professionale, comprendendo la delicatezza della vicenda. Mi ha chiesto di far emergere fatti di rilievo penale, poiché se ci sono questioni di tale rilevanza mi ha assicurato che gli inquirenti andranno fino in fondo. Mi auguro soltanto che la giustizia si muova presto".
Infatti, su tutta la vicenda pende come una spada di Damocle la recente richiesta, da parte dell'attuale consiglio d'amministrazione della Scs, di concordato preventivo, sia pur in continuità. "Mi chiedo - conclude Angeletti - se sia normale rifiutare, senza neanche discuterla, l'offerta da 100 milioni di dollari della Nit, per poi portare i libri contabili in tribunale. Ecco perché è nostro intento procedere a un'ulteriore integrazione del nostro esposto. Abbiamo già a disposizione ulteriori elementi a supporto integrativo; il danno più grande, oltre quello economico, è lo sradicamento della realtà Bps dalla comunità spoletina: capisco che le operazioni economiche e imprenditoriali non guardino in faccia a nessuno, ma ai cittadini, al tessuto sociale e alle istituzioni locali forse interesserà che il proprio patrimonio non vada dissolto. Ecco perché dobbiamo muoverci in fretta, prima che qualcuno decida di vendere".
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I commenti dei nostri lettori
Socio scs .3
11 anni fa
Complimenti! Innanzitutto per aver detto , in poche parole, la veritá più scontata del mondo, ma che molti non vogliono ammettere, perché oramai trionfa la mistificazione, la dissimulazione, il dire una cosa e pensarne un’altra (soprattutto, volerne ancora un’altra). Doppi complimenti per portare onestamente e dignitosamente un cognome che nella BPS (quella vera, non quella del malaffare o dei lanzichenecchi) significa ancora molto, se non altro come simbolo di probitá e di cristianitá. Io, purtroppo, per vari motivi, non posso permettermi di essere trasparente come Lei, ma in questo La invidio un po’. Infine, un dettaglio non secondario: è vero che qualcuno è finito in gattabuia (se questo significa ancora qualcosa, dopo l’affaire Azzollini) ma tutti sapevano che c’erano…. Le porte girevoli! Si entrava ad ovest e si usciva ad est, oppure si “trasiva” a nord-est e si “nesciva” a sud-ovest , come direbbe Montalbano. Il siciliano è una grande lingua!
Eugenio Enrico
11 anni fa
Istituzioni locali, tessuto economico, spoletinita'. Sono parole ... che strappano lacrime ma trascurano, come ha ben detto chi mi precede in questi commenti(!!) dovrebbero tener conto della mala gestione che ha portato, mi sembra, qualcuno anche in gattabuia.
Socio SCS
11 anni fa
Le argomentazioni dell’Avv. Angeletti sembrano avere qualche consistenza, soprattutto laddove Egli appare preoccuparsi della sorte dei 19.000 soci della SCS. Dove , invece, mostrano delle carenze è quando, dopo aver inveito contro il mondo intero, si dimentica di accennare alle responsabilitá dei vecchi Amministratori, sia della BPS e della SCS. Se la situazione è precipitata sino al punto che conosciamo, la colpa di chi ha mal gestito non può essere sottaciuta. Se poi si vuole negare che non ci sia stata “mala gestio” , bensì sia stata praticata una “bona gestio” , allora non resta che attendere il giudizio del Tribunale, dinanzi al quale è stata presentata la proposta di CONCORDATO PREVENTIVO IN CONTINUITA’. A tale proposito, mi sorprende che un fine giurista, come sicuramente è l’Avv.Angeletti, asserisca che la SCS abbia “portato i libri contabili” in Tribunale, quando la ratio della procedura intrapresa , cioè quella del CONCORDATO IN CONTINUITA’ , presuppone l’esatto contrario, proprio per garantire la continuitá gestionale.I libri contabili stanno quindi tranquillamente nel Palazzetto Pianciani, nell’ appodiato giá Cesari. Strano il refuso dell’Avvocato, sperando che non sia volontario. Quanto alla fantomatica finanziaria asiatica pronta a versare 100 milioni, mi sembra di ricordare che i Commissari della Banca d’Italia, dopo ricevuta l’offerta, hanno provveduto a farla recapitare, con un corriere veloce, alla vicina Procura della Repubblica; non ne conosco però i motivi.
open your eyes
11 anni fa
tutto giá scritto...in miei precedenti commenti svalutare l'impossibile per far sembrare che BPS vale zero così da regalare a Banco Desio un tesoretto di Banca. Questo sin dall'inizio lo scopo di Banca D'Italia, del Ministero e dei commissari, ancora meglio facendo sembrare Antonini & C. dei mostri così da motivare queste operazioni di furto... Cosa che sta avvenendo anche in altre societá dello spoletino purtroppo. Sveglia, spoletini sveglia, aprite gli occhi, ma c'è il rischio che quando li aprirete vi ritroverete giá sottoterra belli che morti....
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