cultura e spettacolo
Sons of Echo, la mascolinità vista con gli occhi di 4 donne
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Sons of Echo, la mascolinità vista con gli occhi di 4 donne
Daniil Simkin porta al Teatro Romano la prima europea di un progetto che contrappone l’empatia alla forza fisica
Martedì 7 luglio al Teatro Romano ha esordito in prima europea “Sons of Echo”, il nuovo progetto firmato dalla star del balletto Daniil Simkin, direttore creativo e, allo stesso tempo, interprete della performance. Lo spettacolo riunisce sul palco sei danzatori tra i più noti della scena internazionale: oltre allo stesso Simkin, Osiel Gouneo, Alban Lendorf, Siphesihle November, Daniel Domenech e Johnny McMillan.
Il titolo stesso rimanda a una figura precisa della mitologia greca: Eco, la ninfa condannata a poter solo ripetere le parole altrui, contrapposta a Narciso, perso nella contemplazione della propria immagine riflessa. Simkin rovescia quella condizione e affida se stesso e i suoi compagni di scena allo sguardo di 4 coreografe. A rendere il progetto particolare è la scelta produttiva alla sua base: un cast interamente maschile che danza coreografie firmate da quattro donne. In programma "Notes", di Lucinda Childs, suite di duetti e trii tratta dal suo lavoro "Notes of Longing", su musiche di Matteo Myderwyk; "Real Truth", di Tiler Peck, sulle musiche di Gregory Porter; "Will You Catch My Fall", di Anne Plamondon, con composizione originale di Ouri; e "Jack", di Drew Jacoby.
La performance si presenta esplicitamente come una risposta a quella che i suoi stessi autori definiscono la “normalizzazione della mascolinità tossica”. L'obiettivo dichiarato è “mettere in scena un'idea di forza fisica orientata dall'empatia, e trasformare la competizione tra corpi maschili in un'occasione di sostegno reciproco piuttosto che di scontro”. “Sons of Echo” sarà in scena al Teatro Romano anche mercoledì 8 luglio ore 21.30, all’interno di un festival che quest’anno ha deciso di tornare alle radici, con uno sguardo verso il futuro, affrontando temi attualissimi.
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