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Rinasce l'ex mattatoio: diventa un polo per il restauro dei beni culturali
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Rinasce l'ex mattatoio: diventa un polo per il restauro dei beni culturali
Conclusi i lavori di recupero e adeguamento sismico del complesso ottocentesco in via Interna delle Mura, progettato da Ireneo Aleandri. Amplierà le funzioni del Centro operativo di Santo Chiodo
Si sono conclusi i lavori di recupero ed adeguamento sismico del mattatoio di via Interna delle Mura. Un progetto nato sotto la precedente legislatura Tesei, con l'allora assessore allo sviluppo economico Paola Agabiti Urbani, e che ora sta per concretizzarsi. La struttura ospiterà laboratori di diagnostica e restauro per manufatti in tessuto e metallo, spazi per la formazione e aree espositive. Amplierà, di fatto, il Centro operativo di Santo Chiodo per la tutela del patrimonio storico-artistico dell'Umbria. L'obiettivo è mettere in sicurezza i beni mobili recuperati durante le emergenze e mostrarli subito al pubblico, così che non restino per decenni chiusi nei depositi.
A fare il punto della situazione è stato il vicepresidente della Regione Tommaso Bori, presente insieme al sindaco Andrea Sisti al convegno "La persistenza onlife della memoria: idee, linguaggi e strumenti del progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale di Spoleto", tenutosi alla Biblioteca "Giosuè Carducci" di palazzo Mauri. "Dedichiamo questa giornata - ha dichiarato Bori - alla cultura materiale delle opere da recuperare con il restauro, che sarà reso possibile nel nuovo centro dell'ex mattatoio grazie ai fondi del Pnrr, e alla cultura immateriale della digitalizzazione, la fruizione resa pubblica e gratuita di un patrimonio enorme legato alle biblioteche, al Teatro lirico sperimentale e al Festival dei Due Mondi, che sarà un patrimonio a disposizione dell'intera umanità”.
L'intervento architettonico, finanziato con i fondi del Piano nazionale complementare al Pnrr per le aree del sisma, ha restituito alla città il complesso ottocentesco progettato da Ireneo Aleandri. Il restauro, basato su un'attenta analisi filologica, ha tenuto insieme la tutela storica e l'efficienza energetica. Per questo il progetto è stato inserito tra i casi studio della guida "Sviluppo sostenibile applicato agli edifici storici in ambito pubblico", promossa da RSE e dal Commissario straordinario per la ricostruzione Sisma 2016.
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I commenti dei nostri lettori
Diogene
2 ore fa
Per " Carlino " : Condivido W Spoleto . Ma per il resto a cosa serve aver speso (MOLTO) per il restauro se "storia e tradizione " non creano occopazione soprattutto giovanile . Di monumenti ne siamo gia pieni !!!
Carlino
10 ore fa
Buona acquisizione per Spoleto. Se va sparendo l'industria e l'ospedale langue, il Tribunale è minacciato di spostamento a Perugia, eccetera eccetera, almeno coltiviamo la Storia e la tradizione culturale, in questo caso nella forma del restauro e recupero. W Spoleto
Diogene
2 giorni fa
TANTE BELLE PAROLE , TANTI BEI PROGETTI MA CREERA' OCCUPAZIONE GIOVANILE ?SE NON CREIAMO POSTI DI LAVORO I RAGAZZI SONO COSTRETTI A LASCIARE SPOLETO.
Paolo Galli
2 giorni fa
La facciata è attraversata da un grosso cavo elettrico (molto brutto), cancellato nella foto. Quando sarà tolto veramente?
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