cronaca
La Corte di Appello di Perugia dà ragione al Comune
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La Corte di Appello di Perugia dà ragione al Comune
Umbria Tpl chiedeva all’Ente il pagamento di 4.365.850,77 euro per il mutuo contratto da SSIT Gestioni per la mobilità alternativa. La società condannata anche al pagamento delle spese legali
“In nessun contratto o convenzione il Comune ha assunto l’obbligo di rimborso delle rate di ammortamento del mutuo”. Con la sentenza n. 518/2025 pubblicata lunedì 29 settembre, la Corte di Appello di Perugia (Presidente dott. Claudio Baglioni e Consigliere Relatore dott.ssa Francesca Altrui), in riforma della sentenza n. 698/2023 del Tribunale di Perugia, ha accolto il primo motivo di appello presentato dal Comune di Spoleto respingendo la richiesta di pagamento di 4.365.850,77 euro presentata da Umbria T.P.L. e Mobilità S.p.A..
La vicenda riguarda le rate di mutuo acceso da SSIT Gestioni S.p.A. per la gestione del sistema di mobilità alternativa, mutuo che, al venir meno del rapporto contrattuale diretto tra il Comune e SSIT, conseguentemente all’incorporazione, nel 2010, della stessa in Umbria T.P.L. e Mobilità S.p.A., era passato a carico di quest’ultima.
L’accensione di un mutuo ventennale nasceva dall’obbligo, contratto da SSIT in qualità di concessionaria, di corrispondere all’Ente un canone di concessione annuo pari al 20% degli introiti e, in anticipazione sui canoni, un importo “pari alla quota di autofinanziamento comunale del 2° Stralcio di sistema” fino ad un ammontare che, da 3.700.000,00 euro iniziali, nel 2008 era aumentato fino a 6 milioni di euro.
La Corte di Appello di Perugia, che ha condannato Umbria T.P.L. e Mobilità S.p.A. al rimborso in favore del Comune dei 2/3 delle spese di difesa di 1° e 2° grado di giudizio, per un totale di 104.816,00 euro, non solo ha verificato l’assenza di un’esplicitazione che prevedesse un obbligo di rimborso da parte del Comune, ma in uno dei passaggi della sentenza ha anche sottolineato che non c’era alcuna “previsione che il Comune rimborsasse le rate di mutuo”, contrariamente a quanto richiesto da Umbria T.P.L. e Mobilità S.p.A.
“È motivo di grande soddisfazione la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Perugia, perché riconosce la correttezza dell’operato del Comune di Spoleto e la bontà delle motivazioni che ci hanno spinto a ricorrere in appello dopo la sentenza di I grado" ha dichiarato il sindaco Andrea Sisti. "Non si trattava di una vicenda semplice, sia per gli anni nel frattempo trascorsi, sia per i cambi di società che si sono succeduti nel tempo. Ringrazio quindi per l’ottimo lavoro svolto l’avvocato Paolo Feliziani che ha rappresentato e difeso il Comune, l’avvocato Valerio Pratillo che con lui ha collaborato e il Consulente di parte nella CTU espletata in primo grado, l’ingegnere Corrado Castrovillari. Si tratta di un risultato senza dubbio importante per l’Ente”.
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