cronaca
Energia Valnerina: speculazione industriale sulle montagne dell’Appennino
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Energia Valnerina: speculazione industriale sulle montagne dell’Appennino
Otto pale eoliche ai Pascoli del Cielo. Tempo fino al 20 agosto per opporsi al progetto: le comunità si mobilitano contro un modello energetico invasivo
Un nuovo progetto eolico si profila all’orizzonte: “Energia Valnerina”, gemello del controverso “Energia Montebibico”, prevede l’installazione di otto pale eoliche alte 206 metri tra i Comuni di Spoleto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco, nell’area conosciuta come “I Pascoli del Cielo”. Ma dietro la parola “rinnovabile” si nasconde un modello industriale fuori luogo: un impianto speculativo, imposto dall’alto, che nulla restituisce alle comunità locali e che anzi rischia di svuotarle del loro valore – paesaggistico, ambientale, umano. Non si tratta di opposizione al cambiamento, ma di difesa di un territorio che non può diventare un’area sacrificata per interessi privati.
L’area individuata confina con ben quattro siti della Rete Natura 2000, tra cui la ZSC “Fosso di Camposolo”, a soli 200 metri dal progetto, e la ZSC “Valnerina”, a meno di 2 km. Sono zone di fondamentale importanza per la conservazione di specie protette: l’aquila reale, il biancone, il falco pellegrino, ma anche pipistrelli e uccelli migratori. Le pale eoliche, alte oltre 200 metri, si trasformano in barriere mortali per il volo di queste specie, spezzando corridoi ecologici e migratori. Eppure, nessuno studio serio ha valutato questi impatti in modo indipendente.
Sul piano sociale, il conto non torna. Non ci saranno posti di lavoro stabili, né ricadute economiche per le attività agricole, turistiche o artigianali del luogo. E per i Comuni interessati dal progetto, solo le briciole: una royalty calcolata sull’energia prodotta annualmente (a fronte di una stima di producibilità arbitraria e quanto meno dubbia), una minima percentuale che non compensa il danno subito. Al contrario, si rischia un crollo del valore immobiliare, un danno all’immagine del territorio e un’erosione della qualità della vita per chi vive vicino alle pale, esposto a rumori continui e all’effetto shadow flicker – il fastidioso lampeggiamento d’ombra causato dal movimento delle pale. Le comunità non sono state coinvolte, né ascoltate: le decisioni arrivano dall’alto, senza partecipazione reale.
Il vero affare è per chi il progetto lo fa: una multinazionale che, grazie a incentivi pubblici, certificati verdi e fondi del PNRR, guadagnerà per decenni. L’energia prodotta sarà pagata da Terna anche quando non serve, con i costi scaricati direttamente sulle bollette degli italiani. Soldi pubblici che finiscono in un progetto industriale a vantaggio di un privato, invece che in interventi di efficienza energetica, manutenzione del territorio o sviluppo locale sostenibile.
Questo non è sviluppo. È speculazione travestita da transizione ecologica.
“Energia Valnerina” non è un intervento isolato, ma un tassello di un disegno più ampio promosso dalla stessa società, Fred. Olsen Renewables, che include anche “Energia Montebibico”. Entrambi condividono il proponente, le turbine di grandi dimensioni e, soprattutto, la stessa cabina elettrica di Ferentillo, già in Fascia A del PAI. Questa sovrapposizione configura di fatto un unico impianto frazionato, progettato per aggirare una valutazione complessiva degli impatti. Il risultato è una saturazione infrastrutturale del territorio: viabilità pesante, scavi in versante, rumore e pressione su aree già fragili, senza una pianificazione strategica né una vera analisi cumulativa.
Il progetto insiste in un’area di elevato pregio paesaggistico e archeologico, caratterizzata da paesaggi montani di rilevante interesse storico, culturale e naturale con crinali e visuali panoramiche tutelate dal Codice dei beni culturali e dal PTPR dell’Umbria. Il parco eolico sarà visibile da larga parte del Comune di Spoleto e dalla Valnerina, in particolare da siti di elevato pregio storico-artistico. A pochi chilometri sorgono borghi storici e beni architettonici di rilievo, come i castelli di Meggiano, Geppa, Grotti e Bazzano, e numerose chiese medievali. Inoltre, l’area è ricca di testimonianze archeologiche: castellieri di epoca umbra e romana, percorsi storici, fortificazioni e luoghi di culto rurale. Il rischio di danneggiare questi siti con scavi e movimenti di terra è concreto e sottovalutato.
Privati cittadini, associazioni e comitati possono presentare osservazioni, critiche o migliorative, entro il 20 agosto 2025, tramite il portale delle Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’ambiente, dove è possibile reperire anche tutta la documentazione del progetto.
Tra gli altri, si stanno già mobilitando: Amici della Terra, Mountain Wilderness Italia, CAI Umbria, Italia Nostra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Altura odv. Il Comune di Scheggino ha già espresso parere contrario. Si attendono ora i pareri della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e dei Comuni di Spoleto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco, molti dei quali si erano già espressi negativamente sul gemello “Energia Montebibico”, che nelle scorse settimane ha raccolto una valanga di osservazioni contrarie da parte di cittadini e istituzioni.
“Il messaggio è chiaro”, dichiara Filippo Buratti per conto di alcune associazioni e comitati No Eolico Montebibico-Valnerina: “La Valnerina e i Monti Martani non sono aree da industrializzare, ma un territorio da tutelare, valorizzare e rigenerare con modelli di sviluppo sostenibile, non con progetti che ne distruggono l’identità per il profitto di pochi”.
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I commenti dei nostri lettori
Marco Morganti
8 mesi fa
Visto che i grandi fanno grandi porcate, credo che noi piccoli comuni mortali siamo da oggi autorizzati a fare quello che vogliamo senza obbedire più a regole e regolette. Non siete d'accordo. Perlomeno questo. Mi pare il minimo.
velleitario
8 mesi fa
Seppure insufficiente,opporsi al progetto pale eoliche un modello energetico a "buon mercato" adottato su larga scala internazionale significa avere per i settori energivori un'alternativa sostenibile di pari efficacia ed efficienza?Sicuro!!Gli scenari di sviluppo previsti in Europa(70/80 GW)in Italia(8/10 GW)al 2050.Domanda:Non quello che non bisogna fare,bensi quello che bisogna fare.Ricordo che il ruolo per la decarbonizzazione è irreversibile come quello per il nuovo nucleare di cui l'opinione pubblica stigmatizza senza una conoscenza specifica.E allora che facciamo?Ci fermiamo?
Roberto Quirino
8 mesi fa
Sig. Alessandro, perché questo suo tono scettico e anche un po' beffardo? Chi sceglie volontariamente e gratuitamente di far parte di un'associazione a tutela dell'ambiente spesso studia e impiega parti importanti del proprio tempo, magari anche con passione e raggiungendo un certo grado di competenza, mettendoci la faccia e firmando documenti e interventi con il proprio nome e cognome. D'altronde così fa Michael G. Jacob, che venti anni fa collaborò attivamente affinché non venisse realizzato uno scellerato progetto di svincoli e tunnel all'ingresso sud di Spoleto. Lei vuole il parco eolico in Valnerina, a Montebibico o altrove in questa nostra zona? sì o no? se sì, probabilmente lei ha interessi in proposito o non considera l'ambiente come la sua "casa".
Alessandro
8 mesi fa
Quindi tutte queste associazioni così ben preparate sull'argomento (visto il tono dell'articolo) presenteranno uno studio ben fatto entro il 20 agosto 2025? Tramite il portale delle Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’ambiente?
Ehhh
8 mesi fa
E quale sarebbe questa multinazionale così cattiva?
michael g. jacob
8 mesi fa
Ricordo un incontro in Comune circa 15 anni fa con il vice sindaco e un dirigente della TERNA per opporre il loro piano di distruggere Montebibico con le pale eoliche. Sentivo per la prima volta la frase “parco eolico.” Noi delle associazioni ambientalisti sognavamo un “parco naturale”, avendo un territorio quasi intatto, una riserva naturale di alto pregio, poco abitato, e pieno di testimonianze storiche di notevole importanza. Non ci ascoltavano, volevano impiantare le pale eoliche sulle colline intorno a Spoleto, ma fortunatamente la zona si è salvata da sola – c’è poco vento. Adesso TERNA gira la sua attenzione verso Valnerina, un territorio bellissimo, ricchissimo di bellezze e di storia, e, purtroppo, sempre sottostimato dalle autorità locali e regionali che hanno avuto la gestione. In Inghilterra, il Distretto dei Laghi, geograficamente molto simile, è diventato un paradiso per camminatori, ciclisti, e amanti della natura e dell’ambiente. Valnerina non è di meno, ma non è mai stato protetto adeguatamente. Fra pubblicità, e avvisi su come disfarsi dell’amianto, il visuale è molto degradato, diventando sempre peggio. Nel Distretto dei Laghi (https://www.visitbritain.com/it/destinazioni/inghilterra/lake-district) si guida lentamente, non si creano tunnel, gallerie, e corsie di sorpasso per accelerare l’attraversamento del territorio. L’intenzione è di rallentare il visitatore, sedurlo nel rimanere e apprezzare quello che trova. La natura guida lo sviluppo, il principio è conservazione, non sfruttamento e devastazione. “Il rischio di danneggiare questi siti con scavi e movimenti di terra è concreto e sottovalutato,” diceva l’articolo, e speriamo che chi decide legga l’avviso con attenzione. Si può rovinare tutto molto facilmente, specialmente quando la speculazione si travesta di progresso.
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