cronaca

Omicidio Papadia, chiuse le indagini

 

Al marito Romita contestato il reato di omicidio volontario, aggravato dal legame coniugale. Esclusa, però, la premeditazione. A Palermo avviato un progetto scolastico intitolato alla ragazza

 

Si sono chiuse le indagini relative al femminicidio di Laura Papadia, avvenuto lo scorso 26 marzo a Spoleto. Al marito Nicola Romita viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato dal legame coniugale. Esclusa, però, la premeditazione. Stando alla ricostruzione effettuata dalla Procura, il 48enne (attualmente detenuto nel carcere di Maiano) avrebbe strangolato la donna al culmine di una lite di coppia utilizzando anche un indumento appartenente alla ragazza. L’uomo è difeso dagli avvocati Luca Maori e Luca Valigi mentre le parti offese sono state individuate nei familiari di Laura e nell’associazione “Per Marta e per tutte”, da anni impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, offrendo aiuto concreto alle vittime e alle loro famiglie.

A Palermo, città natale della giovane, è stato intanto avviato il progetto “Non m’ama… m’amo” dedicato proprio a Laura e rivolto agli studenti allo scopo di promuovere una cultura del rispetto, della parità e dell’ascolto. “Il percorso vuole essere anche un atto di memoria attiva, che, partendo dalla storia di Laura Papadia, giovane donna palermitana vittima di femminicidio, si fa strumento di riflessione collettiva e di diffusione di un messaggio di consapevolezza e cambiamento. Attraverso incontri di sensibilizzazione e laboratori condotti dalle volontarie del Centro Antiviolenza Lia Pipitone, il progetto offrirà agli studenti un percorso di riflessione sui valori espressi dalle parole dell’acrostico P.A.P.A.D.I.A. (Parità, Ascolto, Prevenzione, Amore, Diritto, Indipendenza, Autonomia)”. 



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