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'L'arte della liuteria' spiegata da Benito Ammetto

 

L'appuntamento avrà luogo il 19 giugno nei locali della biblioteca 'Carducci' a palazzo Mauri

 

Giovedì 19 giugno,  nelle sale della Biblioteca "G. Carducci" di Palazzo Mauri alle ore 17.00 si terrà "L'arte della liuteria", una conferenza tenuta da Benito Ammetto, tecnico di radiologia in pensione ed ex dipendente dell'Azienda Usl Umbria 2, dove ha ricoperto il ruolo di coordinatore del servizio di Radiologia dell'ospedale di Spoleto.

Il signor Ammetto presenterà alcuni dei suoi strumenti dopo aver esposto ai presenti l'arte antica, raffinata e complessa che riguarda la costruzione e la riparazione degli strumenti a corda e che richiede una combinazione unica di conoscenze tecniche, abilità manuali e un profondo amore per la musica. All'evento in cui saranno esposti in mostra alcuni esemplari, interverranno il sindaco della Città di Spoleto Andrea Sisti e Danilo Chiodetti, vicesindaco e assessore alla valorizzazione delle culture, della qualità e della bellezza della Città e del territorio.

A conclusione dell'appuntamento, un violino da lui stesso realizzato sarà donato alla Città di Spoleto.

Benito Ammetto, nato a Eggi di Spoleto, ha lavorato presso l'ospedale di Spoleto come Tecnico Sanitario della Radiologia Medica. Da sempre interessato all'arte, negli anni ottanta unendo felicemente le sue competenze professionali con quelle artistiche, ha iniziato una intensa attività di radiologia, radiografando opere d'arte: tessuti, dipinti, sculture, oggettistica varia e strumenti musicali soprattutto ad arco, e a quella disciplina diede il nome di Radiologia Artistica, allestendo anche due mostre una per il periodo del Festival Dei Due Mondi e l'altra dedicata alle scuole dell'Umbria. Ma la sua vera passione era quella della liuteria e da lì cominciò a studiare radiograficamente i violini, studiandone la morfologia e la consistenza dei legni specifici per la loro costruzione.

Nei primi anni Duemila ebbe la fortuna di frequentare la bottega di tre maestri liutai che gli insegnarono questa nobile arte. Dal 2008 a oggi ha costruito oltre venti strumenti di varie grandezze: 4/4, ¾, 7/8 e un barocco. Il suo nome appare nell'Annuario Musicale Italiano (sezione tutela, catalogazione e restauro) del CDIM – Comitato Italiano Musica. Ha restaurato trenta violini circa anche di grandi maestri del sette/ottocento, un Santo Serafino (Udine 1699) Camillo Camilli (Mantova 1703) Nicola Gagliano (Napoli 1780) e altri. E' spesso invitato da Scuole, comuni e associazioni culturali a tenere conferenze mostrando lavori da lui realizzati.  



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