La Scienza in Tasca
Sciami meteorici: non solo d’estate, anche a novembre sarà possibile vederli
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Sciami meteorici: non solo d’estate, anche a novembre sarà possibile vederli
Le stelle cadenti attraversano il nostro cielo tutto l’anno, a breve sarà il turno delle Leonidi (nella foto: Una stella cadente fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale ad agosto 2011. Crediti immagine: NASA/Ron Garan)
Quando si parla di stelle cadenti si pensa subito all’estate, in particolare al mese di agosto e alla notte di San Lorenzo. In quel periodo, infatti, la Terra attraversa la scia di detriti lasciata dalla cometa Swift-Tuttle, scia che costituisce lo sciame delle Perseidi. Ma non è l’unico periodo dell’anno in cui si possono osservare le stelle cadenti: in diversi mesi, infatti, il nostro pianeta incontra altri sciami di meteore.
Le stelle cadenti non sono stelle né comete, ma frammenti di roccia o polvere, grandi al massimo qualche metro, chiamati meteoroidi, che orbitano attorno al Sole. Quando uno di questi frammenti entra nell’atmosfera terrestre a grande velocità, l’attrito lo riscalda, facendolo diventare incandescente, e finisce con il disintegrarsi, producendo la scia luminosa che osserviamo nel cielo.
Le comete, invece, sono corpi molto più grandi – dell’ordine di chilometri – composti da ghiacci e materiali rocciosi. Quando si avvicinano al Sole, il calore ne sublima i ghiacci, generando un alone luminoso e una lunga coda di gas e polveri. Proprio questi detriti, rimasti lungo l’orbita della cometa, possono dar luogo agli sciami di meteore che osserviamo ogni anno.
I diversi sciami meteorici prendono il nome dalle costellazioni che attraversano nel cielo dal nostro punto di osservazione. Ad esempio lo sciame delle Perseidi di agosto attraversa la costellazione di Perseo. Gli altri sciami più famosi sono: le Geminidi, visibili nella costellazione dei Gemelli nel mese di dicembre e frutto dei detriti dell’asteroide 3200 Phaethon; le Quatrantidi, nel mese di gennaio; le Liridi, visibili ad aprile nella costellazione della Lira e generate dalla cometa Thatcher (C/1861 G1); le Eta Acquaridi, osservabili a maggio nella costellazione dell’Acquario e composte dai detriti della celebre cometa di Halley.
Il cielo d’autunno, la stagione in cui ci troviamo ora, non è meno spettacolare di quello estivo: anche in queste notti si possono ammirare scie di luce che attraversano la volta celeste. Nel mese di ottobre si può osservare lo sciame delle Orionidi, anch’esso legato alla cometa di Halley, mentre nel mese di novembre c’è lo sciame delle Leonidi, associato alla cometa Tempel-Tuttle, che quest’anno raggiungerà il suo picco nella notte tra il 17 e il 18.
La notte di San Lorenzo è senza dubbio quella più famosa per alzare gli occhi al cielo, ma il motivo non riguarda la quantità di stelle cadenti che è possibile osservare: generalmente, ad agosto, il meteo è migliore ed il cielo è limpido, e per questo se ne vedono molte. Nel periodo invernale, invece, il cielo è spesso coperto, rendendo più difficile osservare anche solo le stelle.
La condizione ottimale per vedere le stelle cadenti è raggiungere luoghi poco illuminati, quindi lontani dalle città, in modo che l’assenza di inquinamento luminoso renda il cielo notturno ben visibile. Anche la Luna gioca un ruolo fondamentale: la Luna piena illumina il cielo, rendendo difficoltoso osservare le stelle, mentre con la Luna nuova il buio favorisce l’osservazione. Dato che quest’anno la Luna nuova avverrà il 20 novembre, in questo mese appena iniziato sarà più semplice osservare lo sciame delle Leonidi, meteo permettendo.
Vale quindi la pena di uscire e alzare lo sguardo, a caccia di stelle cadenti, anche nel freddo di novembre. Sarà possibile osservarne tra le 10 e le 20 l’ora: con il pretesto di voler esprimere qualche desiderio, ci si potrà godere uno spettacolo da non perdere.
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