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Ospedale, tradite le scadenze
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Ospedale, tradite le scadenze
Agli impresi presi in Terza commissione lo scorso 15 luglio non hanno fatto seguito atti concreti da parte della Regione. Arcudi contro la presidente Proietti: 'Solo parole, e nessun fatto'
“L'ennesima scadenza sull’ospedale di Spoleto è passata a vuoto. E questa volta non si tratta della famosa promessa elettorale rimasta sulla carta, ma di un impegno preso ufficialmente in Terza Commissione lo scorso 15 luglio, con una data indicata dagli stessi comitati del territorio: metà agosto. Silenzio”. È quanto dichiara il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc).
“È la fotografia di un metodo. Da mesi – spiega - la Giunta regionale risponde alle richieste di Spoleto con dichiarazioni di intenti, mai con atti verificabili. L'ho toccato con mano personalmente lo scorso 4 giugno, in question time, quando ho chiesto alla presidente Proietti di confermare in modo chiaro e formale che il San Matteo degli Infermi non finisca tra i presidi da ridimensionare, e quali fossero i tempi certi per la riapertura del Punto nascita. Mi è stato risposto con un elenco di iniziative in corso, robotica, cardiologia H24, un'istanza inviata al Ministero, ma senza una sola data. Ho detto in Aula, senza mezzi termini, che le aspettative create in campagna elettorale non si stanno concretizzando, e che il conto lo pagano i cittadini spoletini in termini di fiducia nella politica”.
“A pagarlo per primi – continua Arcudi - sono i comitati del territorio, che meritano di essere ringraziati per il lavoro serio che stanno portando avanti da anni. Hanno raccolto oltre 10mila firme. Sono stati ascoltati in audizione. Hanno documentato con precisione una situazione insostenibile: un punto nascita che fino al 2019 garantiva quasi 500 parti l'anno e che nessun organismo nazionale ha mai imposto di chiudere, un pronto soccorso che dirotta sistematicamente i casi più gravi verso altri ospedali, reparti tenuti in piedi da personale precario mentre non risultano banditi concorsi per posti stabili. Hanno chiesto un impegno formale e lo hanno ottenuto, a parole, il 15 luglio. Poi più nulla”.
“Non è più accettabile – conclude Arcudi - che un territorio intero debba misurare la credibilità delle istituzioni regionali in base a quante volte è disposto a tornare in piazza per farsi ascoltare. Chiedo alla Giunta regionale di sbloccare immediatamente l'atto promesso in Terza Commissione, e chiedo alla presidente Proietti di fissare, senza ulteriori rinvii, una data certa per dare risposte. Le parole, a questo punto, sono già state spese tutte”.
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I commenti dei nostri lettori
Lucio
21 giorni fa
Solite promesse elettorali e parole al vento. Cambiano i musicanti, ma la musica è sempre la stessa. Inutile illudersi.
Spoleto69
21 giorni fa
Certo il Sig.Arcudi ha un bel coraggio ha protestare contro la Proietti perché l'ospedale di Spoleto non ha ancora riattivato il punto nascite che giustamente non doveva essere chiuso per il numero nascite che ammontavano a circa 500,e che per casi gravi al P.Soccorso vengo i dirottati in altri Ospedali,sicuramente la Proietti avrà anche delle colpe in base alle promesse fatte ma riaprire reparti smantellati non è facile,fare dei Concorsi per Primariati non appetibili non hanno risposte ecco allora mi chiedo perché il Sig.Arcudi non chiede queste risposte alla precedente PRESIDENTE di cui il Sig. ARCUDI e della stessa parte Politica alla Sig.ra TESEI che nel 2020 causò la chiusura dell'Ospedale Spoletino per presidio COVID e che dopo le tante promesse che sarebbe stato riaperto e anche meglio di come era prima della chiusura,e adesso si ha il coraggio di fare la paternale,strana la Politica si attacca per difendersi tipicamente ciò che fa la DESTRA,VERGONA.
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