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Far sparire la 'pancetta': gli alimenti che aiutano a ridurre il grasso addominale

 

 

Il tessuto adiposo è fondamentale per il corpo umano, perché permette di disporre di una scorta di energia accumulata nel corpo sotto forma di grasso.
Ma perché non si crei un eccesso di peso occorre che i consumi energetici e le reazioni 


chimiche da essi assicurati siano pari all'introito di calorie. Quando si altera il bilancio tra entrate caloriche dell'organismo con gli alimenti e consumi, sotto forma soprattutto di sforzo fisico che necessita della produzione di energia, il corpo tende ad accumulare energia. E lo fa mantenendola a disposizione sotto forma di grasso. Il deposito porta infatti al riempimento delle cellule adipose con una goccia di grasso, che tende ad allargare il volume delle cellule stesse.

Quando ciò si verifica si va incontro alla cosiddetta "ipertrofia cellulare, cioè alla crescita di volume delle cellule senza aumento del loro numero. Ma se questo allargamento non è sufficiente a contenere il grasso di deposito, le cellule tendono a moltiplicarsi, in un processo che si chiama "iperplasia cellulare". In questo caso il numero delle cellule adipose del corpo cresce, e anche se con un programma di dimagrimento si ottengono i risultati voluti, per cui la cellula si svuota del suo contenuto lipidico riducendo le proprie dimensioni, rimane comunque un eccesso numerico di cellule adipose, che conservano la tendenza a rigonfiarsi. Le nostre cellule di grasso hanno dunque una capacità illimitata di espandersi, quindi la chiave per sbarazzarsi del grasso addominale consiste nel fermare questa espansione. Un modo in cui possiamo farlo è quello di concentrarci sui cibi giusti.

Gli alimenti che aiutano l'utilizzo dei grassi di deposito

Alcuni alimenti hanno dimostrato di essere utili nelle diete dimagranti in quanto aiutano ad utilizzare i grassi accumulati e a mantenere alto il metabolismo:

- frutta secca in guscio (noci, mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi): è una ricca fonte di proteine e di grassi mono e polinsaturi (grassi sani), e aiuta a mantenersi sazi. Bisogna fare attenzione alle quantità però, perché la frutta secca fornisce molte calorie. Fortunatamente, tutto ciò che serve è una manciata di frutta secca al giorno (una porzione da 30 g) per ridurre il senso di fame ed aiutare a perdere peso
- cibi ricchi di fibre: richiedono una masticazione più lunga, aumentano i tempi necessari all'ingestione del cibo, aiutano a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, riducono l'appetito e migliorano la digestione. Le fibre alimentari, inoltre, giocano un ruolo fondamentale nel mantenere un'idonea flora batterica intestinale; una scarsa assunzione di esse, infatti, provoca un'eccessiva crescita di alcuni ceppi di batteri che, interferendo con alcune vie biochimiche, aumentano l'assorbimento di calorie. E' stato osservato che le popolazioni microbiche dell'intestino sono diverse tra persone obese e magre e che gli obesi che dimagriscono tornano ad avere lo stesso tipo di microflora di quando erano magri, suggerendo che l'obesità può avere una componente microbica.
- tè verde: un suo composto, l'epigallocatechingallato (EGCG), è stato ampiamente studiato per il suo potenziale dimagrante; infatti, oltre ad aumentare il metabolismo energetico e l'ossidazione degli acidi grassi, inibisce lo sviluppo delle cellule adipose, riduce l'assorbimento dei grassi e ne aumenta l'eliminazione.
- peperoncino: contiene capsaicina, che aumenta il metabolismo, aiutando l'organismo a bruciare calorie in eccesso dopo aver mangiato. Diversi studi hanno dimostrato che l'aumento del consumo di peperoncino può essere un metodo efficace per aumentare il metabolismo basale ed il consumo di grassi per produrre energia.
- vegetali: sono degradati lentamente nel corpo, provocando un minor incremento dei livelli di zucchero nel sangue con conseguente ridotta secrezione di insulina, ormone principale dell'ingrassamento. Oltre all'acqua, alle fibre, alle vitamine e ai minerali, essi contengono sostanze fitochimiche, che riducono i fattori di rischio cardiovascolare, lo stress ossidativo e l'infiammazione, mantengono la funzionalità vascolare e diminuiscono l'incidenza del sovrappeso e dell'obesità. Uno studio ha cercato di determinare se l'indice fitochimico (PI), che classifica il numero di calorie grazie al consumo di alimenti vegetali rispetto all'apporto calorico giornaliero totale, fosse legato all'adiposità, all'aumento del peso, dello stress ossidativo e all'infiammazione: i ricercatori hanno visto che i punteggi PI si sono rivelati più bassi nei soggetti sovrappeso, che avevano assunto meno alimenti vegetali e sostanze fitochimiche. In questo gruppo sono stati rilevati anche elevati livelli di stress ossidativo e infiammazione rispetto ai coetanei di peso normale. L'indice PI si è rivelato inversamente proporzionale a diversi indici di adiposità, all'aumento di peso e allo stress ossidativo.

- acqua: aiuta a mantenere le cellule idratate, il metabolismo attivo e dà un senso di pienezza a livello gastrico. L'acqua libera il corpo dalle tossine, che tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo; infatti, un eccesso di tossine in circolo e una ridotta assunzione di acqua può avere un effetto ingrassante oltre ad essere poco salutare.

 

(*) Dottore Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana- Nutrizionista (cagnazzofrancesco@libero.it, - Pagina Facebook)

 

 

 

 

 


 



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