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In piazza Garibaldi un modello di 'accoglienza turistica etica'
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In piazza Garibaldi un modello di 'accoglienza turistica etica'
Con i fondi del Pnrr riqualificati 3 appartamenti in cui verranno impiegati giovani disabili. 'Nostro intento favorire la loro inclusione lavorativa'. Nello stesso stabile erogati i servizi del progetto 'Educommunity'
Si intitola “Vita indipendente e turismo etico” il progetto presentato in conferenza stampa a cura della cooperativa sociale “Il Cerchio” teso a favorire l’inclusione lavorativa dei giovani disabili che concludono il percorso scolastico. Le risorse ricevute, stanziate nell’ambito del Pnrr-NextAppennino, hanno consentito di riqualificare tre appartamenti in piazza Garibaldi e di destinarli all’ospitalità etica così da creare “un ecosistema sociale che mette al centro la
persona, promuovendo percorsi di autonomia ai ragazzi coinvolti, accompagnati da
tutor qualificati, e offrendo ai viaggiatori un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente umana”.
Ospiti e residenti condivideranno in questo modo spazi, esperienze e opportunità generando valore sociale ed economico. “A noi non interessa l’aspetto commerciale: il nostro obiettivo - ha affermato il responsabile e direttore amministrativo de ‘Il Cerchio’ Alberto Bonfigli intervenuto alla conferenza insieme al vice Emanuele Bonilli e a Marco Corbelli - è quello di favorire l’inclusione lavorativa dei ragazzi disabili e autistici che escono dal mondo della scuola. Si occuperanno della pulizia degli ambienti, della gestione della lavanderia e delle attività di comunicazione, sempre accompagnati da personale qualificato. Non siamo un albergo e vorrei sottolineare il fatto che non abbiamo alcuna intenzione di fare concorrenza alle attività ricettive esistenti: vogliamo solo creare opportunità, sulla scia di quanto si sta facendo con la Fattoria Sociale”.
Lo stesso stabile ospita anche il progetto “Educommunity” promosso dall’omonima cooperativa presieduta da Vittoria Morrichini “nato per rispondere in modo innovativo ai bisogni educativi e sociali del territorio. L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli interventi di welfare comunitario e ha l’obiettivo di sostenere bambini, ragazzi e famiglie attraverso servizi qualificati, accessibili e integrati”. Il piano mira a sostenere i bambini dai 3 ai 12 anni e i loro genitori attraverso l’erogazione di servizi accessibili ed integrati tra cui consulenze specialistiche, tutor per il supporto allo studio per studenti con disturbi specifici per l’apprendimento, laboratori di inglese e animazione educativa legata al tema della sostenibilità. Previsti inoltre screening nelle scuole che consisteranno nella “somministrazione, in due momenti specifici dell’anno, di test per valutare e rilevare quanto prima un eventuale probabilità di disturbo DSA o di altri bisogni speciali così da avere poi il tempo tecnico necessario per intervenire in maniera tempestiva nelle varie fasce d’età e fornire sia alle scuole che alle famiglie adeguati strumenti. Il progetto in questione rappresenta un modello innovativo di cooperazione sociale, capace di coniugare inclusione, educazione e sviluppo comunitario”.
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