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Ex convitto femminile, quale futuro?
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Ex convitto femminile, quale futuro?
Sul piatto una proposta per trasformarla in residenza per anziani ma il sindaco Sisti pensa al Museo del Festival. I consiglieri Dottarelli e Profili chiedono chiarezza
Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri di Alleanza Civica Alessandra Dottarelli e Gian Marco Profili riguardante l’ex Convitto Femminile di Piazza Carducci.
“La questione assume contorni sempre più paradossali e, francamente, ridicoli. Nel corso del consiglio comunale abbiamo discusso un’interpellanza per fare chiarezza sulle reali intenzioni dell’Amministrazione Sisti riguardo al futuro dell’immobile, conferito nel 2017 a Invimit, la società partecipata del MEF incaricata della valorizzazione di immobili pubblici, attraverso il fondo I3 Silver.
L'obiettivo originario del fondo era chiaro: realizzare una senior housing, ovvero una residenza per anziani autosufficienti. Tuttavia, il sindaco Andrea Sisti ha più volte osteggiato questa soluzione, sostenendo – anche pubblicamente – l’esistenza di un presunto accordo, mai formalizzato, per destinare l’edificio a nuova sede e museo del Festival dei Due Mondi. Tali affermazioni sono state ribadite anche durante l’assemblea della Fondazione del Festival tenutasi il 22 dicembre 2023, dove si è fatto riferimento a ipotetici fondi ministeriali e al coinvolgimento del sistema museale regionale, nella figura del direttore Costantino D’Orazio.
La realtà dei fatti è ben diversa. Invimit ha recentemente ricevuto un’offerta da una primaria società SGR per la realizzazione della residenza per anziani, ed ha quindi pubblicato un bando con scadenza fissata al 15 ottobre 2025 per valutare altre possibili offerte. Dalla risposta dell'assessore Albertella abbiamo appreso che non esiste alcuna documentazione ufficiale riguardo al fantomatico progetto culturale: nessun accordo formale, nessun finanziamento ministeriale, solo un quadro tecnico-economico dell’intervento, privo di fondi e progettualità concrete. Inoltre sul sito di Invimit non esiste alcun cenno alla proroga del bando anticipata dallo stesso assessore.
A rendere ancora più grottesca la vicenda è l’intervento dell’Assessore al Sociale Renzi, che – rispondendo a una precedente interpellanza – ha confermato la volontà dell’Amministrazione di realizzare una struttura per anziani. Nella stessa occasione, Renzi ha di fatto ammesso di non essere a conoscenza del progetto museale tanto sbandierato dal Sindaco Sisti in diverse sedi istituzionali. Questa è l’ennesima dimostrazione della confusione, della mancanza di trasparenza e della totale assenza di una visione coerente da parte dell’Amministrazione comunale.
Una gestione approssimativa, fatta solo di annunci e dichiarazioni infondate, che ha rischiato di far perdere alla città un’occasione di valorizzazione concreta di un immobile di grande valore che versa da qualche decennio in uno stato di abbandono. Una situazione, lo ribadiamo, semplicemente ridicola".
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I commenti dei nostri lettori
Cittadino
6 mesi fa
Il sindaco dovrebbe dedicarsi unicamente a quello che da fare il geologo. Lasci perdere politica e idee manageriali
Enzo
6 mesi fa
Un altro museo a Spoleto,un altro postificio per gli amici degli amici. Gli anziani oramai sono la quasi maggioranza della popolazione e molti sono soli.Quindi,è di questo che c'è bisogno.Spoleto non ne ha abbastanza,per soddisfare le richieste. Speriamo che nel frattempo il sindaco cambi e se ne trovi un altro,che comprenda la situazione.
Giorgio
6 mesi fa
Una proposta: ma perché non usare quell’edificio come sede per una delle scuole terremotate? Non potrebbe essere una location eccezionale per un liceo scientifico - creando tra l’altro un polo di scuole con piazza Carducci? Non so la fattibilità ma mi sembrerebbe proprio la cosa più utile per la città
Signor Smith
6 mesi fa
Non vorrei minimamente entrare nella disputa tra "Sede/Museo del Festival" e la "Residenza per Anziani"... mi permetto solamente di segnalare una interessante iniziativa del Comune di Modena che ha realizzato "Ca'Nostra" che è un alloggio di proprietà comunale, dove abitano insieme persone anziane con problematiche legate a demenza o a deficit cognitivi. L’alloggio è gestito dalle famiglie con il supporto di volontari e istituzioni. Le famiglie coinvolte condividono le spese e sono coinvolte attivamente nella gestione delle attività quotidiane. Ca’ nostra è quindi un modo per condividere risorse, a partire dall’alloggio e dalla badante, ma soprattutto per condividere problemi e soluzioni, dando valore alle relazioni di comunità. Una possibile soluzione ad un problema di grande impatto sulla vita delle persone. https://www.comune.modena.it/servizi/salute-benessere-e-assistenza/ca-nostra-cohousing-per-anziani
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