società

Ti stai bruciando la salute?

 

 

Quando il cibo che mangiamo è cucinato ad alte temperature (sopra i 140 gradi), avvengono dei cambiamenti chimici che danneggiano le nostre cellule. Le alte temperature usate per cucinare i cibi fritti, alla griglia, arrosto e al forno generano infatti varie tossine, tra cui gli AGEs. Tale


acronimo sta per prodotti di glicosilazione avanzata, composti cioè che sono il risultato a lungo termine di una catena di reazioni chimiche mediante le quali gli zuccheri si legano ad alcuni gruppi di proteine. In termini pratici, tale reazione si evidenzia con l'imbrunimento dei cibi cotti alla griglia o al forno o con la doratura dei cibi fritti, il che rende sicuramente più gustoso ciò che cuciniamo. Sfortunatamente però gli AGEs sono implicati nell'insorgere di numerose malattie, poiché causano danni a livello cellulare fino a morte delle cellule del nostro corpo.

I loro effetti sono ubiquitari, coinvolgendo la funzione della matrice extracellulare, di ossa, tendini, cartilagini, denti, sistema cardiovascolare, muscolo scheletrico. Gli AGEs, ad esempio, insieme a numerosi altri fattori, influenzano la perdita di massa ossea tipica dell'avanzare dell'età e la riduzione della forza a livello muscolare; essi possono dunque essere considerati come filo conduttore dell'invecchiamento, del diabete, della neurodegenerazione e dell' infiammazione cronica. Numerose evidenze mostrano che gli AGEs si formano anche a partire da prodotti intermedi derivanti dai grassi che ingeriamo. Mentre è impossibile evitare completamente tali tossine, è invece possibile ridurne l'esposizione cambiando il modo in cui cuciniamo il cibo. Proviamo dunque la cottura al vapore, la bollitura, la cottura a fuoco lento con aggiunta di acqua, brodo, vino o passata di pomodoro. Questi metodi non solo cucinano i cibi con una minore quantità di calore, ma avvengono in condizioni di "umidità", che aiuta a ritardare le reazioni che conducono alla produzione degli AGEs. Evitare cibi cucinati ad alte temperature previene anche la formazione delle amine eterocicliche, tossine che alterano i nostri geni e che aumentano il rischio di cancro.

Uno studio effettuato nel 2012 presso un prestigioso centro medico ha trovato che gli uomini che mangiavano più di 2 porzioni alla settimana di carne rossa cucinata ad alte temperature avevano un rischio del 40 % in più di avere un cancro alla prostata. Considerando che molti uomini mangiano carne cucinata ad alta temperatura tutti i giorni, non mi stupisce che ci sia un numero crescente di casi di cancro alla prostata. Un altro studio molto importante ha trovato che le donne che consumavano regolarmente carne cotta ad elevata temperatura avevano un rischio quasi cinque volte maggiore di cancro al seno. Attenzione dunque a non bruciarci la salute! Tuttavia è bene non drammatizzare; qualora ci trovassimo di tanto in tanto a gustare dei cibi cotti alla brace o al barbecue, cerchiamo di abbinare nel pasto che consumiamo anche dei cibi che controbilanciano gli effetti dannosi derivanti dalle alte temperature. Ricordiamoci che frutta e verdura sono molto più che vitamine, contengono infatti una classe di composti detti fitochimici, che presentano una spiccata azione antiossidante ed antitumorale.

(*) Dottore Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana - Nutrizionista (cagnazzofrancesco@libero.it, - Pagina Facebook).



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I commenti dei nostri lettori

Francesco Cagnazzo

12 anni fa

Gent.mo Sig. Caldarelli, la ringrazio per il suo intervento, ma credo che anche questa volta (come era giá successo per un mio precedente articolo) abbia perso di vista il tema principale dell'articolo: la cottura elevata genera delle sostanze mutagene che possono aumentare il rischio di tumore. Gli esempi che ho fatto riguardano la carne ma varrebbero anche per il pesce, se cucinato ad alta temperatura. Quindi il mio intento non era dimostrare la correlazione tra consumo di carne rossa e cancro (peraltro molto probabile, non certa, visto i numerosi articoli a riguardo). E' altresì corretto il suo monito riguardo gli errori che impestano la letteratura scientifica, soprattutto in campo medico. Ad esempio, riguardo il fatto che le persone con alti livelli di testosterone hanno tendenza a sviluppare cancro alla prostata, non c'è evidenza scientifica che ciò sia vero. E' invece appurato che gli uomini hanno un maggiore rischio di cancro alla prostata quando invecchiano ed i loro livelli di testosterone diminuiscono. Nuove evidenze suggeriscono che i bassi livelli di testosterone possono rappresentare un rischio per il cancro alla prostata. Alcuni miti sono stati giá distrutti, altri sicuramente se ne distruggeranno. Cordiali saluti.

Stefano Caldarelli

12 anni fa

Egregio Cagnazzo, apprezzo molto quello che cerca di fare, percui mi permetto di metterla in guardia da errori che impestano la letteratura scientifica (particolamente quella medica) da quando sono state inventate le statistiche. Lo studio in questione dimostra una correlazione (e nemmeno tanto forte) tra chi mangia carne rossa e il cancro alla prostata. Come diceva Fisher, che la statistica l'ha inventata, e' impossibile partire da una correlazione e tirarci fuoi una causa. Nel caso specifico, le persone con alti livelli di testosterone hanno tendenza a sviluppare cancro alla prostata, e a mangiare carne rossa... Solo un'ipotesi di lavoro, ovviamente. E' noto che popolazioni che si cibano unicamente di carne rossa non hanno particolari problemi di salute, non comprano hamburger da multinazionali pero'. In sintesi, attenzione alle facili generalizzazioni basati su un articoletto, abbiamo in questa epoca raggiunto un livello di comprensione sistemica che ci saranno studi seri su questo e altri miti (vedere i grassi saturi, gli effetti delle fibre, le HDL e tanti altri miti della medicina che stanno cadendo come pere cotte uno dopo l'altro per dimostrare la vera complessita' della questione) Cordiali saluti

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