La Scienza in Tasca

Il mistero dei fulmini globulari

 

Sfere luminose che compaiono dal nulla: cosa si sa finora sui fulmini globulari

 

I fulmini globulari sono tra i fenomeni atmosferici più misteriosi mai osservati. Descritti per secoli da testimoni in tutto il mondo, appaiono come sfere luminose fluttuanti, spesso di dimensioni variabili tra una pallina da tennis e un pallone da calcio, che si muovono lentamente nell’aria durante o subito dopo un temporale, ma anche in condizioni di bel tempo.

A differenza dei fulmini tradizionali, che durano frazioni di secondo, i fulmini globulari possono persistere per diversi secondi, talvolta anche più a lungo. Sono stati osservati attraversare finestre, per poi esplodere con un forte boato. Per molto tempo, la comunità scientifica ha considerato i fulmini globulari come racconti esagerati o illusioni ottiche; tuttavia negli ultimi decenni, grazie a registrazioni video e studi sperimentali, il fenomeno è stato riconosciuto come reale. Rimane però una sfida spiegare esattamente come si formino.

Una delle ipotesi più accreditate suggerisce che i fulmini globulari siano il risultato di una combinazione di plasma e particelle di materiale vaporizzato dal suolo colpito da un fulmine. In questo scenario, l’energia elettrica intensa vaporizzerebbe silicio e altri elementi, creando una nube luminosa per alcuni secondi. Un’altra teoria propone che siano generati da onde elettromagnetiche intrappolate in una sorta di “bolla” di aria ionizzata, mentre modelli più recenti esplorano reazioni chimiche complesse tra particelle cariche e l’atmosfera circostante.

Alcuni esperimenti sono riusciti a produrre dei piccoli fulmini globulari in laboratorio, come al Cavendish Laboratory di Cambridge, all’Humboldt Laboratory di Berlino e al Pernambuco in Brasile; negli esperimenti, però, non è stato possibile ricreare tutte le proprietà osservate in natura. Questo lascia aperte molte domande: da dove proviene esattamente l’energia che li sostiene? Perché si muovono in modo così peculiare? E perché sono così rari?

Il fascino dei fulmini globulari risiede proprio nel loro essere a metà tra mito e realtà scientifica. Sono un promemoria di quanto il nostro pianeta, insieme a fenomeni apparentemente familiari come i temporali, possa ancora sorprenderci.

 

Immagine: foto di un fulmine globulare. Crediti: Joe Thomissen via Wikimedia Commons



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I commenti dei nostri lettori

Simone

2 mesi fa

Interessantissimo! Grazie, alla dottoressa Elisa e alla redazione.

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