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Bufera in maggioranza: il PD contro il sindaco Sisti
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Bufera in maggioranza: il PD contro il sindaco Sisti
L'attacco frontale dopo i continui contrasti interni in Giunta. 'La misura è colma. Subito verifica politica'. Il vice Chiodetti restituisce la delega al personale
Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui il PD di Spoleto critica il sindaco Andrea Sisti dopo i recenti accadimenti:
"Gli avvenimenti degli ultimi giorni impongono una seria riflessione politica sulla situazione che da tempo si sta determinando all'interno del Comune di Spoleto e sul rispetto degli impegni assunti nei confronti della città. Più volte abbiamo richiamato il Sindaco ad una maggiore condivisione e presa in considerazione delle priorità politiche espresse dalle forze di maggioranza e più in generale dell'attività amministrativa dell'ente. Abbiamo adottato anche iniziative politiche forti per riuscire a far sì che tutti i consiglieri di maggioranza venissero coinvolti dal Primo cittadino nelle scelte strategiche per la città, senza tuttavia un esito positivo. Ora la misura è colma.
In primo luogo, ribadiamo la nostra netta contrarietà, già espressa dal Segretario comunale del Partito Democratico, alla scelta della Giunta di approvare un atto che prevede il ricorso alla graduatoria dei dirigenti dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria per il reclutamento di una figura dirigenziale destinata al Comune di Spoleto.
Una decisione assunta nonostante il vicesindaco e assessore al Personale, Danilo Chiodetti, avesse formalmente proposto una soluzione diversa, fondata sull'indizione di due concorsi pubblici per la copertura delle due posizioni dirigenziali necessarie all'Ente. Una scelta ispirata ai principi di trasparenza, imparzialità e valorizzazione del merito e finalizzata ad evitare il ricorso ad una graduatoria rispetto alla quale erano già state evidenziate criticità anche dal Segretario Generale dell'Ente. La successiva decisione del sindaco di non dare seguito a quella deliberazione ha confermato, nei fatti, la fondatezza delle preoccupazioni espresse.
La vicenda del personale rappresenta tuttavia soltanto l'ultimo episodio di un metodo che il Partito Democratico non può più condividere. Non è la prima volta dall'insediamento dell'attuale Amministrazione che fondamentali scelte organizzative proposte dall'Assessore competente non hanno trovato il sostegno della Giunta. È infatti accaduto con la proposta relativa all'interim del dirigente del Dipartimento n. 3, con le determinazioni riguardanti le nuove posizioni organizzative e, infine, con il reclutamento delle figure dirigenziali.
Si tratta di fatti senza precedenti che testimoniano il progressivo venir meno del necessario rapporto fiduciario tra gli organi di governo e che evidenziano un clima interno sempre più conflittuale. Oggi, purtroppo, nella Giunta comunale prevale una logica di contrapposizione continua, un clima di "tutti contro tutti" che rende sempre più difficile assumere decisioni condivise e garantire un'efficace azione amministrativa.
Coerentemente con questa impostazione, il vicesindaco ha rimesso la delega al personale nelle mani del sindaco, ritenendo venuto meno il necessario rapporto fiduciario sulle scelte riguardanti l'organizzazione dell'Ente. A ciò si aggiunge un'ulteriore criticità che riguarda il metodo con cui si stanno affrontando gli atti fondamentali dell'Amministrazione. La salvaguardia degli equilibri di bilancio e il relativo assestamento, pur essendo tra i provvedimenti più importanti dell'anno per la vita dell'Ente, non sono stati preventivamente discussi né condivisi all'interno della maggioranza, impedendo quel necessario confronto politico che dovrebbe precedere l'approvazione di atti così rilevanti. È un ulteriore segnale di un metodo di governo che alimenta divisioni anziché costruire decisioni condivide.
Alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni, il Partito Democratico di Spoleto ritiene che non sia più rinviabile una verifica politica approfondita sulle condizioni che consentono il proseguimento dell'attuale esperienza amministrativa e sulla tenuta della maggioranza che sostiene la Giunta. Il Partito Democratico ha sempre operato con senso di responsabilità, lealtà e spirito costruttivo, anteponendo l'interesse della città a qualsiasi altra considerazione. Oggi, tuttavia, riteniamo che sia arrivato il momento della chiarezza.
Spoleto ha bisogno di un'Amministrazione capace di decidere, di rispettare i ruoli istituzionali, di valorizzare le competenze e di governare con una visione condivisa. La città non può più permettersi ritardi, divisioni e continui rinvii su questioni fondamentali per il proprio futuro.
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I commenti dei nostri lettori
Eugenio
2 mesi fa
In effetti il PD dov'era quando approvava Sisti? Ora si accorgono che non va! Ritirate il sostegno e votiamo qualcun'altro. Non abbiamo paura. Il confronto non esiste; tanto vale fare votare. È l'unica cosa che c'è: pratichiamo la
Spoletone
2 mesi fa
Il primo sindaco di Spoleto dai tempi li Laureti che non disistimo, e il PD f la stessa cosa che fece con Laureti: lo fa cadere. E in fondo sulla stessa storia: magna magna edilizia. I valori del PD sono e saranno sempre antitetici ai miei
Gianluca
2 mesi fa
Noto che le crisi politiche in questa città avvengono solo per una non condivisione di posti disponibili e scelte di persone contestate da questa o quella parte della stessa maggioranza. Non su una gestione della città non idonea, non su scelte politiche "asdrubale" che hanno affossato Spoleto, non sul decoro urbano scellerato e vergognoso. No. Solo sui posti assegnati non condivisi. Probabilmente, da una parte per far scorrere in una graduatoria regionale interessi personali, da l altra per promesse che quindi non possono, sempre probabilmente, essere mantenute. Idea mia. Il ricamarla come una "grande battaglia di etica politica e di difesa della dignità cittadina" la trovo stucchevole
Spoletino
2 mesi fa
Non è che si meritino che gli si citi Cromwell però “in nome di Dio, andatevene”
Fidelio
2 mesi fa
Ma il pd cefa o ce è? Non sapeva niente? Che bella commedia dialettale!
Massimo Macrì
2 mesi fa
In parole povere: tocca fa lì concorsi cucì armettemo là gente de partito! Ma fatemi il piacere!
XXX
2 mesi fa
Scusate ma da chi è stato scelto il Sindaco? Chi lo ha votato? Le altre liste?
Carlino
2 mesi fa
Da quel che sembra, il problema non è tanto la situazione della città, quanto una questione di posti, di nomine. Chi comanda? Il Pd o il Sindaco? Intanto volano gli stracci dal Palazzo, che giù a Piazza del Mercato ci si potrebbe fare un bel mercatino
Luigi cintioli
2 mesi fa
Spoleto e la miseria politica: se i valori liberal-democratici diventano un feudo privato di Dr. Luigi Cintioli La vera cultura della sinistra liberal-democratica si fonda su pilastri chiari: centralità del bene comune, trasparenza, meritocrazia, partecipazione e rigoroso rispetto delle istituzioni. È l'idea che la politica debba elevare una comunità, non abbassarla al livello degli interessi di pochi. Di fronte a questi principi, lo spettacolo a cui assistiamo oggi a Spoleto non è soltanto deludente: è di una miseria politica sconcertante. Chi dovrebbe guidare la città o rappresentarne la storia ha invece ridotto l'amministrazione a una caricatura provinciale, dimostrando un'assoluta e totale incapacità di comprendere cosa sia la vera cultura politica. Due figure miserabili di fronte alla grande politica Mettendo a confronto i nobili ideali del riformismo democratico con la realtà dei fatti, emergono due parabole politiche tristemente minuscole: * Andrea Sisti (L'incompetenza d'alta quota): Un Sindaco che gestisce Spoleto come una Comunità Montana o una malga isolata. La sua "strategia" si riduce a prendere decisioni nel chiuso di una stanza, bypassare i concorsi pubblici per ricorrere a graduatorie esterne e nascondere il bilancio alla sua stessa maggioranza. Un'impostazione autoritaria e miope che cancella ogni valore di partecipazione democratica e rivela una desolante povertà concettuale. * Giancarlo Cintioli (L'usurpatore da salotto): Mio cugino di secondo grado, perfetta incarnazione della politica intesa come piccolo feudo personale. Per anni ha trattato la cosa pubblica non come un servizio per Spoleto, ma come una vetrina per sé e per la propria cerchia familiare. Una visione riduttiva e autoreferenziale che ha svuotato il cognome Cintioli di ogni nobiltà istituzionale, riducendolo a un marchietto per micro-ambizioni di bottega. dr Luigi Cintioli
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