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Arte e biodiversità fuse insieme a S.Brizio

 

Nel giardino della frazione allestita la mostra 'Tra lavande e pennellate' di Giulia Mammoli: domenica l'inaugurazione

 

Si intitola “Tra lavande e pennellate” la mostra di Giulia Mammoli allestita nel giardino di San Brizio. L’esposizione dedicata all’artista spoletina, ad ingresso gratuito, verrà inaugurata domenica e sarà visitabile fino al 13 luglio. “Un’armoniosa sinfonia visiva dove i colori dei fiori danzano accanto all’arte, in un luogo sospeso tra reale ed incantato”. Per ogni informazione è possibile contattare il numero 327/9511046 (Lorenzo).

Biografia:

Giulia Mammoli è nata a Spoleto il 4 giugno 1992. È cresciuta in periferia, dove è rimasta fino all’età di 20 anni. Proprio a Spoleto ha iniziato il suo percorso artistico, a partire dalla scuola media, dove una docente di arte e immagine le trasmise l’amore e la passione per l’arte, e in particolare per Edvard Munch. Fu proprio quel primo approccio a spingerla a scegliere di proseguire su quella strada: infatti, già all’età di tredici anni, disse ai suoi genitori di voler frequentare l’istituto d’arte della città e, successivamente, proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Dai tredici ai vent’anni frequentò l’Istituto Statale d’Arte “Leoncillo Leonardi” di Spoleto, sezione scenotecnica, dove, oltre a coltivare la passione per l’arte, iniziò ad apprezzare e ad appassionarsi anche al teatro, grazie alle collaborazioni scolastiche con il Teatro Nuovo “Giancarlo Menotti” di Spoleto, il Teatro Lyrick di Assisi e alle scenografie realizzate per alcuni spettacoli, anche legati al Festival dei Due Mondi. Il periodo delle scuole superiori non fu sempre sereno: all’età di diciannove anni (quinto anno), a causa di malesseri personali e conflitti con un docente in particolare, venne bocciata. Fu allora che iniziò a interrogarsi su cosa volesse davvero fare e se fosse giusto continuare a inseguire la via dell’arte, che l’aveva accompagnata fin dall’infanzia. Dubbi che, però, durarono appena una notte: l’anno successivo, conclusa la quinta, si iscrisse immediatamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

A Firenze scelse il corso di Arti Visive per la Pittura, coordinato dal professore Carlo Pizzichini, artista visivo contemporaneo di origini senesi. In quegli anni, più volte nelle sue opere riaffiorarono le sue radici e le sue prime passioni. Risalgono a quel periodo i cicli di opere intitolati Paesaggi, chiaramente ispirati a Edvard Munch, e le Tavole tattili, ispirate ad Alberto Burri, volte a creare un legame con l’Umbria, sua terra d’origine. In quegli anni ebbe anche modo di affinare la sua tecnica, passando dai colori a olio – più difficili da gestire per i lunghi tempi di asciugatura e per la loro trasportabilità – agli acrilici, su consiglio del suo docente. Concluse quel periodo con difficoltà, a causa della separazione dei genitori, che comportò gravi problemi economici per la famiglia, impedendole di frequentare l’Accademia per quasi un anno.

In quel periodo si avvicinò sempre di più all’arte contemporanea e iniziò ad ammirare e apprezzare artisti come Marina Abramović, Joseph Beuys, Francesco Clemente, Alberto Burri, Pino Pascali e molti altri. Nel 2018 riuscì a concludere il triennio con un lavoro dal titolo Colore e forma: una serie di stendardi di carta, lunghi da uno a tre metri, su cui erano raffigurati corpi stilizzati di donna, di colore rosa, che esprimevano tutta la fragilità e la sensibilità dell’artista. L’opera traeva ispirazione dall’arte di Henri Matisse e Francesco Clemente, e fu stampata anche su t-shirt e su diversi tipi di tessuto. Alla fine del triennio decise di non proseguire il suo percorso a Firenze, e tornò a Spoleto, con l’intenzione di allontanarsi dal mondo dell’arte, anche se in cuor suo sapeva che non sarebbe durata a lungo.

L’anno seguente si iscrisse nuovamente all’Accademia, stavolta al corso di Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi per la Pittura: un corso che, oltre ai metodi classici, le permise di sperimentare nuovi strumenti come la macchina fotografica digitale, il computer, la performance, e di approfondire la conoscenza dell’arte contemporanea a tutto campo, grazie anche alla passione trasmessa dalla docente Gaia Bindi. A questo periodo risale la partecipazione al workshop con l’artista giapponese Mariko Hori, dal titolo If the wind blows in Florence...?, ispirato a un proverbio giapponese che dice: “I bottai si arricchirebbero se il vento soffiasse”.

Il progetto, che sottolineava il ruolo dell’umanità di fronte a eventi inattesi, univa la forza della natura alla dimensione sociale. Giulia fu selezionata, insieme ad altri venti studenti, per partecipare; il progetto fu poi esposto nel giugno 2021 al museo Le Murate Art District di Firenze. Sempre durante il biennio realizzò un lavoro fotografico coordinato dal docente Robert Pettena. Il progetto L’arte  mise in scena, in luoghi simbolici e non della città di Spoleto, opere di arte contemporanea come Bambina con palloncino di Banksy, La mela reintegrata di Michelangelo Pistoletto, Bachi da setola di Pino Pascali, The Artist is Present di Marina Abramović, opere di Gilbert & George, Puppy di Jeff Koons, Fontana (l’orinatoio) di Duchamp, Spiral Jetty di Robert Smithson, e molte altre. Giulia ricreò le opere utilizzando materiali diversi dagli originali, e in alcuni casi si mise lei stessa davanti all’obiettivo, diventando protagonista dell’opera. Le fotografie furono stampate su carta di cotone da 300 g/m² e raccolte in una cartella decorata con gigli fiorentini.

Grazie alla pandemia riuscì a concludere tutti gli esami del biennio in un anno e sei mesi. Di quel periodo sono alcuni lavori come la reinterpretazione di The Artist is Present di Marina Abramović, realizzata con la sola macchina fotografica e lo sguardo dell’artista, e numerosi altri progetti in cui la fotografia fu protagonista, inclusa la tesi finale. Il lavoro conclusivo, dal titolo L’arte contemporanea al Festival dei Due Mondi, crea un collegamento tra Spoleto, la città che l’ha vista nascere, e Firenze, la città che l’ha formata. Durante e dopo il periodo accademico ha preso parte a numerose mostre e collaborazioni, tra cui:

Durante il percorso accademico:

2017 – Lucca, Bar App

2017 – Spoleto, Caffè dei Tigli

2017 – Cascia, estemporanea "I colori di Cascia"

2018 – Spoleto, Zamp Black Office

2018 – Spoleto, Gaben Bistrot

2019 – Sant'Eraclio, Serendipity Club

Nel periodo post-accademico:

2023 – Vallo di Nera, Spoleto Meeting Art

2023 – Spoleto, Spoleto Festival Art

2023 – Spoleto, La Bottega dell'Arte, Gli artisti della Bottega dell’Arte ricordano Elio Morettini

2024 – Spoleto, La Bottega dell'Arte, Spoleto dialoga di pittura in poesia (vincitrice del 2° premio)

2024 – Spoleto, La Bottega dell'Arte, Spoleto in fiore

2024 – Spoleto, Vincenzo Art Café, Gloria Marchi & Giulia Mammoli

2024 – Spoleto, Via del Mercato, personale Non solo acrilico

2024 – Spoleto, La Bottega dell'Arte, collettiva

2025 – Spoleto, La Bottega dell’Arte, Festa della Donna

2025 – Spoleto, Biblioteca Palazzo Mauri, La donna



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